Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 10 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 199 del 10 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso al Garante pervenuto in data 11 febbraio 2014, nei confronti di CrifS.p.A. e Experian-Cerved Information Services S.p.A. con il quale XY,rappresentato e difeso dall'avv. Andrea Picozzi, ha chiesto la cancellazione e,in subordine, la sospensione della visibilità dei dati personali che loriguardano relativi ad un pignoramento immobiliare n. 97340/72134 registratopresso la Conservatoria dei registri immobiliari di Palermo in data 30 dicembre2009 (censito da entrambi i citati titolari del trattamento) e ad un'ipotecalegale registrata in data 1 luglio 2005 presso la Conservatoria dei registriimmobiliari di Palermo (censita solo da Experian-Cerved Information ServicesS.p.A.); visto che, a parere del ricorrente, il trattamento di taliinformazioni pregiudizievoli, che comporta notevoli difficoltà per lo stessonell'accesso al credito, sarebbe eccedente e incompleto, tenuto conto che talipregiudizievoli di conservatoria sarebbero stati successivamente oggetto diannotazione di cancellazione: in data 28 giugno 2010, il pignoramento, e indata 14 febbraio 2006, l'ipoteca; rilevato che il ricorrente ha chiesto diporre a carico della controparte le spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 19 febbraio 2014con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1 del d.lg. 30giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito "Codice"), ha invitato i titolari deltrattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato;

VISTAla nota inviata il 7 marzo 2014 con la quale Crif S.p.A., nel rappresentare diavere già fornito riscontro alle richieste del ricorrente con missive datate 21ottobre 2013 e 13 novembre 2013, ha sostenuto la legittimità del trattamentoposto in essere tenuto conto del fatto che, nel caso specifico, la banca dati"Informazioni da Tribunali e Registri Immobiliari", "gestita inmodo distinto ed autonomo rispetto al Sistema di Informazioni Creditizie (SIC)e in nessun modo interconnesso con il sistema stesso", "si limita aveicolare quanto contenuto nelle banche dati pubbliche, svolgendoesclusivamente la funzione di informazione sullo stato patrimoniale degliinteressati e su quanto abbia potenziale incidenza su tale situazionepatrimoniale"; rilevato che, in relazione al caso di specie, la società haprecisato che "i dati riferiti al Ricorrente sono aggiornati e coerenticon quanto registrato presso le fonti di provenienza" e riportanol'annotazione di cancellazione del pignoramento in questione; rilevato,tuttavia, che pur ribadendo la liceità del trattamento svolto, la resistente,in attesa della redazione del codice di deontologia e di buona condotta per iltrattamento delle informazioni commerciali, "e in un'ottica di massimacollaborazione () ha provveduto () a sospendere temporaneamente la visibilitàdelle informazioni" oggetto di ricorso;

VISTAla nota inviata in data 12 marzo 2014 con la quale Experian-Cerved InformationServices S.p.A. ha sostenuto la legittimità e pertinenza del trattamento postoin essere tenuto conto che le informazioni in questione sono esatte ed"assolutamente in linea con quelle registrate e consultabili presso lefonti ufficiali di provenienza"; rilevato, comunque, che la società, nellemore della redazione del codice di deontologia e di buona condotta per iltrattamento delle informazioni commerciali, "ha provveduto allasospensione temporanea a terzi dei dati oggetto di ricorso";

VISTAla nota inviata in data 25 marzo 2014 con la quale il ricorrente ha dichiaratodi ritenersi soddisfatto dei riscontri ottenuti dalle resistenti;

RILEVATOanzitutto che il trattamento effettuato dalle resistenti in ordine ai dati sucui si controverte è, in termini generali, un trattamento lecito in quanto haper oggetto dati personali tratti da pubblici registri che possono essere allostato utilizzati senza il consenso dell'interessato ai sensi dell'art. 24,comma 1, lett. c), del Codice;

RILEVATO,tuttavia, che in relazione a tale trattamento è stato aperto un tavolo dilavoro con gli operatori del settore finalizzato alla redazione del codicedeontologico di cui all'art. 118 del Codice (che dovrà necessariamente, aisensi del successivo art. 119, individuare "termini armonizzati diconservazione dei dati personali contenuti, in particolare, in banche di dati,registri, ed elenchi ()") al fine di elaborare criteri e indirizziuniformi per quanto concerne in particolare le categorie di dati trattati, leoperazioni da svolgere sugli stessi ed i limiti temporali di conservazione deidati in questione;

RILEVATOche Crif S.p.A. e Experian-Cerved Information Services S.p.A., ferma restandola liceità del trattamento precedentemente svolto, hanno comunque provveduto asospendere la visibilità delle informazioni relative all'interessato e che può,pertanto, essere dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso nei confronti ditali società ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento in ragione della peculiarità della vicenda esaminata;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso nei confronti di Crif S.p.A. eExperian-Cerved Information Services S.p.A.;

b)dichiara compensate fra le parti le spese del procedimento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia