Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 10 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 191 del 10 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, pervenuto al Garante in data 6 febbraio 2014 con il quale XY(rappresentato e difeso dagli avvocati Fabio Dell'Anna e Giulia Cocimano),erede del defunto KW, essendo pendente una controversia giudiziaria con unaltro coerede per la suddivisione dell'eredità, ha chiesto al dottor PaoloCavalla, medico curante del defunto KW, "copia di tutta la documentazioneclinica/medica –ivi comprese cartelle, referti, esami specialistici,prescrizioni farmacologiche-" relativa al defunto e conservata negliarchivi del suddetto medico; ciò, in quanto nel giudizio in corso, risulterebbe"essenziale accertare quali fossero le condizioni di salute del defunto KWal momento della redazione dell'ultimo testamento" olografo che,modificando le precedenti disposizioni testamentarie nelle quali eracontemplato anche il ricorrente, aveva invece nominato erede universale l'altrocoerede;

RILEVATOche il d.lg. n. 196 del 30 giugno 2003, Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito Codice), nel disciplinare l'esercizio dei dirittiriconosciuti all'interessato con riferimento ai dati che lo riguardano (artt. 7ss.), nonché la presentazione, il contenuto e il procedimento per i ricorsi(art. 141, comma 1, lett. c), e artt. 145 ss.), individua anche le ipotesi di inammissibilitàdei ricorsi (art. 148) e prevede che gli stessi possano essere dichiaratiinammissibili o manifestamente infondati anche prima della loro comunicazioneal titolare e al responsabile del trattamento;

RILEVATOche il procedimento previsto dagli artt. 145 e ss. del Codice può essereinstaurato solo per soddisfare specifiche richieste formulate in riferimentoalle particolari situazioni soggettive tutelate dall'art. 7 del Codice,richieste avanzate precedentemente e negli stessi termini dal medesimointeressato al titolare del trattamento con esclusivo riferimento ai datipersonali che lo riguardano; rilevato che gli stessi diritti possono essereesercitati ai sensi dell'art.9, comma 3 del Codice da chi ha un interesseproprio o agisce a tutela dell'interessato  o per ragioni familiarimeritevoli di protezione , con riguardo ai soli dati personali concernentipersone decedute  e non a dati di terzi; rilevato che, al fine diconsentire l'esatta individuazione dei diritti fatti valere, il ricorrente deveallegare copia dell'istanza inoltrata al titolare o al responsabile deltrattamento che deve essere intesa, comunque, a esercitare chiaramente glispecifici diritti previsti dal citato art. 7 (artt. 8, comma 1, e 147, comma 2,lett. a) del Codice, in modo da permettere al titolare del trattamento che lariceve di rispettare le modalità e i tempi di riscontro previsti dallanormativa in materia di protezione dei dati personali;

RILEVATOche, nel caso di specie, nonostante la richiesta di regolarizzazione inviatadall'Ufficio in data 18 febbraio 2014, volta ad acquisire copia di taleinterpello preventivo, il ricorrente, con la nota inviata il 26 febbraio 2014,non ha fatto pervenire alcuna istanza qualificabile come istanza ex art. 7 delCodice; ritenuto infatti che l'istanza del 5 novembre 2013, già allegata alricorso e indicata quale interpello preventivo, non reca alcun riferimento alladisciplina in materia di protezione dei dati personali, essendo piuttosto voltaa richiedere copia di documentazione medica riferita al defunto KW, detenutadal citato titolare del trattamento in qualità di medico curante dello stesso,che il ricorrente intende utilizzare nell'ambito della citata controversiagiudiziaria;

RITENUTO,alla luce di ciò, di dover dichiarare inammissibile il ricorso;

RILEVATOche resta comunque salva la possibilità per il ricorrente di avanzare neiconfronti del titolare del trattamento un interpello preventivo ed un eventualesuccessivo ricorso nel rispetto delle ricordate disposizioni del Codice inmateria di protezione dei dati personali;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice ;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

dichiarainammissibile il ricorso.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria ordinaria,con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia