Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 345 del 3 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante, presentato il 26 marzo 2014, nei confronti del Comune diBudrio con il quale XY, ribadendo le istanze già avanzate ai sensi degli artt.7 e 8 d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice"), ha chiesto la rimozione daInternet di un documento contenente dati personali che la riguardano a suotempo pubblicato nella versione on line dell'Albo pretorio del Comuneresistente e successivamente rimosso, peraltro, oltre il decorso del termineprevisto dalla legge, documento che risulta ancora disponibile in rete; la ricorrenteha inoltre chiesto di porre a carico della controparte le spese sostenute peril procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 2 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessata, nonché la nota del 23 maggio 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota datata 8 aprile 2014 con cui il titolare del trattamento harappresentato di aver provveduto "con propria precedente nota prot. n. ()del 13/03/2014" a comunicare alla ricorrente "che si era proceduto arimuovere dall'albo pretorio on-line dell'ente il documento () affisso in data8/1/2014, in adempimento all'obbligo di cui all'art. 31 co.7 del DPR 380/2001,rimasto pubblicato oltre i termini per un malfunzionamento tecnico dovuto aintervento di migrazione dei server a fine gennaio", dichiarando che"nonostante la rimozione dal sito internet dell'ente – Albo pretorioon line, verificata la permanenza della visibilità del documento de quo nellarete internet, si è proceduto nei giorni scorsi, immediatamente a rimuovere,con l'ausilio del SIA servizio informatico associato dell'Unione Terre diPianura () il file che ancora permaneva";

VISTAla nota del 13 aprile 2014 con cui la ricorrente, nel lamentare l'incompletezzadel riscontro ottenuto, ha ribadito la richiesta di cancellazione "dainternet () di quanto relativo all'atto in oggetto che ancora compare"eccependo la perdurante presenza in rete della "sintesi del contenuto deldocumento () che continua a comparire sulle pagine dei motori di ricerca"in conseguenza diretta della indicizzazione del sito del Comune;

VISTAla nota del 4 giugno 2014 con la quale il Comune di Budrio, nel ribadire quantogià in precedenza comunicato, ha dichiarato, in relazione alle contestazioniavanzate dalla ricorrente, che "sin dall'ultimo intervento dell'8 aprilescorso sia il documento (), sia la "sintesi" non sono più visibilidai motori di ricerca"; il titolare del trattamento ha inoltre rilevato,sulla base di indicazioni rese dal responsabile informatico dell'ente, che"la pagina segnalata e allegata dalla sig.ra XY è frutto di una non"pulizia" del proprio PC da cui sono state effettuate precedentiricerche utilizzando il nome" della medesima e che pertanto "la"cache" del PC della Signora, cioè la "memoria informatica"temporanea () potrebbe aver tenuto in memoria e/o recuperato tali dati",allegando a dimostrazione di quanto affermato "copia del risultato di unaricerca con varie parole da diversi motori di ricerca () da PC"pulito"";

VISTAla nota del 4 giugno 2014 con cui la ricorrente, pur prendendo attodell'avvenuta rimozione dei contenuti richiesti, ha comunque contestato quantodichiarato dall'ente resistente escludendo che la reperibilità in rete deldocumento citato nel ricorso fosse dovuto ad una copia "cache"presente nel suo computer, imputando la perdurante visibilità della"sintesi" del documento al fatto che tali informazioni fossero inrealtà ancora disponibili in rete "sicuramente fino al 12/04/2014";l'interessata ha inoltre rilevato che  "la ragione per cui ora noncompaiono neanche sul suo computer () è da imputarsi alla conclusione deltempo programmato dai motori di ricerca", evidenziando come dalledichiarazioni rese dal Comune non sia dato evincere quando lo stesso abbiarimosso i dati che la riguardano "né cosa abbia effettivamente fatto perrimuoverli dai vari motori di ricerca", tenuto altresì conto del fatto chela documentazione dallo stesso allegata a dimostrazione dell'avvenuta rimozionedei dati della ricorrente già a partire dall'8 aprile 2014, riporta invece ladata del 29/05/2014;

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149comma 2 del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso, avendo la resistenteprovveduto a fornire un riscontro sufficiente, seppure solo nel corso delprocedimento;

RILEVATOche, essendo emersa nel corso del procedimento l'avvenuta infrazione da partedel titolare del trattamento del divieto di diffondere dati personali deisoggetti interessati oltre il termine previsto dalla normativa di riferimentoper la legittima pubblicazione on line di atti e provvedimenti amministrativi(cfr. art. 31 comma 7 d.P.R. n. 380 del 2001, nonché "Linee guida inmateria di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documentiamministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web dasoggetti pubblici e da altri enti obbligati"

pubblicatosulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2014), l'Autorità si riserva diprocedere con autonomo procedimento alla contestazione di tale specificaviolazione;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura di euro 500, considerati gli adempimenti connessi allapresentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico del Comune di Budrionella misura di euro 250, previa compensazione della residua parte per giustimotivi;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento che vengono posti, nella misura di 250 euro, a caricodel Comune di Budrio, il quale dovrà liquidarli direttamente a favore dellaricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia