Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 10 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 366 del 10 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante, presentato in data 9 aprile 2014, nei confronti di IstitutoSuperiore Gentileschi con il quale XY, docente presso il citato istitutoscolastico, rappresentata e difesa dagli avvocati Domenico, Francesco e ErnestoMaria Cirillo, ha chiesto, ribadendo l'istanza già avanzata, ai sensi degliartt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice"), la conferma dell'esistenza didati personali che la riguardano rilevati attraverso il sistema divideosorveglianza recentemente installato nell'istituto e la loro comunicazionein forma intelligibile, nonché di conoscere l'origine di tali dati, le finalità,le modalità e la logica del trattamento,  gli estremi identificativi deltitolare e del responsabile del trattamento, nonché i soggetti cui i datipossono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza; rilevato che laricorrente, lamentando la violazione delle disposizioni del Codice in ordinealle modalità di trasmissione della comunicazione del 20 febbraio 2014 (nellaquale si chiedeva di giustificare un suo presunto ritardo), che le sarebbestata consegnata "non imbustata e senza alcuna accortezza che impedisse lalettura del contenuto alla persona incaricata" della consegna, hamanifestato una sostanziale opposizione al loro ulteriore trattamento; rilevatoche la ricorrente ha anche chiesto la liquidazione in proprio favore dellespese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 10 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessata, nonché la nota del 5 giugno 2014 con cui è stata disposta, aisensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per la decisionesul ricorso;

VISTA lanota datata 18 aprile 2014 con cui il titolare del trattamento ha sostenuto chel'installazione del sistema di videosorveglianza in questione si è resanecessaria esclusivamente per motivi di "sicurezza e prevenzione daeffrazioni, intrusioni, danneggiamenti e furti" di cui l'istituto ècostantemente oggetto ed è stata effettuata in conformità con quanto dispostodal Codice ed in particolare del "Provvedimento in materia divideosorveglianza" dell'8 aprile 2010 (nel rispetto di principi di liceità,necessità, proporzionalità e finalità), nonché delle altre disposizioniapplicabili in materia; rilevato che tale impianto, stanti i descrittipresupposti, può essere lecitamente installato, pure in assenza del consensodegli interessati (art. 24 comma 1, lett. g) del Codice); inoltre,  comerisulta dalla dichiarazione della società che lo ha installato e che ne cura lamanutenzione, il sistema viene attivato e registra immagini dalle ore 19 alleore 6.30, pertanto fuori dall'orario di lavoro, con automatica cancellazionedelle immagini registrate dopo 24 ore (solari) dalla loro acquisizione;rilevato che le credenziali di accesso al videoregistratore digitali sono inpossesso della Dirigente scolastica che accede alle immagini, esclusivamente incaso di effrazione non autorizzata o tentativo di furto o atti vandalici, soloper il buon fine delle indagini previa consegna alle Forze dell'Ordine; icomponenti della RSU della scuola e i Rappresentanti in Consiglio di Istitutodi Genitori e Studenti, possono verificare, in qualsiasi momento, alla presenzadella Dirigente scolastica o di un suo collaboratore o delegato,"l'effettivo non funzionamento del sistema di videosorveglianza e lospegnimento delle telecamere durante l'orario di lavoro"; rilevato conl'avviso n. 138, prot. 627 del 28 gennaio 2014, pubblicato all'albo e sul sitodella scuola, i docenti,  gli alunni e loro famiglie e le RSU sono statiinformati dell'installazione dell'impianto di videosorveglianza per ledescritte finalità; in relazione, invece, alle contestate modalità di consegnaalla ricorrente della comunicazione del 20 febbraio 2014, non avente contenutoriservato né contenente dati sensibili o rilievi disciplinari, la resistente hadichiarato che la comunicazione in questione è stata consegnata in duplicecopia "nelle modalità previste dalla normativa in piego per non rendernevisibile il contenuto", di cui una "è stata trattenuta dalla docente,l'altra () firmata dalla stessa e riportata alla scrivente in piego, con ilcontenuto non visibile" e poi archiviata; rilevato che "la consegnamateriale" della comunicazione "risulta essere avvenuta dunque adopera di un'incaricata assegnata alla segreteria della dirigentefirmataria" la quale, in virtù dei compiti assegnati, risultava incaricatadel trattamento e "poteva legittimamente prenderne conoscenza"; sulpunto, la resistente ha anche richiamato un recente provvedimento del Garantedel 18 ottobre 2012 ("Consegna di comunicazioni ai lavoratori e misure perprevenire la conoscibilità ingiustificata di dati personali) cheproprio in un caso analogo ha disposto l'infondatezza del reclamo;

VISTA lanota del 16 giugno 2014 con cui la ricorrente si è dichiarata insoddisfatta delriscontro ricevuto ed ha ribadito le richieste oggetto di ricorso;

VISTA lanota dell'8 luglio 2014 con la quale la resistente ha dichiarato di nondetenere immagini della ricorrente (né di tutti gli altri lavoratori outenza),registrate mediante l'impianto di videosorveglianza in questione cheinfatti "è in funzione solo ed esclusivamente nelle ore di chiusura dellascuola, allorquando all'interno di essa non si svolga alcuna attivitàlavorativa (didattica o amministrativa) o qualsiasi altra attività di altrotipo"; rilevato che la resistente ha fornito l'allegato al citato avvison. 138, prot. 627 del 28/1/2014, contenente le regole e le modalità di utilizzodel sistema di videosorveglianza; la stessa resistente ha fornito anche lanomina del responsabile del trattamento e la designazione degli incaricati deltrattamento, nonché la nota prot. 2661 del 15 aprile 2014 sottoscritta dalresponsabile del trattamento e dalle due incaricate del trattamento inerente lemodalità di trasmissione della comunicazione del 20 febbraio 2014;

RITENUTO,in ordine alle richieste riguardanti il sistema di videosorveglianza, di doverdichiarare, ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice, non luogo a provvederesul ricorso avendo la resistente fornito, seppure solo nel corso delprocedimento, un sufficiente riscontro; ciò, in quanto la stessa ha dichiaratodi non detenere dati riferiti alla ricorrente registrati da tale impianto,puntualizzando anche che il sistema, installato al fine di tutelare l'edificioed i beni scolastici da furti ed atti vandalici, rileva e registra le immaginifuori dall'orario di lavoro e le cancella automaticamente dopo 24 ore dallaloro acquisizione; rilevato che la resistente ha anche fornito risposta allealtre richieste formulate in ordine al funzionamento del sistema divideosorveglianza in questione; 

RITENUTO,infine, che in ordine alle contestate modalità di trasmissione dellacomunicazione del 20 febbraio 2014 non emergono dall'istruttoria profili diilliceità del trattamento dei dati effettuato dal titolare del trattamento; ciò,considerato che la comunicazione in questione non contiene dati sensibili erisulta essere stata consegnata da persona incaricata del trattamento,assegnata alla segreteria del soggetto firmatario della nota che poteva,pertanto, legittimamente prenderne conoscenza in ragione dei compiti assegnati;considerato inoltre, che la comunicazione redatta in duplice copia è statatrasmessa con le modalità del piego, di cui una copia consegnata direttamenteall'interessata e l'altra, sottoscritta da quest'ultima per ricezione è statariconsegnata alla dirigente firmataria della stessa, sempre in piego, e poiarchiviata; ritenuto, pertanto, alla luce di quanto esposto, che la resistenteha utilizzato una forma di comunicazione sufficientemente individualizzataidonea a prevenire la conoscibilità ingiustificata dei dati personali e che pertantol'opposizione al trattamento deve essere dichiarata infondata;

VISTA ladeterminazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura di euro 500, considerati gli adempimenti connessi allapresentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico dell'Istituto SuperioreGentileschi nella misura di euro 200, previa compensazione della residua parteper giusti motivi;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)     dichiara non luogo aprovvedere sul ricorso in ordine alla conferma dell'esistenza e allacomunicazione in forma intelligibile dei dati personali rilevati mediantel'impianto di videosorveglianza in esame, nonché in ordine alle restanti richiesteformulate in relazione al funzionamento di tale impianto;

b)     dichiara infondata larestante opposizione al trattamento riferita alla comunicazione del 20 febbraio2014;

c)     determina nella misuraforfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e dei diritti del procedimentoche vengono posti, nella misura di 200 euro, a carico dell'Istituto SuperioreGentileschi, il quale dovrà liquidarli direttamente a favore della ricorrente;compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia