Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 17 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 209 del 17 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 9 gennaio 2014 nei confronti di BiverbancaS.p.A., con cui XY, rappresentata e difesa dall'avv. Giovanni Bonino, in qualitàdi cointestataria, "unitamente ai propri fratelli e alla propria madredefunta", di un rapporto di conto corrente intercorrente con l'istituto dicredito resistente, oltreché di coerede del medesimo conto per la posizionerelativa alla de cuius, ha chiesto, ribadendo le istanze già avanzate ai sensidegli artt. 7 e 9 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), di ottenerela conferma dell'esistenza di dati personali riferiti a sé e alla propria madredefunta con riferimento ad alcune operazioni bancarie indicate dalla medesimain una nota inviata alla banca in data 8 novembre 2013; la ricorrente hainoltre chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per ilprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato laresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessata, nonché la notadel 10 marzo 2014 con cui è stata disposta, ai sensi dell'art. 149, comma 7,del Codice, la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota, trasmessa via pec in data 13 febbraio 2014, con cui l'istituto dicredito resistente, nel rappresentare la volontà di non aderire alle richiestedella ricorrente, ha eccepito la contrarietà a buona fede della condotta tenutadalla medesima che ad un prima istanza, avanzata con nota dell'8 novembre 2013ed avente ad oggetto l'esplicita richiesta di ottenere il rilascio di copia dialcuni documenti bancari riferiti al citato rapporto di conto corrente, ne hafatte seguire altre due, datate rispettivamente 15 novembre 2013 (con cui haprecisato che la precedente richiesta era stata formulata ai sensi dell'art. 7del Codice), e 4 dicembre 2013, riguardante l'accesso ai propri dati personalicontenuti nella predetta documentazione ai sensi dell'art. 7 del Codice, concui sarebbe stato sostanzialmente richiesto di ottenere a titolo gratuitoquanto già precedentemente domandato ad altro titolo; l'istituto di creditoresistente, nel delineare la distinzione tra la previsione di cui all'art. 119del d.lgs. n. 385 del 1993 (cd. Testo Unico in materia bancaria) e quella dicui all'art. 7 del Codice, ha rilevato che, sulla base della richiestaoriginariamente avanzata dall'interessata, risulta evidente che "l'unicosuo interesse è risalire a chi abbia disposto determinate operazioni a debitosul conto a lei cointestato, tra gli altri, con la Sig.ra () della quale ècoerede unitamente agli altri cointestatari" in modo da "ricostruirecosì la situazione patrimoniale" della madre defunta, esulando pertanto larelativa richiesta dall'ambito di applicazione della normativa in materia diprotezione dei dati personali;

VISTAla nota, datata 17 febbraio 2014, con cui la ricorrente, nel ribadire leproprie istanze, ha rilevato, pur consapevole di non poter conoscere in questasede dati riferiti a terzi, che "la propria istanza () è unicamentefinalizzata ad ottenere la comunicazione, nei modi previsti dal Codice, degli(eventuali) dati personali alla stessa riferibili" con riguardo alleoperazioni indicate;

RILEVATOche occorre, preliminarmente, ribadire la distinzione, delineata dall'Autorità(vedi art. 5.2 delle "Linee guida per trattamenti dati relativi a rapportobanca-clientela" del 25 ottobre 2007 pubblicato in G.U. n. 273 del 23novembre 2007), tra la richiesta di accesso a documenti contenenti datibancari, effettuata ai sensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario, che possonoriguardare anche soggetti diversi dall'interessato e le richieste, avanzate aisensi degli artt. 7 e 9 del Codice, volte ad ottenere la comunicazione in formaintelligibile dei soli dati personali riferiti all'interessato contenuti neimedesimi documenti; con riferimento a quest'ultimo tipo di richieste l'art. 10del Codice prevede, in particolare, che i dati siano estratti a cura delresponsabile o degli incaricati e comunicati a titolo gratuito all'interessato,anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumenti elettronici, o,se vi è specifica richiesta, comunicati mediante trasposizione dei medesimi susupporto cartaceo o informatico, in ogni caso previo oscuramento di eventualidati relativi a terzi; rilevato inoltre che la previsione di cui all'art. 10,comma 4, del Codice, che attribuisce al titolare del trattamento, qualoral'estrazione dei dati risulti particolarmente difficoltosa, la facoltà difornire riscontro "attraverso l'esibizione o la consegna in copia di attie documenti contenenti i dati personali richiesti", è diretta ad agevolareil riscontro da parte del titolare, senza per questo trasformare l'istanza diaccesso ai dati personali in un'istanza di accesso a documenti;

RILEVATOperaltro che, dalle note allegate dalle parti nel corso del procedimento,risulta accertata la disponibilità della banca a consegnare la documentazione asuo tempo richiesta dalla ricorrente, subordinandola però, in quanto ritenutariconducibile al diritto di cui all'art. 119 del Testo Unico in materia bancaria,alla previa corresponsione delle spese di riproduzione;

RILEVATOche, nel caso di specie, pur avendo l'interessata avanzato una prima richiesta,in data 8 novembre 2013, volta ad ottenere copia di documenti bancari riferitiad alcune operazioni espressamente indicate in tale nota, la medesima hacomunque presentato una successiva istanza, datata 4 dicembre 2013,espressamente diretta ad ottenere la comunicazione dei propri dati personali,nonché di quelli riferiti alla de cuius, contenuti nella documentazionebancaria citata nella prima nota e costituente dunque legittimo esercizio deidiritti di cui agli artt. 7 e 9 del Codice; tenuto conto infatti, sottoquest'ultimo profilo, che, ai sensi dell'art. 9, comma 3, del Codice, ildiritto di accesso ai dati personali riferiti a persone decedute può essereesercitato "da chi ha un interesse proprio, o agisce a tuteladell'interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione" e chela ricorrente risulta essere, oltreché cointestataria del conto, anche legittimaerede della madre defunta;

RILEVATO pertanto che, risulta applicabile la disciplina in materia di protezione deidati personali, avendo l'interessata ribadito nell'atto di ricorso larichiesta, già avanzata con il previo interpello, diretta ad accedere ai propridati personali, nonché a quelli riferiti alla de cuius, contenuti nei documentidalla medesima indicati alla banca resistente, con espressa esclusione dei datiriferiti a terzi; considerato altresì che il diritto di ottenere tali dati, cosìcome disciplinato dall'art. 7 del Codice, deve essere garantito gratuitamente enon può essere condizionato, per quanto attiene alle modalità di esercizio, aquanto statuito, ad altri fini, dal Testo Unico in materia bancaria,concernente il distinto diritto del cliente di ottenere copia di interi atti edocumenti bancari contenenti o meno dati personali;

RITENUTO,pertanto, di dover accogliere il ricorso e di dover ordinare a BiverbancaS.p.A. di comunicare alla ricorrente, entro il termine di quarantacinque giornidalla ricezione del presente provvedimento, secondo le modalità indicatedall'art. 10 del Codice e previo oscuramento degli eventuali dati personaliriferiti a terzi, i dati personali relativi alla medesima, nonché alla madredefunta, cointestataria dello stesso conto corrente e della quale l'interessataè erede, contenuti nelle operazioni bancarie indicate nella nota, datata 8novembre 2013, precedentemente trasmessa alla banca, tenuto comunque conto dellimite decennale di conservazione della documentazione bancaria di cui famenzione la normativa  di riferimento;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, e ritenuto di porli a carico di BiverbancaS.p.A., nella misura di euro 150, compensando la residua parte per giustimotivi;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)accoglie il ricorso e, per l'effetto, ordina a Biverbanca S.p.A. di comunicarealla ricorrente, entro quarantacinque giorni dalla ricezione del presenteprovvedimento, secondo le modalità di cui all'art. 10 del Codice e previooscuramento di eventuali dati riferiti a terzi, i dati personali dellamedesima, nonché quelli riferiti alla madre defunta contenuti nelladocumentazione espressamente indicata dall'interessata, tenuto comunque contodel limite decennale di conservazione previsto dalla normativa bancaria diriferimento; 

b)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 150 euro, a caricodi Biverbanca S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore dellaricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

IlGarante, nel prescrivere a Biverbanca S.p.A., ai sensi dell'art. 157 delCodice, di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dareattuazione al presente provvedimento entro sessanta giorni dalla ricezionedello stesso, ricorda che l'inosservanza di provvedimenti del Garante adottatiin sede di decisione dei ricorsi è punita ai sensi dell'art. 170 del Codice perla protezione dei dati personali. Si ricorda che il mancato riscontro allarichiesta ex art. 157 è punito con la sanzione amministrativa di cui all'art.164 del Codice.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 17 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia