Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimentin. 346del 3 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato al Garante il 28 marzo 2014 nei confronti di AziendaOspedaliero-Universitaria Pisana con il quale XY, rappresentata e difesadall'avv. Aniello Di Noia (che in data 9 luglio 2012 aveva già avanzato unarichiesta di risarcimento dei danni derivanti da errata diagnosi e terapia inoccasione dei ricoveri e trattamenti sanitari effettuati negli anni 2007 e 2008presso la predetta struttura sanitaria), non avendo ottenuto idoneo riscontroalla richiesta previamente formulata ai sensi degli artt. 7 e 8 d.lgs. 30giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (diseguito "Codice"), ha ribadito la propria istanza volta ad accedereai dati personali che la riguardano contenuti nella perizia medico-legaleredatta dal medico incaricato dalla citata Azienda, a seguito della visitamedica effettuata in data 8 aprile 2013; rilevato che la ricorrente ha anchesostenuto, per la prima volta nell'atto di ricorso, che la resistente avrebbeillecitamente comunicato dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute el'esito della perizia medico-legale in questione ad un medico che l'aveva avutain cura all'epoca dei fatti presso la suddetta Azienda sanitaria ed ha anchesollevato rilievi in ordine alle modalità di trattamento e di conservazione deidati personali che la riguardano da parte del medico fiduciario che ha redattola perizia; rilevato che la ricorrente ha chiesto la liquidazione in propriofavore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 2 aprile 2014, conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dellaricorrente, nonché l'ulteriore nota del 26 maggio 2014 con cui è stata dispostaai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota del 10 aprile e la successiva memoria del 14 aprile 2014 con la qualela parte resistente, richiamandosi ad una precedente missiva del 17 marzo 2014,ha trasmesso alla ricorrente un estratto della perizia medico-legale redattadal proprio medico fiduciario "limitatamente alle parti di essa cheriguardano il dato storico clinico ed i dati della visita medica, in quantocontenenti dati di tipo anagrafico e i dati riferiti allo stato di salute ()stralciando le parti di valutazione medico legale"; la resistente ritienedi non poter fornire alla ricorrente "la perizia integrale contenenteelementi tecnico valutativi utili per la difesa" in quanto, "esauritala fase stragiudiziale, essendo stata rigettata la richiesta di risarcimentodei danni invocati, si palesa come altamente probabile il ricorso all'AutoritàGiudiziaria da parte della paziente () anticipato con l'istanza di mediazionedepositata in data 30 gennaio 2014" con la quale la ricorrente ha chiestoalla resistente oltre che ad alcuni medici e alla Azienda Ospedaliera FedericoII di Napoli un risarcimento di tre milioni di euro; pertanto, la comunicazionealla ricorrente degli elementi tecnico valutativi contenuti nella periziapregiudicherebbe irrimediabilmente il diritto di difesa, costituzionalmentegarantito, della resistente sia nei confronti della ricorrente che,eventualmente verso l'Azienda sanitaria campana, "fin dalle prime memorieintroduttive e difensive del giudizio civile"; considerato che, propriosulla scorta di valutazioni, il Comitato Gestione Sinistri della resistente si èdeterminata a rigettare la richiesta di risarcimento avanzata dalla ricorrente,avendo ritenuto il percorso diagnostico effettuato presso l'Azienda adeguato alcaso di specie; alla luce di tali considerazioni, la resistente, richiamandoanche i numerosi pronunciamenti del Garante su analoghe questioni, ha invocatoil temporaneo differimento dell'esercizio dei diritti previsti dall'art. 7 delCodice; rilevato infine che, in ordine alla presunta comunicazione illecita didati attinenti allo stato di salute, la resistente, nel premettere che ilmedico in questione risulta destinatario, al pari della resistente, dellacitata istanza di mediazione nella quale è peraltro riportata l'integralestoria clinica della ricorrente, ha sostenuto che tale medico non ha avuto inalcun modo accesso alla perizia ma avrebbe semplicemente appreso dallaresistente, sulla quale grava l'obbligo di manleva, che, all'esito dellevalutazioni effettuate dal medico legale, la stessa non aveva ravvisato alcunaresponsabilità propria e del proprio personale medico;

VISTIla memoria del 14 aprile, il verbale dell'audizione del 15 aprile e lasuccessiva memoria del 29 aprile 2014 nei quali la ricorrente ha rilevatol'incompletezza e l'inidoneità del riscontro fornito dalla resistente; ciò, inquanto l'estratto della perizia fornito  è privo della valutazionemedico-legale, in contrasto con quanto dichiarato nella nota del 18 luglio 2012nella quale l'Azienda resistente si impegnava a comunicare alla ricorrentel'esito delle valutazioni effettuate dal medico fiduciario; inoltre, laricorrente ha rilevato che l'estratto in questione reca anche la cancellazionee/o omissione di alcune parti che conterrebbero dati attinenti al proprio statodi salute con particolare riferimento ai trattamenti sanitari effettuati pressol'Azienda sanitaria resistente, ai farmaci somministrati, agli effetti deglistessi ed allo stato di salute della paziente; tali parti oscurate si trovano apagina 4, 5 e 6 nella parte della relazione denominata "Anamnesipatologica prossima di interesse", ove, per definizione e per stessaammissione dello stesso medico legale, vengono riportati i dati sanitariraccolti "dalla viva voce della paziente", ed anche alle pagine 7, 8,16 e 18 (pagina che stata completamente omessa) nella parte denominata "Esamedella documentazione esibita dalla parte" che di norma "non contienevalutazioni ma solo elementi risultanti dai documenti forniti dalla partestessa" e alla pagina 21 nella parte della relazione denominata"Esame obiettivo attuale";

VISTOche in data 6 maggio 2014 la resistente, come da  specifica richiesta diquesta Autorità, ha inviato solo al Garante copia integrale della periziamedico-legale in questione;

VISTAla nota del 9 maggio 2014 con la quale la resistente, in risposta ai rilievisollevati da controparte, ha sostenuto che "l'estratto della perizia ()contiene omissis riguardanti considerazioni/valutazioni riservate che, seconosciute da controparte, potrebbero pregiudicare il diritto di difesa" ;inoltre, la resistente ha osservato che "comunicare l'esito dellevalutazioni non vuol dire consegnare tali valutazioni" e che tali esitisono stati comunicati e motivati alla ricorrente, come dovuto, nella citatanota del 17 marzo 2014;

VISTAla nota del 19 maggio 2014 con la quale la ricorrente, confermando quanto giàespresso, ha ribadito la richiesta di ottenere un riscontro completo edesaustivo dalla controparte;

VISTAla nota del 6 giugno 2014 con la quale la resistente ha comunicato che "leparti che sono state oscurate non contengono dati personali né anamnestici, néclinici dell'interessata. Le parti stralciate contengono unicamenteinformazioni che potrebbero essere funzionali alla difesa dell'Azienda in casodi un eventuale giudizio";

VISTAla nota del 9 giugno 2014 con la quale la ricorrente ha nuovamente sottolineatoche le frasi oscurate sono contenute in parti della relazione che "perdefinizione non implicano valutazioni e non possono essere sottratte al dirittodi accesso da parte dell'interessata"; in ordine al diritto di difesainvocato dalla resistente, la ricorrente ha sostenuto anche che quest'ultima"ben potrà tutelare le proprie ragioni a seguito dell'eventuale notificadell'atto di citazione, con gli strumenti previsti dal codice di proceduracivile";

VISTAla nota del 24 giugno 2014 con la quale la resistente ha ribadito quanto giàdedotto in ordine al temporaneo differimento del diritto di accesso e, circa irilievi mossi in ordine alle modalità di trattamento e conservazione dei datidella ricorrente da parte del medico legale che ha redatto la perizia, haallegato una nota di quest'ultimo pervenuta il 4 giugno 2014 "con la qualeil medesimo ha inviato a questa Azienda – quale titolare del trattamento –l'interoincartamento in suo possesso relativo al caso", cosicché, a detta dellaresistente, "non vi è stata alcuna dispersione dei dati dell'interessata,né perdita di dati";

VISTAla nota del 27 giugno 2014 con la quale la resistente, "nel confermare erichiamare integralmente tutto quanto già trasmesso", ha inviato allaricorrente la copia della pagina 18 della perizia medico-legale in questioneche, "per mero errore di trasmissione" non era stata inviata inprecedenza;

CONSIDERATOche la disposizione di cui all'art. 8 comma 2, lett. e) del Codice prevede iltemporaneo differimento dell'esercizio dei diritti previsti dall'art. 7 delmedesimo Codice, solo nel caso e per il periodo da cui potrebbe derivarnepregiudizio per lo svolgimento di cd. "indagini difensive" o,comunque, per far valere un diritto in sede giudiziaria e che la valutazionedell'esistenza di un effettivo pregiudizio ai sensi della citata disposizionedeve essere effettuata dal Garante caso per caso e sulla base di concretielementi forniti dal titolare del trattamento o comunque risultanti dagli atti;

RITENUTOche nel caso in esame risultano sufficientemente motivate le ragioniprospettate dalla Azienda resistente volte a non pregiudicare l'esercizio delproprio diritto di difesa nell'attuale fase precontenziosa che, in ragionedelle iniziative già intraprese dall'interessata, risulta allo stato preludereall'instaurazione di una controversia giudiziaria (stante l'esito negativodella fase stragiudiziale di definizione della controversia fra le parti ed ildeposito dell'istanza di mediazione recentemente promosso dalla ricorrente);ciòin relazione agli specifici profili messi in luce  e, in particolare aglielementi contenuti nella perizia medico-legale costituenti informazioniriservate di carattere tecnico-valutativo rivolte alla stessa;

RITENUTOquindi che, alla luce degli elementi di valutazione forniti dal titolare deltrattamento e dall'esame della copia integrale della perizia, appare allo statolegittimamente invocato, ai sensi dell'art. 8 comma 2, lett. e) del Codice, ildifferimento temporaneo del diritto di accesso (che una volta cessate lerappresentate esigenze difensive potrà nuovamente essere esercitato); ritenutoche il ricorso deve essere pertanto rigettato in relazione alle informazioninon comunicate alla ricorrente per le quali il titolare del trattamento hainvocato il citato differimento;

RILEVATOche va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso in relazione ai datipersonali messi a disposizione dell'interessata, seppure solo nel corso delprocedimento;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura di euro 500 considerati gli adempimenti connessi, in particolare,alla presentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico della resistentenella misura di euro 250, previa compensazione della residua parte per giustimotivi;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine ai dati personalidell'interessata comunicati alla stessa nel corso dell'istruttoria;

b)rigetta il ricorso limitatamente alle informazioni non comunicate per le qualiil titolare del trattamento, ai sensi dell'art. 8 comma 2, lett. e), hainvocato il differimento del diritto di accesso;

c)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese delprocedimento posto, nella misura di 250 euro, previa compensazione dellaresidua parte per giusti motivi, a carico di Azienda Ospedaliero-UniversitariaPisana, la quale dovrà liquidarli direttamente a favore della ricorrente.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenzail titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalladata di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 3luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia