Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 17 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 372 del 14 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante presentato in data 9 aprile 2014 nei confronti di BancaCarime S.p.A. e Banca d'Italia con cui XY, rappresentato e difeso dall'avv.Pietro Capoano, nel ribadire le istanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito "Codice"), ha chiesto la cancellazionedell'iscrizione delle proprie generalità presso l'Archivio informatizzato degliassegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarmeinterbancaria–C.A.I.), istituito presso la Banca d'Italia, avvenuta inrelazione all'emissione di un assegno bancario consegnato al ConsorzioOlivicolo Terre di Calabria (C.O.T.e.C.) nel luglio 2012 a garanzia delpagamento di una fattura emessa da quest'ultimo e "la cui scadenza erapattuita per inizio novembre", recante data 20.10.2012 e negoziato pressoun altro istituto di credito (nello specifico Istituto "CreditoEmiliano" – filiale di Castrovillari) nell'ottobre 2013, ovvero unanno dopo la sua formale emissione; il ricorrente ne ha lamentatol'illegittimità tenuto conto, in particolare, che il titolo presentatoall'incasso, del quale peraltro le parti avevano pattuito la revoca"stante l'inadempimento degli obblighi assunti dal C.O.T.e.C.",risultava evidentemente contraffatto mediante l'apposizione di una dataposteriore rispetto a quella effettiva (20.10.2013 in luogo del 20.10.2012) edi una girata per l'incasso sottoscritta da un soggetto non più legittimatoall'epoca dei fatti, circostanza in relazione alla quale l'interessato hasporto, in data 18 novembre 2013, regolare denuncia alla Procura dellaRepubblica di Crotone;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 10 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la successiva nota del 6 giugno 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell'art.149 comma 7 del Codice;

VISTA lanota del 24 aprile 2014 con la quale l'istituto di credito resistente,nell'affermare la correttezza del proprio operato, ha rappresentato che, aseguito dell'avvenuta negoziazione del titolo in contestazione da partedell'Istituto di Credito Emiliano, "la ns filiale di Cirò Marina ricevutol'assegno, come da prassi, effettuava le verifiche circa la regolarità delmedesimo in tutte le sue parti e la firma di traenza", ma riscontrando"l'incapienza del conto corrente () si prodigava a contattare"l'interessato che non forniva positivo riscontro, respingendo infine l'assegnoper difetto di provvista di fondi; il titolare del trattamento ha inoltredichiarato di aver provveduto a trasmettere all'interessato il preavviso direvoca ad emettere assegni di cui all'art. 9 bis della legge n. 386 del15.12.1990, respingendo, in ordine alle contestazioni relative all'avvenutaalterazione del titolo avanzate dal ricorrente, qualsiasi addebito"valevole ad attribuire profili di colpa e di mancanza di diligenza allaBanca nell'esecuzione dei relativi obblighi dal momento che il titolo inquestione appariva "ictu oculi" regolare e privo di anomalie";

VISTA lanota del 24 aprile 2014 con cui la Banca d'Italia, nel rilevare che "ladisciplina dell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e dellecarte di pagamento irregolari () pone a carico degli enti segnalanti laresponsabilità dell'esattezza dei dati trasmessi", ha comunicato i datipersonali dell'interessato presenti nell'Archivio C.A.I. trasmettendo i report relativialle iscrizioni presenti a suo carico, tra cui quella conseguente al mancatopagamento dell'assegno oggetto di ricorso effettuata in data 9 gennaio 2014 evalida sino all'8.07.2014;

VISTA lanota del 5 maggio 2014 con cui il ricorrente, nel rappresentare che laproposizione del ricorso nei confronti della Banca d'Italia trova il propriofondamento normativo nella previsione di cui all'art. 10 bis della l. 386 del1990 che espressamente la qualifica titolare del trattamento dei dati inseritinell'Archivio C.A.I., ha contestato quanto comunicato da Banca Carime S.p.A. inmerito alla presunta regolarità del titolo presentato all'incasso, ribadendol'illegittimità della segnalazione effettuata a suo carico; l'interessato hainfatti rilevato come il predetto titolo di pagamento "risultavachiaramente contraffatto nella data di emissione", allegando, "ariprova di tale contestazione (), copia dell'assegno in questione riportante,in modo chiaro, la data di emissione del 20.1o.2012" ed adducendo, aconferma di tale tesi, l'avvenuta apposizione "della firma di girata adopera del dott. ()" che "sin dal 28.01.2013 non rivestiva più lacarica di Presidente l.r.p.t. del C.O.T.e.C. essendogli subentrato il dott. ()";

VISTA lanota del 13 giugno 2014 con cui Banca Carime S.p.A., nell'escludere la propriaresponsabilità circa "la verifica della legittimità del presentatore-beneficiariodell'assegno, quale legale rappresentante del Consorzio Olivicolo Terre diCalabria Soc. Cons. Coop." tenuto conto che il titolo in contestazione èstato negoziato presso un altro istituto di credito,  ha ribadito lalegittimità del proprio operato confermando che, sulla base dell'esame formalesuccessivamente effettuato, l'assegno "appariva in tutte le sue parti"ictu oculi" regolare e privo di anomalie";

VISTA lanota del 13 giugno 2014 con cui la Banca d'Italia ha eccepito l'inammissibilitàdel ricorso proposto nei propri confronti rilevando che la disciplinadell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte dipagamento irregolari (Centrale di allarme interbancaria – C.A.I.)"pone a carico degli enti segnalanti la responsabilità dell'esattezza deidati trasmessi e l'onere di provvedere alla rettifica o alla cancellazione diquelli presenti in archivio, nel caso in cui la segnalazione originaria fossestata operata in difetto dei presupposti di legge" anche qualora vi sia unaccertamento in tal senso ad opera dell'autorità giudiziaria o del Garante, escludendocon ciò in capo a sé, nonché alla società concessionaria responsabile deltrattamento, la titolarità del potere di verificare la sussistenza deirequisiti di legittimità delle iscrizioni effettuate e richiamando, a taleriguardo, la disciplina di settore (in particolare il disposto di cui all'art.5 comma 4 del regolamento del Governatore della Banca d'Italia del 29 gennaio2002 come modificato dal successivo regolamento del 16 marzo 2005); 

RILEVATOche, con riguardo al contestato inserimento del nominativo del ricorrenteall'interno dell'Archivio informatizzato degli assegni bancari e postali edelle carte di pagamento di cui all'art. 10-bis della legge n. 386 del 1990, labanca segnalante ha dichiarato che ciò sarebbe avvenuto in conformità alle disposizioniconcernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegni bancari, anche inrelazione alle istruzioni e circolari applicative della Banca d'Italia(circolare n. 229 del 21 aprile 1999 e succ. modifiche) che prevedonol'obbligo, in capo agli intermediari creditizi, di provvedere alla segnalazioneladdove sussistano i presupposti di legge;

RILEVATOtuttavia, che nel corso del procedimento sono emersi profili di criticità,debitamente fatti oggetto di denuncia alla Procura della Repubblica di Crotoneda parte dell'interessato, che pongono delle perplessità in ordine alle modalità con cui è stata verificata la genuinità del titolo presentato perl'incasso; rilevato tuttavia che, sulla base dei report trasmessi dalla Bancad'Italia, la segnalazione oggetto del presente ricorso risulta aver spiegato isuoi effetti sino all'8.07.2014, risultando quindi di fatto cessata al momentodell'adozione del presente provvedimento;

RILEVATOche rimane in ogni caso salvo il diritto dell'interessato di adire la competenteautorità giudiziaria ordinaria al fine di far valere, all'esito delprocedimento penale avente ad oggetto la denuncia di alterazione del titolo dicredito a suo tempo emesso dall'interessato, le eventuali richieste dirisarcimento dei danni subiti per effetto dell'avvenuta segnalazione in C.A.I.; 

RITENUTOpertanto di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice, nonluogo a provvedere sul ricorso, tenuto conto dell'avvenuta cessazione, perscadenza dei termini di legge, della visibilità dell'iscrizione contestatadall'interessato;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice ;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 17luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia