Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 178 del 3 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in via d'urgenza in data 23 gennaio 2014, nei confrontidi R.T.I.-Reti Televisive Italiane S.p.A., con cui XY S.p.A. e KW,rappresentati e difesi dagli avv.ti Gabriele Giambrone ed Alessandro Gravante,con riguardo ad un servizio televisivo di inchiesta, andato in onda nel corsodella trasmissione televisiva "Striscia la notizia" in data 22gennaio 2014, volto ad indagare su presunti disservizi imputabili allafornitura di servizi telefonici già pagati dagli utenti, nonché su presuntiinadempimenti della medesima rispetto a pagamenti dalla stessa dovuti a terzi,hanno chiesto di "rimuovere immediatamente il video del servizio () dalsito", opponendosi a "qualsiasi ulteriore divulgazione dello stesso e la trasmissione di ulteriori servizi", chiedendo altresì di"provvedere a fornire i nominativi delle persone intervistate nelservizio" e delle  "società da essi rappresentate"; gliinteressati, lamentando la violazione del principio di essenzialitàdell'informazione, nonché i limiti posti al diritto di cronaca, hanno infatticontestato la ricostruzione giornalistica effettuata dalla resistente,rilevando che "il servizio trasmesso () è gravemente diffamatorio,denigratorio, fuorviante e non veritiero e ha il solo scopo ed effetto diledere () l'immagine e la reputazione personale, professionale e commercialedei ricorrenti"; i ricorrenti hanno chiesto altresì la liquidazione inproprio favore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 23 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del d.lgs. 30 giugno 2003, n.196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), ha invitato la parte resistente a fornire riscontro allerichieste degli interessati, nonché la nota del 17 marzo 2014 con cui è statadisposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTEle note, datate 27 gennaio 2014 e 29 gennaio 2014, con cui il titolare deltrattamento, nel respingere le richieste avanzate dagli interessati, hadichiarato che "il trattamento effettuato da R.T.I. S.p.A. () risulta intutto rispondente alla normativa di riferimento", eccependo che ilricorso, peraltro, "appare () calibrato su questioni che non attengono lamateria regolata dal d.lgs. 196/2003, lamentando i ricorrenti lesioni dellareputazione e dell'immagine integrate da affermazioni che – a loro dire –sarebbero non veritiere, fuorvianti e denigratorie"; la resistente, nelrilevare la carenza di legittimazione attiva in capo ad XY S.p.A. per effettodell'avvenuta esclusione dalla nozione di dato personale dei dati riferiti allepersone giuridiche, ha rappresentato di essersi interessata alla vicenda"a seguito di segnalazioni di utenti che lamentavano disservizi e lo hafatto () per evidenti finalità informative e nel pieno rispetto del diritto dicronaca"; la resistente ha infine precisato, con riguardo alla persona delsig. KW, che le relative informazioni, peraltro in parte dallo stessocomunicate nel corso di interviste rese dal medesimo alla giornalista,"sono state divulgate in piena conformità ai dettami del Codice",rivendicando tuttavia la libertà di commento e di opinione garantite algiornalista dal relativo codice deontologico;

VISTAla nota, datata 10 febbraio 2014,con cui la parte ricorrente ha ribadito leproprie richieste denunciando il perpetrarsi, da parte della resistente, dellacondotta contestata  successivamente alla proposizione del ricorso;

RITENUTOche, nel caso di specie, ai sensi dell'art. 147, comma 1, lett. b), del Codice,sono ravvisabili i presupposti per la presentazione del ricorso in viad'urgenza, avendo i ricorrenti, nell'illustrare le ragioni dell'opposizioneall'ulteriore trattamento,  in ragione della prevista riproduzione delservizio televisivo nel corso di nuove puntate del medesimo programma, rilevatoi  possibili  rischi derivanti ai propri diritti fondamentali da unsupposto travalicamento dei limiti fissati dal Codice al legittimo eserciziodel diritto di cronaca;

RILEVATOche l'art. 40, comma 2, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla l.22 dicembre 2011, n. 214, modificando la definizione di "datopersonale" ed "interessato" contenuta all'art. 4 del codice, hasottratto dall'ambito di applicazione della disciplina in materia di protezionedei dati personali le persone giuridiche (oltre ad enti e associazioni);ritenuto pertanto di dover dichiarare, sotto questo profilo, inammissibile ilricorso proposto da XY S.p.A.;

RILEVATO,relativamente al ricorso proposto da KW, che il Codice, al fine di contemperarei diritti della persona (in particolare quello alla riservatezza) con ildiritto all'informazione e alla libertà di stampa (cfr. artt. 136 e s.),prevede specifiche garanzie e cautele nel caso di trattamenti effettuati perfinalità giornalistiche, confermando la loro liceità, anche laddove essi sisvolgano senza il consenso degli interessati, purché avvengano nel rispetto deidiritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone alle quali siriferiscono i dati trattati, nonché del principio di essenzialitàdell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico (cfr. artt. 136 e ss.del Codice e art. 1 e 6 del codice deontologico relativo al trattamento deidati nell'esercizio dell'attività giornalistica, pubblicato sulla GazzettaUfficiale n.179 del 3 agosto 1998 e riportato nell'allegato A del Codice);rilevato altresì che l'art. 6, comma 3, del codice deontologico prevedeespressamente che "commenti e opinioni del giornalista appartengono allalibertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensierocostituzionalmente garantita a tutti";

RILEVATOche, alla luce della documentazione acquisita in atti, per le modalità con cuiil trattamento è stato posto in essere, ovvero essenzialmente medianteinterviste rese da soggetti coinvolti nella vicenda, comunque raccolte dalgiornalista nell'osservanza dei criteri di cui all'art. 2 del codicedeontologico, nonché in ragione del contenuto del servizio televisivo in quantorelativo ad una vicenda di sicuro interesse pubblico, non risultano travalicatii limiti posti in materia dalla normativa di riferimento;

RITENUTO,pertanto, relativamente alle istanze avanzate da KW, di dover dichiarare ilricorso infondato con riguardo alla richiesta di rimozione dal sito delservizio giornalistico oggetto di ricorso, nonché con riguardo alla richiestadi opposizione all'ulteriore trattamento, tenuto conto che quest'ultimo,peraltro proseguito mediante la messa in onda, e relativa archiviazione, diulteriori servizi televisivi in date successive alla proposizione del ricorso,non risulta, allo stato, posto in essere in violazione di legge;

RITENUTO,infine, di dover dichiarare inammissibile la richiesta volta ad ottenere inominativi delle persone intervistate trattandosi di dati riferiti a terzi;

RILEVATO,infine, che resta comunque impregiudicato il diritto degli interessati didenunciare eventuali profili ritenuti diffamatori della vicenda, nonché di farvalere le eventuali, conseguenti pretese risarcitorie, innanzi l'Autoritàgiudiziaria ordinaria competente, tenuto conto del fatto che il Garante non hacompetenza in materia;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del procedimento;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara inammissibile il ricorso proposto da XY S.p.A.;

2)dichiara infondato il ricorso proposto da KW,  in ordine alla richiesta dirimozione del video dal sito del programma televisivo, nonché in ordine allarichiesta di opposizione all'ulteriore trattamento;

3)dichiara il medesimo ricorso inammissibile in ordine alla richiesta volta adottenere i nominativi dei soggetti intervistati;

4)dichiara compensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia