Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 17 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 211 del 17 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante pervenuto il 10 gennaio 2014 presentato nei confronti diFiditalia S.p.A. con il quale XY ha ribadito la richiesta – formulata coninterpello ai sensi degli artt. 7 e 8 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codicein materia di protezione dei dati personali (di seguito "Codice")–volta ad ottenere la cancellazione delle informazioni creditizie di tiponegativo comunicate da Fiditalia S.p.A. al sistema di informazioni creditizie(s.i.c.) gestito da Crif S.p.A. in relazione ad un finanziamento richiesto indata 31 luglio 2009 e successivamente erogato dalla resistente; il ricorrente,infatti, nel sottolineare che la tipologia del finanziamento Fiditalia da luiprescelto prevedeva la possibilità di "saltare" il pagamento mensiledi una rata per ogni anno di durata del finanziamento (le rate non corrisposteslittavano in coda al finanziamento), ha sostenuto l'illiceità del trattamentodei dati comunicati a Crif S.p.A.; ciò, in quanto il ricorrente ha affermatoche il mancato pagamento delle rate di giugno e novembre 2010 (oggetto disegnalazione a Crif S.p.A. da parte di Fiditalia S.p.A.) non possono essereconsiderati inadempimenti veri e propri o "ritardi nei pagamenti" inquanto consentiti a termini di contratto, così come non possono essereconsiderate inadempienze, a parere del ricorrente, i mancati pagamenti dellerate a partire da luglio 2011, trattandosi, questi ultimi, di pagamenti sospesidal ricorrente in via di autotutela ai sensi dell'art. 1460 del codice civile afronte dell'inadempienza contrattuale di Fiditalia S.p.A. (che avevaillecitamente segnalato a Crif S.p.A. i mancati pagamenti delle rate di giugnoe novembre 2010); il ricorrente ha, inoltre, evidenziato un ulteriore profilodi illiceità del trattamento posto in essere da Fiditalia S.p.A. stante laasserita mancata ricezione del preavviso circa l'imminente segnalazione deidati ai sistemi di informazioni creditizie, previsto dall'art. 4, comma 7 del"Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestitida soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualitànei pagamenti" (Provv. del Garante n. 8 del 16 novembre 2004, in GazzettaUfficiale n.300 del 23 dicembre 2004); rilevato che il ricorrente ha fattonotare che da un report informativo Crif aggiornato al 21 ottobre 2013 risultatuttora, con riferimento al finanziamento in questione, una segnalazione diritardo nei pagamenti e di credito ceduto; rilevato che il ricorrente hachiesto altresì la liquidazione, in proprio favore, delle spese sostenute peril procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 gennaio 2014,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice inmateria di protezione dei dati personali, ha invitato il titolare deltrattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la notadel 7 marzo 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota del 14 febbraio 2014 con la quale Fiditalia S.p.A. ha sostenutol'inammissibilità dell'odierno ricorso avendo il ricorrente previamente avanzatole medesime richieste oggetto di ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario ilquale in data 26 settembre 2013 ha rigettato il ricorso del ricorrenteaffermando che "le segnalazioni operate da Fiditalia sono statecorrettamente effettuate"; rilevato che, nel merito, la resistente hasostenuto che nel corso del finanziamento in questione "numerosi importiaddebitati sul c/c sono tornati insoluti per insufficienza fondi" e che,dopo l'affidamento della posizione a società di recupero esterne, in data 20dicembre 2011, "stante il permanere della morosità, il sig. XY è statodichiarato decaduto dal beneficio del termine"; rilevato che la resistenteha dichiarato che il contratto di finanziamento in questione non prevedeva,come contrariamente affermato dal ricorrente, la possibilità di "saltareuna rata ogni anno", trattandosi questo "di uno dei servizi –c.d.Jolly credit- che Fiditalia spa metteva a disposizione dei propriclienti", salvo approvazione della società finanziaria, di cui ilricorrente "non ha mai manifestato la volontà di usufruire" per lerate rimaste insolute; rilevato che i ripetuti inadempimenti contrattuali,documentalmente provati, hanno determinato la segnalazione del ricorrente als.i.c. gestito da Crif S.p.A. ed in relazione a tali inadempimenti laresistente ha inviato al ricorrente le lettere di sollecito di pagamento del20.4.2010, 18.5.2010, 19.7.2010, 15.10.2010, 15.11.2010 (allegate in copia)corredate del preavviso di segnalazione ai s.i.c., dell'informativa ex art. 5del Codice deontologico di settore e di nota riepilogativa in relazione aitempi di conservazione dei dati presso i s.i.c. di riferimento; rilevato che inoccasione dei vari affidamenti del recupero  crediti a società esterne"veniva inviata al cliente relativa lettera di sollecito e di contestualeaffido all'ente recuperatore, corredata dell'informativa privacy e delpreavviso di segnalazione, rispettivamente in data 28.12.2010, 7.2.2011,18.3.2011, 27.4.2011, 7.6.2011, 15.7.2011 e 24.10.2011" (lettere allegatein copia); rilevato quindi che, alla luce delle considerazioni sopra esposte,la resistente ha chiesto che il ricorso venga rigettato in ragione della liceitàdella comunicazione al s.i.c. di Crif S.p.A. dei dati relativi ai ritardi neipagamenti;

VISTEle note inviate il 13 febbraio 2014, 21 febbraio 2014 e 26 marzo 2014 con lequali il ricorrente ha ribadito le proprie richieste lamentando nuovamente ilmancato invio da parte di Fiditalia S.p.A. del preavviso circa l'imminentesegnalazione dei dati ai sistemi di informazioni creditizie, previsto dall'art.4, comma 7 del citato codice di deontologia e buona condotta;

RILEVATOche il ricorso deve essere dichiarato ammissibile ai sensi del combinatodisposto degli artt. 145 e 148 del Codice, posto che fra le parti non è statapreviamente adita, sulle medesime richieste oggetto di ricorso, l'autoritàgiudiziaria; rilevato che l'Arbitro Bancario Finanziario costituisce infatti unorganismo per la risoluzione stragiudiziale delle controversie fra clienti edistituti bancari e finanziari istituito ai sensi dell'art. 128-bis del d.lgs.n. 385 /1993 e non un organo giurisdizionale cosicché il preventivo ricorsoall'Arbitro Bancario Finanziario non preclude il successivo ricorso al Garante;

RILEVATOche, in ordine alla richiesta di cancellazione dei dati riferiti alfinanziamento in questione, allo stato della documentazione in atti, risultaessere stato fornito al ricorrente il preavviso di cui all'art. 4, comma 7, delcodice di deontologia e buona condotta e che pertanto la comunicazione dei datipersonali del ricorrente da Fiditalia S.p.A. al s.i.c. gestito da Crif S.p.A.in relazione ai ritardi nei pagamenti è stata effettuata in modo lecito;rilevato che, alla luce di tali considerazioni, il ricorso deve esseredichiarato infondato;

RILEVATOche restano impregiudicati i profili attinenti alla corretta esecuzione delleobbligazioni contrattuali del finanziamento in questione che non rientranonella competenza di questa Autorità e potranno, se del caso, essere fattivalere dinanzi all'autorità giudiziaria ordinaria;

RILEVATOche sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti tenuto contodell'infondatezza delle richieste dell'interessato e della particolarità dellavicenda rappresentata;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss.del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara il ricorso infondato;

b)dichiara compensate le spese tra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 17 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia