Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 10 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 364 del 10 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTAl'istanza ai sensi degli artt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"),inviata inizialmente in data 17 ottobre 2013 e successivamente rinnovata indata 9 dicembre 2013 da XY nei confronti di R.T.I.-Reti televisive italianeS.p.A. (di seguito R.T.I.), in qualità di titolare della concessione perl'esercizio della radiodiffusione per l'emittente televisiva "ItaliaUno", con la quale l'interessato, in relazione al servizio andato in ondadurante la trasmissione televisiva "Le Iene Show" del ZQ dal titolo"KK" e successivamente pubblicato sul relativo sito Internet, nelcorso del quale venivano trasmesse "immagini in chiaro" che loraffiguravano, ha chiesto alla resistente la cancellazione ed il blocco deidati personali che lo riguardano contenuti nel servizio opponendosi anche alloro ulteriore trattamento in quanto avvenuto in violazione delle norme del Codice;rilevato che l'interessato ha anche chiesto di conoscere gli estremi deltitolare del trattamento e del responsabile ove designato; rilevato che ilricorrente ha chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese delprocedimento;

VISTAla nota del 5 novembre 2013 con la quale la citata società, nel sostenere comeil servizio in questione fosse stato girato nel legittimo esercizio deldiritto/dovere di cronaca, documentando "in maniera veridica e fedele –fatti e comportamenti illeciti di particolare gravità e di ampio interessesociale", ha informato l'interessato che il servizio era stato rimosso"per ragioni redazionali" dai siti Internet gestiti da R.T.I.;

VISTAla successiva istanza del 24 marzo 2014 ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codicecon la quale l'interessato ha chiesto la comunicazione in forma intelligibiledei dati personali che lo riguardano contenuti nel servizio e in tutto ilmateriale ad esso relativo (registrazioni sonore e video integrali);

VISTOil ricorso presentato in data 4 aprile 2014 nei confronti di R.T.I. con ilquale l'interessato, rappresentato e difeso dagli avvocati Valeriano Miglioratie Massimo Guercioni, ha ribadito le proprie richieste; in particolare, ilricorrente ha sostenuto di non ritenersi soddisfatto del riscontro dellaresistente in quanto la rimozione del video da parte di quest'ultima era statamotivata "da ragioni redazionali, ossia da una scelta di mera opportunità,che un giorno avrebbe potuto essere rivista"; al contrario, il ricorrenteha sostenuto la illiceità del trattamento effettuato nell'ambito del servizioin questione (strutturato mediante l'unione di più riprese audio-visive); ciò,considerato che nella ripresa girata con telecamera nascosta all'interno delproprio studio professionale (di cui venivano filmati anche gli esternicompresa la palazzina in cui è ubicato), la raccolta dei dati sarebbe avvenutaa sua insaputa mediante  "tecniche invasive e subdole", inquanto  l'inviato de "Le Iene Show" si sarebbe presentato comeun sedicente imprenditore insieme a due cittadini di nazionalità cinesechiedendogli informazioni circa le modalità di apertura di un'attivitàcommerciale e ponendogli numerose domande sull'evasione fiscale alle quali ilricorrente, dopo ripetute sollecitazioni, aveva dato risposta; anchel'intervista, filmata nelle ulteriori riprese, sarebbe stata rilasciata daquest'ultimo soltanto per effetto delle pressioni esercitate dall'inviato delprogramma ed in ogni caso solo a condizione che venissero adottati accorgimentitecnici idonei a celare la sua identità personale, sennonché il servizio erainvece andato in onda il ZQ con tutte le immagini "in chiaro"raffiguranti il ricorrente, ripreso con "lunghi primi piani" eindicato come "JJ italiano con tanto di studio al centro di HH;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 10 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato la resistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la successiva nota del 30 maggio 2014 con la quale è stata disposta laproroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell'art. 149 comma 7del Codice;

VISTAla nota del 18 aprile 2014 con la quale la resistente ha trasmesso alricorrente il supporto informatico contenente il servizio andato in onda il ZQin cui sono contenuti i soli dati personali trattati in relazione allo stesso,avendo la società precisato di non detenere "né il girato né leregistrazioni richieste"; con riferimento agli ulteriori profili, nelribadire come già espresso nella nota del 5 novembre 2013, la liceità dei datitrattati nell'ambito di un'attività di tipo giornalistico e informativo nelrispetto delle disposizioni di cui agli artt. 136 e ss. del Codice, laresistente ha ribadito di aver provveduto alla rimozione del servizio inquestione già prima del ricorso e lo ha informato di aver dispostocontestualmente il blocco dei dati ivi contenuti giacché "il servizio ()non sarà più pubblicato dalle reti televisive della società"; rilevato,infine, che la resistente ha fornito anche gli estremi del titolare e delresponsabile del trattamento;

VISTAla nota del 1 luglio 2014 con la quale il ricorrente, preso atto del riscontrodella controparte, che ha ritenuto comunque tardivo, ha ribadito la illiceitàdel trattamento e della diffusione dei dati personali svolto dal titolare deltrattamento, riservandosi di far valere le proprie pretese di tipo risarcitoriodinanzi al Giudice ordinario competente in materia;

RILEVATOche il Codice, al fine di contemperare i diritti della persona (in particolarequello alla riservatezza) con il diritto all'informazione e con la libertà distampa (cfr. artt. 136 e ss.), prevede specifiche garanzie nel caso ditrattamenti effettuati a fini giornalistici; rilevato che, in virtù degli artt.136 e 137 comma 3 del Codice, nonché delle disposizioni contenute nel codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attività giornalistica, tali trattamenti possono essere effettuati anchesenza il consenso dell'interessato (previsto in termini generali dagli artt. 23e 26 del Codice), sempre che si svolgano nel rispetto del principiodell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico;

RILEVATOinoltre che la specifica disciplina dettata per l'attività giornalistica nonesonera chi tratta dati personali per questa finalità dall'obbligo dirispettare alcune garanzie di correttezza e trasparenza, cosicché, "ilgiornalista che raccoglie notizie () rende note la propria identità, lapropria professione e le finalità della raccolta () evita artifici e pressioniindebite"; rilevato tuttavia che tale obbligo non si configura qualora"ciò () renda altrimenti impossibile l'esercizio della funzioneinformativa" (art. 2 comma 1, del citato codice di deontologia relativo altrattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica) eche la sussistenza di tale presupposto deve essere valutata caso per caso,verificando se i dati personali e le modalità della loro raccolta e diffusionesiano proporzionati e realmente giustificati rispetto allo scopo informativoaltrimenti non conseguibile;

RITENUTO,nel caso di specie, sussistente tale presupposto in considerazione dellafinalità del servizio, volto ad informare il pubblico in merito ad un'attivitàillecita di sfruttamento da parte di organizzazioni cinesi di connazionali,immigrati clandestinamente in Italia, cui intestare società fittizie al fine dievasione fiscale e truffa ai danni dello Stato, con la connivenza diprofessionisti italiani, il cui effetto sarebbe stato inevitabilmentecompromesso dalla presenza di strumenti di ripresa visibili; rilevato pertantoche non appare violato il principio di essenzialità dell'informazione rispettoad un fatto di interesse pubblico (art. 136 ss. del Codice e art. 6 del citatocodice deontologico);

RILEVATOtuttavia, che in ordine alle modalità di diffusione del servizio in questione,non risultano effettivamente essere state adottate nei confronti del ricorrentemisure idonee a rendere non identificabile la sua persona (oscuramento delvolto, mascheramento della voce, inquadrature limitate), tenuto conto della nonnotorietà dello stesso e della irrilevanza della sua diretta identificazionecon riferimento alle finalità informative del servizio; rilevato che l'Autoritàsi riserva di avviare un autonomo procedimento per verificare la liceità deltrattamento con particolare riferimento alla diffusione dei dati in questione;

RITENUTOdi dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149comma 2 del Codice dal momento che la resistente, ha confermato, ad integrazionedelle assicurazioni già fornite prima del ricorso circa la rimozione delservizio dai propri siti Internet, che il servizio in questione non formerà piùoggetto di diffusione, ed ha inviato al ricorrente anche copia del serviziotelevisivo contenente i dati personali in questione che ha dichiarato essere isoli detenuti dalla società;

RILEVATOche resta fermo il diritto dell'interessato di far valere nelle competenti sedigiudiziarie le eventuali richieste di risarcimento del danno per le qualiquesta Autorità non ha competenza;

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura di euro 500, di cui euro 150 perdiritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare,alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico di R.T.I. S.p.A.,nella misura di euro 200, previa compensazione della residua parte, in ragionedel parziale riscontro già fornito prima del ricorso; 

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento posti, nella misura di 200 euro, previa compensazionedella residua parte, a carico di R.T.I. S.p.A., la quale dovrà liquidarlidirettamente a favore del ricorrente.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia