Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 347 del 3 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante presentato in data 31 marzo 2014 nei confronti diDeutsche Bank S.p.a. da XY, rappresentato e difeso dall'avv. Fernando CosimoScaramozza, con il quale il ricorrente, già amministratore unico di G.E.F.S.r.l., nel lamentare l'iscrizione delle proprie generalità presso l'Archivioinformatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento(Centrale d'allarme interbancaria–C.A.I.) istituito presso la Bancad'Italia in relazione all'emissione di un assegno, firmato dallo stesso in data31.12.2013 nella sua qualità di amministratore unico della società G.E.F.S.r.l., non avendo ottenuto idoneo riscontro  alle istanze previamenteformulate ai sensi dell'art. 7 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materiadi protezione dei dati personali (di seguito "Codice"),  haribadito la richiesta di cancellazione di tale iscrizione in quanto, a suoparere, sarebbe stata effettuata in modo illecito dalla citata banca; rilevatoche il ricorrente ha chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese delprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 3 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alla richiestadell'interessato, nonché la successiva nota del 29 maggio 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell'art.149 comma 7 del Codice;

VISTEle note datate 15, 16 e 22 aprile 2014 con le quali l'istituto di creditoresistente, nel precisare di avere già fornito riscontro all'interessato con lanota del 10 marzo 2014 (di cui ha allegato copia), ha affermato che"l'iscrizione del nominativo del ricorrente, persona fisica, nel C.A.I. èavvenuto in ottemperanza di un preciso obbligo normativo che grava in capo allabanca nella sua qualità di banca trattaria dell'assegno" (art. 9 l. 15dicembre 1990 n. 386 come modificato dal d.lgs. 30 dicembre 1999 n. 507); ciòin quanto, "il 31 dicembre 2013 – data in cui l'interessato risultaaver apposto la firma per traenza sull'assegno bancario n. () – il dettonominativo non era più amministratore unico di GEF S.r.l. né risulta avere, adiverso titolo, alcun potere generale o speciale di "spendita delnome" della società"; in proposito la banca resistente ha infattiprecisato che "dalla visura camerale che si allega risulta in manierainequivocabile che, in data 21 novembre 2013 () era stata depositata lacomunicazione di nomina del Signor () quale nuovo amministratore unico di GEFS.r.l., con contestuale comunicazione di cessazione dalla medesima carica delricorrente";

RILEVATOche il contestato inserimento dei dati del ricorrente nell'Archivioinformatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento dicui all'art. 10-bis della legge n. 386 del 1990 è avvenuto con modalità che nonrisultano, sulla base della documentazione in atti, aver violato ledisposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegnibancari, anche in relazione alle istruzioni e circolari applicative della Bancad'Italia (circolare n. 229 del 21 aprile 1999 e succ. modifiche) dove èprevisto che "in caso di mancato pagamento di un assegno per difetto diautorizzazione, la banca trattaria iscrive il traente nella C.A.I.";

RITENUTO,pertanto, di dover dichiarare infondato il ricorso tenuto conto del fatto cheil trattamento dei dati personali del ricorrente non risulta essere statoeffettuato in violazione di legge;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese fra le parti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice ;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara infondato il ricorso;

b)dichiara compensate le spese fra le parti.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia