Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 10 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 198 del 10 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante presentato il 7 gennaio 2014 nei confronti di UnicreditS.p.A. con cui il sig. XY, rappresentato e difeso dall'avv. Carmen TizianaCusano, a seguito dell'avvenuta iscrizione delle proprie generalitànell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte dipagamento (Centrale d'allarme interbancaria–C.A.I.) istituito presso laBanca d'Italia in relazione all'emissione di tre assegni in difetto diprovvista, ha chiesto la cancellazione delle iscrizioni in questione; rilevatoche il ricorrente ha sostenuto di non aver ricevuto il c.d. "preavviso direvoca" previsto dall'art. 9-bis della legge n. 386 del 15 dicembre 1990;il ricorrente ha chiesto altresì la liquidazione in proprio favore delle spesesostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 10 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1, d.lgs. del 30 giugno2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (diseguito "Codice"), ha invitato il titolare del trattamento a fornireriscontro alle richieste dell'interessato, nonché la nota del 6 marzo 2014 concui è stata disposta, ai sensi dell'art. 149, comma 7, del Codice, la prorogadel termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 4 febbraio 2014, con cui la banca resistente ha dichiarato diaver fornito riscontro, seppur in ritardo, a causa di un disguido interno, allerichieste avanzate dal ricorrente ai sensi dell'art. 7 del Codice mediantelettera raccomandata del 15 gennaio 2014 ricevuta in data 23 gennaio 2014;rilevato che la banca, richiamandosi a quanto già riferito nella citatalettera, ha ribadito la legittimità delle segnalazioni in questione dal momentoche: a) a seguito del mancato pagamento per difetto di provvista dell'assegnon. 3639051228 emesso in data 30.04.2013, è stato inviato al ricorrente il c.d."preavviso di revoca" previsto dall'art. 9-bis della legge n. 386/90mediante lettera raccomandata a.r. del 10 maggio 2013 presso il" domicilioeletto del titolare firmatario dell'assegno in via  KK, 2 HH Reggio CalabriaRC, non risultando un diverso domicilio eletto dal cliente all'atto dellaconclusione di convenzione d'assegno"; b) tale lettera raccomandata èstata restituita alla banca con la dicitura "compiuta giacenza",tuttavia, "ai fini legali, il mancato ritiro da parte del beneficiarioavvisato (il 23.05.2013) viene considerato valido ai fini di una correttanotifica" ai sensi del comma  4 dell'art. 9-bis legge 386/90 cheinfatti recita "la comunicazione si ha per effettuata ove constil'impossibilità di eseguirla presso il domicilio eletto"; c) la bancaresistente, anche prima dell'invio del c.d. "preavviso di revoca", hainformato il ricorrente, tramite sms inviati in data 2 maggio 2013, 3 maggio2013 e 6 maggio 2013, della necessità di regolarizzare l'assegno 3639051228unitamente ad altri assegni: l'sms del 6 maggio 2013, in particolare, "hariguardato esclusivamente l'assegno in parola, essendo stati gli altri assegnionorati dal cliente nei termini previsti, successivamente alla ricezione deiprimi due sms"; d) non avendo provveduto al pagamento "tardivo"dell'assegno n. 3639051228 entro il termine previsto dall'art. 9-bis, ilnominativo del ricorrente è stato iscritto nell'archivio C.A.I. a far datadall'11 luglio 2013, con conseguente revoca di ogni autorizzazione ad emettereassegni per un periodo di sei mesi; e) le successive segnalazioni inerenti glialtri due assegni richiamati nel ricorso, "sono stati atti dovuti aitermini di legge per mancanza di autorizzazione art. 1, L. 386/90 (è l'ipotesidi illecito più grave ed insanabile e non prevede l'invio del c.d.preavviso)"

VISTEle memorie datate 30 gennaio 2014 e 7 febbraio 2014 con le quali il ricorrenteha eccepito la illegittimità delle iscrizioni nell'archivio C.A.I. in quanto ilc.d. "preavviso di revoca" non sarebbe stato inviato presso ildomicilio eletto dal ricorrente per la ricezione della corrispondenza che non èVia KK, 2 HH Reggio Calabria RC ma Via JJ 167-YYReggio Calabria, comerisulterebbe dal contratto di apertura del conto corrente, nonché dagliestratti conto e altra corrispondenza intercorsa con la banca  che, adetta del ricorrente, "è l'unica incontrovertibile sede indicata () perl'invio di qualunque corrispondenza dell'Unicredit S.p.A."; rilevato cheil ricorrente ha precisato che l'indirizzo dove la banca ha inviato il c.d."preavviso di revoca" e dove ha anche trasmesso la letteraraccomandata del 15 gennaio 2014 è stata la residenza del ricorrente fino al2010 ma non è mai stato il domicilio eletto per la ricezione della corrispondenzarelativa al conto corrente in questione che è sempre stata Via JJ 167-YY ReggioCalabria e non è mai variata nel tempo; il ricorrente ha anche precisato che lalettera raccomandata del 15 gennaio 2014, inviata in Via KK, 2 HH ReggioCalabria RC è stata ricevuta dal ricorrente "per puro caso e per meracortesia fatta dal vicino conoscente" in quanto il ricorrente "nonabita più nella predetta via sin dal 10/05/2010", come risultadall'allegato certificato storico di residenza rilasciato dal Comune di ReggioCalabria;

VISTAla nota inviata in data 14 marzo 2014 con la quale la banca resistente hasostenuto che la legge n. 386/90 impone al trattario di comunicare il preavvisodi revoca al traente dell'assegno "avvertendolo che, in difetto dipagamento, il relativo nominativo sarà oggetto di segnalazione presso ilC.A.I", perciò la resistente ha, nel caso di specie, inviato il preavvisodi revoca "all'indirizzo -Via KK, 2 HH Reggio Calabria RC- della personafisica –Sig. XY- in qualità di traente dell'assegno in questione,coincidente con l'imprenditore individuale titolare dell'omonima ditta",indirizzo che "risultava all'epoca dei fatti e risulta tuttoravalido", non essendo stata alla banca comunicata alcuna variazione inproposito; la resistente ha inoltre sottolineato che la lettera raccomandatadel 10 maggio 2013 contenente il c.d. "preavviso di revoca" è statarestituita alla banca per "compiuta giacenza" e non per"nominativo sconosciuto" cosicché la notifica si considera comunqueperfezionata ed è valida ai fini di legge;

VISTAla memoria inviata in data 20 marzo 2014 con la quale il ricorrente, nelsostenere che la legge n. 386/90, agli artt. 9-bis e 9-ter, statuisce che ilc.d. "preavviso di revoca" deve essere inviato presso il domicilioeletto dal traente ai fini delle comunicazioni di cui all'art. 9-bis, haribadito di non aver mai eletto domicilio presso l'indirizzo ove è statoinviato dalla banca tale preavviso avendo eletto quale domicilio in contrattoil diverso indirizzo di Via JJ 167-YY Reggio Calabria;

VISTAla nota inviata in data 4 aprile 2014 con la quale la banca resistente hanuovamente sostenuto che il preavviso di revoca deve essere inviato dalla bancaallo specifico domicilio eletto dal cliente ai sensi della legge n. 386/90 chenon è "automaticamente coincidente con la sede della ditta individuale e/ol'indirizzo ove ricevere la corrispondenza ordinaria relativa al rapportobancario"; rilevato che nel caso di specie, "non risultando espressaindicazione del domicilio eletto ai sensi della legge 386/90, la Banca hainviato il preavviso di revoca all'indirizzo corrispondente alla residenzadella persona fisica coincidente peraltro con l'imprenditore individualetitolare dell'omonima ditta, () Via KK, 2 HH Reggio Calabria"; rilevato cheil ricorrente risulta censito con tale indirizzo nell'Archivio UnicoInformatico della banca fin dal 22.06.2004 anteriormente all'apertura del contocorrente in questione avvenuta il 23.07.2004 e che tale indirizzo è tuttoravalido, non avendo il ricorrente comunicato alla banca alcuna variazionesecondo le modalità contrattualmente previste, tanto che lo stesso ha"regolarmente ritirato, firmando il relativo avviso di ricevimento, lacomunicazione della banca del 15.01.2014 inoltrata presso il predettoindirizzo";

VISTAla memoria datata 4 aprile 2014 con la quale il ricorrente ha ribadito leconsiderazioni già espresse nei precedenti scritti difensivi;

RILEVATOche il contestato inserimento dei dati del ricorrente nell'archivioinformatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento dicui all'art. 10-bis della legge n. 386/1990 è avvenuto con modalità che nonrisultano, sulla base della documentazione in atti, aver violato ledisposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegnibancari, anche in relazione alle istruzioni e circolari applicative della Bancad'Italia; rilevato che dalla documentazione in atti emerge che la bancaresistente ha notificato al ricorrente il c.d. "preavviso di revoca"in relazione agli assegni in questione secondo le forme e nei termini previstidall'art. 9-bis della legge n. 386/1990 trasmettendo tale comunicazione, inmancanza di uno specifico domicilio eletto dal cliente ai sensi dell'art.9-ter, presso l'indirizzo di residenza del ricorrente risultante dal proprioArchivio Unico Informatico e rispetto al quale il ricorrente non ha maicomunicato alcuna variazione secondo le modalità contrattualmente previste;rilevato, peraltro, che dalla documentazione in atti è emerso che anche primadell'invio del c.d. "preavviso di revoca" la banca resistente avevainformato il ricorrente tramite sms della necessità di regolarizzare l'assegnoda cui è originata la prima segnalazione C.A.I., come in precedenza effettuatoper altri assegni non pagati per mancanza fondi che il cliente, dopo laricezione degli sms, aveva prontamente coperto; rilevato, peraltro, che alladata odierna, le iscrizioni a carico del ricorrente non risultano più visibiliessendo nel frattempo decorso per tutte e tre le iscrizioni in questione iltermine di sei mesi previsto dalla legge per la validità dell'iscrizione; 

RITENUTO,pertanto, di dover dichiarare infondato il ricorso;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese fra le parti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara infondato il ricorso;

b)dichiara compensate le spese fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia