Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 3 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 182 del 3 aprile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso pervenuto in data 13 gennaio 2014 con cui XY, rappresentato e difesodall'avv. Silvia Petrini, lamentando di aver ricevuto un sollecito di pagamentoper fatture insolute da parte di una società di recupero crediti per conto diFastweb S.p.A. in relazione ad un contratto di telefonia che l'interessato nonaveva mai sottoscritto e in ordine al quale aveva anche presentatodenuncia-querela contro ignoti per furto di identità, ha chiesto a FastwebS.p.A. di conoscere l'origine dei dati personali che lo riguardano, "anchemediante la produzione del contratto che l'odierno ricorrente, a detta dellaFastweb S.p.A., avrebbe con la medesima sottoscritto"; rilevato che ilricorrente ha chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese delprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del d.lg. 30 giugno 2003, n.196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), ha invitato il titolare del trattamento a fornireriscontro alle richieste dell'interessato, nonché la nota del 12 marzo 2014 conla quale questa Autorità ha disposto la proroga del termine per la decisionesul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma 7, del Codice;

VISTAla nota datata 21 febbraio 2014 con la quale Fastweb S.p.A. ha sostenuto che, aseguito della segnalazione del ricorrente, ha svolto gli accertamenti del casodai quali è emerso che il medesimo è stato vittima di un furto di identità daparte di ignoti; rilevato che la società resistente ha sostenuto di averattivato già dal marzo 2013 la procedura di disconoscimento "che implical'annullamento di tutte le morosità pendenti" con estinzione di ognipretesa nei confronti del ricorrente; rilevato, infine, che Fastweb S.p.A. hafornito al ricorrente copia del contratto richiesto;

VISTAla nota inviata in data 21 marzo 2014 con la quale il ricorrente, dopo averricevuto la copia del contratto in questione, di fatto riservato alle piccole emedie imprese, ha disconosciuto, a tutti gli effetti di legge, la firma appostasul contratto dichiarando di non essere mai stato titolare della partita ivariportata nel contratto e che anche all'epoca di sottoscrizione del contrattoegli svolgeva attività dipendente presso uno stabilimento balneare; visto cheil ricorrente si è comunque dichiarato soddisfatto del riscontro ottenuto ed haribadito la richiesta delle spese del procedimento;

RITENUTOdi dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149,comma 2, del Codice, avendo la società resistente fornito adeguato riscontroalle richieste del ricorrente, sia pure dopo la presentazione del ricorso;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; valutatocongruo determinare, su questa base, l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, e ritenuto di porli a carico di Fastweb S.p.A.,nella misura di euro 250, compensandone la residua parte per giusti motivi;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 250 euro, a caricodi Fastweb S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia