Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 29 MAGGIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 276 del 29 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante presentato in data 24 febbraio 2014 nei confronti diUnicredit S.p.A. con il quale XY, rappresentato e difeso dall'avv. MassimoChimienti, ha ribadito la richiesta – formulata con interpello ai sensidegli artt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materiadi protezione dei dati personali (di seguito Codice)– volta ad ottenerela cancellazione delle informazioni creditizie di tipo negativo comunicate aisistemi di informazioni creditizie (s.i.c.) e a "qualsiasi centrale rischiprivata e/o pubblica" in relazione a due finanziamenti erogati in data 21aprile 2005 e 6 dicembre 2005, nonché ad una carta di credito sempre concessadalla medesima banca; ciò, in quanto il trattamento posto in essere daUnicredit S.p.A. sarebbe illecito stante la asserita mancata ricezione delpreavviso circa l'imminente segnalazione dei dati ai sistemi di informazionicreditizie, previsto dall'art. 4, comma 7 del "Codice di deontologia ebuona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema dicredito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti" (Provv. delGarante n. 8 del 16 novembre 2004,  Gazzetta Ufficiale n.300 del 23dicembre 2004); rilevato che il ricorrente ha chiesto altresì la liquidazione,in proprio favore, delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 6 marzo 2014, conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice,  hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 17 aprile 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota datata 30 aprile 2014 con la quale la resistente ha sostenuto che ifinanziamenti in questione sono stati estinti in data 26 giugno 2013 con unversamento complessivo di euro 2.300, "a saldo e stralcio della posizionedebitoria venutasi a creare nel tempo a seguito di diversi mancati pagamenti",che avevano interessato anche un conto corrente e la carta di credito inquestione (come indicato nella proposta "saldo e stralcio" allegatadalla banca); rilevato che la banca resistente ha prodotto copia dei variavvisi ai sensi dell'art. 4 del citato codice di deontologia e buona condottavia via trasmessi al ricorrente in relazione ai mancati pagamenti che hannointeressato i sopra citati rapporti, avvisi che "sono stati speditimediante posta ordinaria ovvero affidata alla responsabilità del vettore utilizzatoper l'inoltro di tutte le comunicazioni alla () Clientela, non essendoprevista dalla normativa alcuna specifica modalità", ma, in ogni caso, haconfermato di "aver disposto le cancellazioni di tutte le segnalazionipresenti nei Sistemi di Informazioni Creditizia"; rilevato che la banca haanche sostenuto che "le segnalazioni presenti nella Centrale dei Rischidella Banca d'Italia rimarranno visibili come previsto dalla normativa",avendo peraltro comunicato con raccomandate a.r. ricevute dal ricorrente ladecadenza dal beneficio del termine e la imminente segnalazione alla Centraledei rischi in relazione ai citati rapporti; sul punto la banca ha precisato,richiamando anche alcune pronunce giurisprudenziali, che sarebbe priva dipregio giuridico l'eccezione sollevata dal ricorrente circa la firma appostasull'avviso di ricevimento di tali raccomandate che non apparterrebbe aldestinatario della lettera, in quanto, "essendo la raccomandata pervenutaall'indirizzo del destinatario, si deve presumere che la stessa sia venuta asua conoscenza, ben potendo la cartolina essere validamente firmata anche dapersona diversa dal destinatario stesso, rinvenuta temporaneamente presso lasua residenza";

RILEVATOche il trattamento dei dati oggetto di ricorso riferito alle segnalazionieffettuate a carico del ricorrente nella Centrale dei rischi della Bancad'Italia non risulta essere stato posto in essere dalla resistente  inmodo illecito perché volto ad ottemperare agli obblighi di segnalazioneprevisti dal Testo unico in materia bancaria e dalle relative disposizioni diattuazione (art.53 comma 1 lett. b) d.lgs.n. 385 del 1993; deliberazione CICRdel 29 marzo 1994;provv. Banca d'Italia 10 agosto 1995; circ. Banca d'Italian.139 dell'11 febbraio 1991 e successivi aggiornamenti); rilevato pertanto che,con riferimento alla richiesta di cancellazione delle segnalazioni presenti inCentrale dei rischi della Banca d'Italia  il ricorso deve esseredichiarato infondato; rilevato, inoltre, che dalla documentazione in attirisulta che la banca resistente abbia comunque informato il ricorrente dellaimminente segnalazione nella Centrale dei rischi con le lettere raccomandatericevute dal ricorrente in data 19 dicembre 2011;

RILEVATOinvece che in ordine alle informazioni creditizie di tipo negativo comunicateai s.i.c., deve essere dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensidell'art. 149 comma 2 del Codice, avendo la resistente, seppure nel corso delprocedimento disposto la cancellazione di tali dati;

RILEVATOche sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti tenuto contodell'infondatezza di alcune richieste dell'interessato e della particolaritàdella vicenda rappresentata;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss.del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara il ricorso infondato in ordine alle segnalazioni effettuate a caricodel ricorrente alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia;

b)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alla comunicazione diinformazioni creditizie di tipo negativo ai s.i.c.;

c)dichiara compensate le spese tra le parti.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 29 maggio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia