Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 183 del 3 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato al Garante il 13 febbraio 2014 nei confronti di TelecomItalia S.p.A. con cui XY, rappresentato e difeso dall'avv. Andrea Bianchi, hachiesto di ottenere i dati di traffico telefonico in entrata sull'utenza fissan. () intestata al medesimo con riferimento alla mattina del 5 aprile 2013,specificando che il mancato accesso a tali dati esporrebbe il ricorrente ad unpregiudizio effettivo e concreto allo svolgimento delle investigazionidifensive di cui alla legge 7 dicembre 2000 n. 397, ma anche un"pregiudizio imminente ed irreparabile" in relazione all'udienza didiscussione relativa al procedimento penale in corso; il ricorrente ha ancherappresentato che tali dati risultano necessari per la verifica di specifichecircostanze di fatto (che ha anche sinteticamente descritto) nell'ambitodell'indagine penale che vede coinvolto il ricorrente come indagato; rilevatoche il ricorrente ha chiesto altresì la liquidazione in proprio favore dellespese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 14 febbraio 2014,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1 del d.lg. 30giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito "Codice")ha invitato il predetto titolare deltrattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato;

VISTAla nota datata 20 febbraio 2014 con la quale Telecom Italia S.p.A.,rappresentata e difesa dall'avv. Giovanni Guerra, ha manifestato la volontà diaderire alla richiesta del ricorrente inviando, con comunicazione riservata alsolo ricorrente, i dati di traffico "in entrata" di cui all'utenza inquestione relativi alla mattina del 5 aprile 2013;

VISTAla nota del 24 febbraio 2014 con la quale il ricorrente ha confermato di averricevuto i dati richiesti con il ricorso e di poter pertanto "definirechiusa la questione";

RITENUTOche deve essere dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensidell'art. 149, comma 2, del Codice, avendo la resistente fornito un sufficienteriscontro alle richieste del ricorrente, sia pure dopo la presentazione delricorso, trasmettendo allo stesso i dati relativi al traffico telefonico entrantesulla propria utenza telefonica fissa con riferimento alla mattina del 5 aprile2013;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; valutatocongruo determinare, su questa base, l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, e ritenuto di porli a carico di Telecom ItaliaS.p.A., nella misura di euro 250, compensandone la residua parte per giustimotivi;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 250 euro, a caricodella Telecom Italia S.p.A. la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia