Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 348 del 3 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 1 aprile 2014 nei confronti di Elipso FinanceS.r.l. e Prelios Credit Servicing S.p.A. con il quale XY, rappresentato edifeso dall'avv. Giuseppe Rosciano, nel ribadire le istanze già avanzate aisensi dell'art. 7 d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito "Codice"), ha chiesto lacancellazione di un'iscrizione negativa a proprio carico presso la CentraleRischi di Banca d'Italia; ciò lamentando l'illegittimità di tale segnalazione,derivante dalla mancata restituzione delle somme ottenute a seguito diconcessione di affidamenti sul conto corrente; il ricorrente ha altresì chiestola liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 3 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato le parti resistenti a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 30 maggio 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 11 aprile 2014, con cui Elipso Finance S.r.l., in qualità dititolare del trattamento, ha comunicato che dal 14 dicembre 2007 è divenutatitolare del credito in questione in forza di un contratto di cessione dicrediti in blocco da parte di Banca Antonveneta S.p.A." (nella quale siera precedentemente fusa per incorporazione la Banca Nazionale dell'AgricolturaS.p.A., banca che aveva originariamente concesso al ricorrente affidamenti suconto corrente) per effetto del quale è divenuto soggetto pienamentelegittimato ad effettuare nei confronti del ricorrente la segnalazione disofferenza presso la Centrale Rischi di Banca d'Italia; rilevato che per ilrecupero del credito, originariamente pari a lire 261.445.427, sono stateintraprese diverse azioni esecutive;

VISTAla nota di replica del 15 aprile 2014 con la quale il ricorrente ha sostenutoche la procedura esecutiva immobiliare promossa nel 1995 è stata dichiarataestinta in data 27 maggio 2005 dal Tribunale di Benevento per questioniinerenti gli immobili indicati nel pignoramento e non è mai stata riproposta;rilevato che, a parere del ricorrente, non sarebbe intervenuto alcun attointerruttivo della prescrizione del credito e che l'estinzione della proceduraesecutiva immobiliare avrebbe comportato "ope legis la estinzione delcredito"; rilevato pertanto che, secondo il ricorrente, il titolare non avrebbe allo stato più alcun diritto di credito, in quanto prescritto indata antecedente al 14 dicembre 2007, epoca della asserita cessione delcredito;

VISTAla nota del 16 giugno 2014 con cui la Elipso Finance S.r.l., richiamando alcunepronunce giurisprudenziali, ha sostenuto che il proprio diritto di credito nonsarebbe in alcun modo prescritto; ciò, in virtù del pignoramento mobiliarepresso terzi, avviato nei confronti del ricorrente nel 1995, che avrebbeprodotto effetto interruttivo (oltre che sospensivo) della prescrizione;inoltre, l'ultimo versamento del quinto delle somme mensilmente dovute alricorrente da parte del terzo pignorato (Università degli Studi Federico II diNapoli in quanto datore di lavoro del ricorrente) è stato eseguito in data 20settembre 2004 e, per giurisprudenza consolidata "i pagamenti effettuatidal terzo debitore nel pignoramento di crediti sono atti idonei ad interromperela prescrizione nei rapporti fra creditore e debitore (.)" (Cass. Sez.III n. 5973/80);

VISTAla nota del 19 giugno 2014 con la quale il ricorrente si è dischiarato insoddisfattodel riscontro ottenuto;

VISTAla nota datata 24 giugno 2014 con cui la parte resistente ha dichiaratoche" la banca cedente ha originariamente apposto a sofferenzal'esposizione debitoria in questione nella Centrale dei Rischi della Bancad'Italia fino alla cennata cessione del credito"; successivamente allacessione, "Elipso Finance S.r.l., quale intermediario partecipante alservizio centralizzato dei rischi, ha adempiuto all'obbligo di segnalazione deldebitore () nella pertinente categoria di censimento dell'operazioneoriginaria, in conformità alla normativa vigente (Circolare Banca d'Italia n.139 del 1991 – 14 aggiornamento del 29 aprile 2011)"; rilevato che,secondo quanto dichiarato dalla resistente, "l'importo segnalato alla datacontabile del 30 aprile 2014 ammonta ad euro 366.125,00 corrispondenteall'importo residuo in essere successivamente all'ultimo versamento, avvenutoin data 20 settembre 2004";

RILEVATOche il trattamento dei dati del ricorrente avente ad oggetto la segnalazionealla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia è stato effettuato da ElipsoFinance S.r.l., titolare del trattamento (stante la qualità di mandatariarivestita da Prelios Credit Servicing S.p.A.) in modo non illecito, in quantovolto ad ottemperare agli obblighi di segnalazione previsti dal testo unico inmateria bancaria e dalle relative disposizioni di attuazione (artt. 53 comma 1,lett. b) d.lgs. n. 385 del 1993; deliberazione Cicr del 29 marzo 1994; provv.Banca d'Italia 10 agosto 1995; circ. Banca d'Italia n. 139 dell'11 febbraio1991 e successivi aggiornamenti) e che, pertanto, il ricorso deve esseredichiarato allo stato degli atti infondato; rilevato che dalle dichiarazionirese dalla resistente nel corso dell'istruttoria della cui veridicità la stessarisponde anche ai sensi dell'art. 168 del Codice ("Falsità nelledichiarazioni e notificazioni al Garante") è emerso che il credito vantatonon risulta allo stato prescritto e non è stato integralmente rimborsatocosicché la resistente risulta tuttora legittimata ad effettuare nei confrontidel ricorrente, per la parte residua del credito, la segnalazione di sofferenzaalla Centrale Rischi della Banca d'Italia;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara infondato il ricorso;

2)dichiara compensate le spese del procedimento tra le parti.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10  d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia