Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 26GIUGNO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 336 del 26 giugno 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante, presentato il 27 marzo 2014, nei confronti di CrifS.p.A. ed Experian Cerved Information Services S.p.A. con il quale XY,rappresentata e difesa dall'avv. Gianfranco Apollonio, ribadendo le istanze giàavanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), hachiesto, in via principale, la cancellazione dai sistemi informativi gestitidalle società resistenti delle segnalazioni negative a suo carico inerenti unaprocedura fallimentare, risalente al 2001 e successivamente estinta nel 2007,riferita ad una società di cui la medesima è stata socia accomandataria edinvocando altresì, in via subordinata, la sospensione della visibilità dellepredette informazioni da parte di terzi; la ricorrente, nell'eccepirel'illegittimità del trattamento, ha lamentato "il grave pregiudizio che hasubito e che continua a subire () a causa di un dato non più attuale(riferito, altresì, ad una società oramai cancellata)" che costituisce"circostanza () ostativa al pieno esercizio del diritto,costituzionalmente garantito, all'esplicazione della propria personalità, ivicompreso quello di accesso al credito"; l'interessata ha infine chiesto diporre a carico della controparte le spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 2 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato i titolari del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessata, nonché la nota del 23 maggio 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 8 aprile 2014, con cui Crif S.p.A., nel fornire riscontro allerichieste dell'interessata, ha sostenuto la legittimità del trattamento postoin essere tenuto conto del fatto che i dati oggetto di ricorso,"aggiornati e coerenti con quanto registrato presso le fonti diprovenienza", sono archiviati nella banca dati ""Informazioni daTribunali e Registri Immobiliari" gestita in modo distinto ed autonomorispetto al Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) e in nessun modointerconnesso con il sistema stesso () limitandosi a veicolare quanto contenutonelle banche dati pubbliche, svolgendo esclusivamente la funzione diinformazione sullo stato patrimoniale degli interessati e su quanto abbiapotenziale incidenza su tale situazione patrimoniale"; rilevato, tuttavia,che la resistente ha comunque dichiarato, "in un'ottica di massimacollaborazione", di aver provveduto "a sospendere temporaneamente lavisibilità delle informazioni" oggetto di ricorso, in attesa dellaredazione del codice di deontologia e di buona condotta per il trattamentodelle informazioni commerciali;

VISTAla nota dell'11 aprile 2014 con la quale Experian Cerved Information ServicesS.p.A., pur confermando la legittimità del trattamento posto in essere inquanto ritenuto conforme alle disposizioni vigenti in materia, ha dichiarato"in attesa degli approfondimenti in corso presso l'Autorità in materia diinformazioni commerciali (), di provvedere alla sospensione temporanea dellacomunicazione delle informazioni" indicate nel ricorso;

RILEVATOche il trattamento effettuato dalle resistenti ha per oggetto dati personalitratti da pubblici registri e che tali informazioni, in termini generali,possono essere allo stato lecitamente utilizzate senza il consensodell'interessata ai sensi dell'art. 24 comma 1 lett. c) del Codice;

RILEVATO,tuttavia, che in relazione a tali tipologie di trattamento è stato aperto untavolo di lavoro con gli operatori del settore finalizzato alla redazione delcodice deontologico di cui all'art. 118 del Codice (che dovrà necessariamente,ai sensi del successivo art. 119, individuare anche "termini armonizzatidi conservazione dei dati personali contenuti, in particolare, in banche didati, registri, ed elenchi") al fine di elaborare criteri e indirizziuniformi per quanto concerne in particolare le categorie di dati trattati, leoperazioni da svolgere sugli stessi ed i limiti temporali di conservazione deidati in questione;

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149comma 2 del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso, avendo le resistentiprovveduto a fornire un riscontro adeguato;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b)dichiara compensate fra le parti le spese del procedimento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 26 giugno 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia