Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 179 del 3 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTAl'istanza ex art. 7 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice") datata2 dicembre 2013 inviata a Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A.con la quale XY, ex dipendente di tale banca e parte in alcuni giudizi in corsodinanzi all'autorità giudiziaria nei confronti della stessa, ha chiesto diaccedere ai dati personali che lo riguardano contenuti in 12 delibere delComitato esecutivo e del Consiglio di amministrazione del predetto istitutobancario relative agli anni dal 1998 al 2011; visto che il richiamo allepredette delibere risulta poco comprensibile, in quanto le stesse, in mancanzadei riferimenti numerici, non risultano facilmente individuabili;

VISTOil ricorso presentato il 30 dicembre 2013 da XY nei confronti di Cassa dirisparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con il quale l'interessato, oltre aribadire  le richieste già formulate nell'interpello preventivo, hachiesto altresì di conoscere l'origine dei dati che lo riguardano ed i soggettiai quali gli stessi sono stati comunicati; visto che il ricorrente ha chiestoanche di porre a carico dell'istituto di credito resistente le spese delprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'Ufficio e, in particolare, la nota del 10 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato laresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la notadel 17 febbraio 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;
VISTA la nota pervenuta via e-mail il 6 febbraio2014 con la quale l'istituto di credito resistente, rappresentato e difesodall'avv. Vittorio Supino, nel sottolineare come la richiesta del ricorrenterisulti poco comprensibile atteso che per alcune delibere lo stesso "nonindica i numeri e per altre neppure l'organo che le ha emanate", haallegato copia dell'unica delibera per la quale lo stesso ha indicato gliestremi  (delibera n. 10 del 5 ottobre 2004); nella medesima nota la parteresistente ha quindi sostenuto "l'inammissibilità e la improcedibilitàdell'istanza, non essendo in condizione, in ogni caso, di poterlaevadere";

VISTEle note pervenute via fax il 7 e il 24 febbraio 2014 con le quali l'interessatoha ribadito le proprie richieste;

RITENUTOche deve essere, anzitutto, dichiarata inammissibile la richiesta di conoscerel'origine dei dati e i soggetti ai quali gli stessi sono stati comunicati nonessendo stata, tale richiesta, preceduta dal relativo interpello preventivo,come previsto dall'art. 146 del Codice;

RITENUTOche la resistente, allo stato della documentazione in atti, ha fornito unsufficiente riscontro alle richieste del ricorrente seppure nel corso delprocedimento, fornendo allo stesso i dati contenuti nella documentazione di cuilo stesso ha reso possibile l'individuazione (mediante indicazione del numero edella data della delibera) e che, pertanto deve essere dichiarato non luogo aprovvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti alla lucedella peculiarità della vicenda;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del
regolamentodel Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

DICHIARA

1)dichiara inammissibile la richiesta di conoscere l'origine dei dati personaliche lo riguardano  e i soggetti ai quali gli stessi sono stati comunicati;

2)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine ai restanti profili;

3)dichiara compensate le spese tra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia