Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 17 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 213 del 17 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti, e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato il 14 gennaio 2014 nei confronti della Banca di Pisa eFornacette Credito Cooperativo s.c.p.a., con il quale XY (rappresentato edifeso dall'avv. Lorenzo Susini), nel lamentare l'inidoneità del riscontroottenuto alle istanze previamente avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del d.lg.30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito "Codice"), ha ribadito le richieste volte aottenere la comunicazione in forma intellegibile dei dati contenuti neicontratti di conto corrente n. XX e n.YY, in eventuali patti aggiuntivi osuccessivi, negli estratti conto (mensili e scalari) e nelle movimentazionibancarie relativi a tali rapporti riferiti agli ultimi dieci anni, nonché allatitolarità in capo al ricorrente di quote sociali della banca; rilevato che conil medesimo atto il ricorrente ha chiesto, altresì, la liquidazione in propriofavore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 gennaio 2014,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste delricorrente, nonché la nota del 13 marzo 2014 con cui è stata disposta laproroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota datata 11 febbraio 2014 con la quale la banca resistente, richiamandosia quanto già comunicato al ricorrente con note del 14 novembre 2013 e 6dicembre 2013, ha rappresentato al ricorrente che lo stesso è titolare del contocorrente n. YY acceso in data 9 gennaio 2010, ed avente saldo positivo di euro108,31 e quote a socio, in linea capitale, per euro 9.591,00, nonché titolaredel conto corrente n. 1036223-4, cointestato con altro nominativo, avente saldonegativo di euro 486,31; rilevato, tuttavia, che la banca resistente hasostenuto di non poter aderire alle ulteriori richieste avanzate dal ricorrenteritenendo che le stesse non possono essere qualificate come istanze avanzate aisensi dell'art. 7 del Codice bensì ai sensi dell'art. 119 del Testo UnicoBancario pertanto si è dichiarata disponibile a fornire tale documentazioneprevio pagamento delle spese già quantificate e comunicate al ricorrente primadel ricorso;

VISTAla memoria datata 17 febbraio 2014 con la quale il ricorrente ha ritenutoinsoddisfacente il riscontro fornito dalla controparte ed ha ribadito lerichieste avanzate con il ricorso.

RILEVATOche occorre, preliminarmente, ribadire la distinzione, delineata dall'Autorità(vedi art. 5.2 delle "Linee guida per trattamenti dati relativi a rapportobanca-clientela" del 25 ottobre 2007 pubblicato su G.U. n. 273 del 23novembre 2007) tra la richiesta di accesso a documenti contenenti dati bancarieffettuata ai sensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario, e la richiestaavanzata ai sensi dell'art. 7 del Codice, volta ad ottenere la comunicazione informa intelligibile dei dati personali riferiti all'interessato contenuti neimedesimi documenti; con riferimento a quest'ultima richiesta l'art. 10 delCodice prevede, infatti, che i dati siano estratti a cura del responsabile odegli incaricati e comunicati all'interessato anche oralmente, ovvero offertiin visione mediante strumenti elettronici, o, se vi è specifica richiesta,comunicati mediante trasposizione dei medesimi su supporto cartaceo oinformatico, con esclusione dei dati riferiti a terzi; rilevato peraltro che laprevisione di cui all'art. 10, comma 4, del Codice, che attribuisce al titolaredel trattamento, qualora l'estrazione dei dati risulti particolarmentedifficoltosa, la facoltà di fornire riscontro "attraverso l'esibizione ola consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personalirichiesti", è diretta ad agevolare il riscontro da parte del titolare,senza per questo trasformare l'istanza di accesso ai dati personali inun'istanza di accesso a documenti;

RILEVATOche, nel caso di specie, risulta applicabile la disciplina in materia diprotezione dei dati personali avendo l'interessato chiesto, tramitel'interpello preventivo (in particolare con la nota del 7 novembre 2013), lacomunicazione di dati personali che lo riguardano contenuti in alcuni documentidetenuti dalla banca; considerato altresì che il diritto di ottenere tali dati,così come disciplinato ai sensi dell'art. 7 del Codice, deve essere garantitogratuitamente e non può essere condizionato, per quanto attiene alle modalitàdi esercizio, a quanto statuito, ad altri fini, dal Testo unico in materiabancaria (d.lg. 1 settembre 1993, n. 385) in riferimento al distinto dirittodel cliente di ottenere copia di interi atti e documenti bancari contenenti omeno dati personali;

RITENUTO,pertanto, di dover accogliere il ricorso e di dover ordinare a carico dellaBanca di Pisa e Fornacette Credito Cooperativo s.c.p.a. di comunicare al ricorrente,secondo le modalità indicate dall'art. 10 del Codice, i dati personali che loriguardano contenuti nella documentazione bancaria, con particolare riguardo aicontratti di conto corrente n. XX e n. YY, in eventuali patti aggiuntivi osuccessivi, negli estratti conto (mensili e scalari) e nelle movimentazionibancarie relativi a tali rapporti riferiti agli ultimi dieci anni, nonché allatitolarità in capo al ricorrente di quote sociali della banca, entro il terminedi quarantacinque giorni dalla ricezione del presente provvedimento;

RITENUTO,di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice, non luogo aprovvedere sul ricorso in relazione ai dati già comunicati al ricorrente dallabanca resistente;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dellespese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questabase, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti all'odiernoricorso nella misura forfetaria di euro 500, di cui euro 150 per i diritti disegreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, allapresentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico della Banca di Pisa eFornacette Credito Cooperativo s.c.p.a., nella misura di euro 300, previacompensazione della residua parte, in ragione del parziale riscontro allerichieste del ricorrente ;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

a)accoglie il ricorso e ordina all'istituto di credito resistente di comunicareal ricorrente i dati personali che lo riguardano contenuti nella documentazionebancaria, con particolare riguardo a quelli contenuti nei contratti di contocorrente n. XXe n. YY, in eventuali patti aggiuntivi o successivi, negliestratti conto (mensili e scalari) e nelle movimentazioni bancarie relativi atali rapporti riferiti agli ultimi dieci anni, nonché alla titolarità in capoal ricorrente di quote sociali della banca, entro quarantacinque giorni dalladata di ricezione del presente provvedimento;

b)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in relazione ai dati già comunicatial ricorrente;

c)determina nella misura forfettaria di euro 500, l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, posti nella misura di 300 euro, previa compensazionedella residua parte per giusti motivi, a carico della Banca di Pisa eFornacette Credito Cooperativo s.c.p.a., la quale dovrà liquidarli direttamentea favore del ricorrente.

IlGarante, nel prescrivere alla Banca di Pisa e Fornacette Credito Cooperativos.c.p.a., ai sensi dell'art. 157 del Codice, di comunicare quali iniziativesiano state intraprese al fine di dare attuazione al presente provvedimentoentro sessanta giorni dalla ricezione dello stesso, ricorda che l'inosservanzadi provvedimenti del Garante adottati in sede di decisione dei ricorsi è punitaai sensi dell'art. 170 del Codice per la protezione dei dati personali. Siricorda che il mancato riscontro alla richiesta ex art. 157 è punito con lasanzione amministrativa di cui all'art. 164 del Codice.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 17 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia