Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 15 MAGGIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 251 del 15 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato in data 6 febbraio 2014 nei confronti di AMM S.p.A., concui Andrea Segato, lamentando l'avvenuta ricezione al proprio indirizzo diposta elettronica "XY@aruba.it" di una comunicazione promozionaleindesiderata, ha ribadito le istanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice"), chiedendo la confermadell'esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione deimedesimi in forma intelligibile, di conoscerne l'origine, le finalità, lemodalità e la logica applicata al trattamento, nonché gli estremiidentificativi del titolare del trattamento, del soggetto eventualmentedesignato responsabile del trattamento, dei soggetti e/o delle categorie disoggetti ai quali i dati sono stati comunicati, nonché del soggetto designatorappresentante del titolare nel territorio dello Stato; l'interessato hainoltre chiesto di ottenere la cancellazione e la trasformazione in formaanonima dei dati trattati in violazione di legge con attestazione che lepredette operazioni siano state portate a conoscenza di coloro ai quali i datisono stati comunicati o diffusi, opponendosi infine al loro trattamento perfinalità di carattere commerciale; il ricorrente ha chiesto altresì laliquidazione in proprio favore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 27 febbraio 2014con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la nota del 3 aprile 2014 con cui è stata disposta, ai sensi dell'art.149 comma 7 del Codice la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota pervenuta in data 22 aprile 2014 con cui la società resistente,allegando copia della comunicazione e.mail del 6 marzo 2014 inviata alricorrente successivamente alla ricezione del ricorso, nonché della precedentee.mail inviata allo stesso in risposta all'interpello preventivo, ha sostenutodi aver trasmesso al ricorrente in data 20 dicembre 2013 la newsletter dellasocietà contenente gli auguri di Natale; ciò in quanto, avendo il ricorrentecompilato in data 17 aprile 2011 un form per la richiesta di contattocommerciale da parte di Aruba Media Marketing s.r.l. (che dal 21/10/2013 hamutato la propria denominazione in AMM S.p.A.) presente sul sitohttp://webmarketing.arubamediamarketing.it/consulenza-web-marketing.html, avevaformalmente accettato anche l'invio da parte della società di e.mailinformative e pubblicitarie per conto proprio o di terzi; rilevato che, comespecificato nella e.mail del 28 gennaio 2014 in risposta all'interpellopreventivo, il ricorrente era stato informato della possibilità didisiscriversi dalla newsletter in autonomia, attraverso un link presente nellastessa e.mail pubblicitaria del 20 dicembre 2013; rilevato in ogni caso chenella nota del 6 marzo 2014 la resistente ha informato il ricorrente di averdisiscritto quest'ultimo dalla mailing list al momento della ricezionedell'interpello preventivo;

VISTEle comunicazioni e.mail del 5 maggio 2014 con le quali la società resistente haprecisato che in data 20 dicembre 2013 alle ore 13.59 il ricorrente si era giàautonomamente disiscritto attraverso il link presente nella e.mailpubblicitaria dopodiché non ha più ricevuto alcuna informativa commerciale onewsletter della società; rilevato che successivamente il ricorrente è statocancellato anche dagli archivi della società, come confermato a quest'ultimonella nota del 6 marzo 2014;

RITENUTOche, alla luce della documentazione in atti, deve essere dichiarato non luogo aprovvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice, avendo iltitolare del trattamento integrato, nel corso del procedimento, il parzialeriscontro già fornito al ricorrente prima del ricorso, affermando (condichiarazione di cui l'autore risponde ai sensi dell'art. 168 del Codice"Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante") di avereprovveduto alla cancellazione dei dati relativi al ricorrente dagli archivi dellasocietà;

VISTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)dichiara compensate le spese del procedimento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 15 maggio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia