Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 27 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 163 del 27 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso pervenuto il 18 dicembre 2013, presentato da Gabriele Chiarini neiconfronti di Tiscali S.p.a., con cui il ricorrente, nel lamentare la ricezionedi e-mail di carattere pubblicitario al proprio indirizzo di posta elettronicaXX@tiscali.it, ha ribadito la richiesta previamente avanzata ai sensi degliartt. 7 e 8 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice")  volta ad opporsi altrattamento dei dati personali che la riguardano per finalità promozionali edha chiesto altresì la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 9 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la nota del 13 febbraio 2014 con cui è stata disposta la proroga deltermine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota datata 3 febbraio 2014 con la quale il ricorrente, nel comunicare chela controparte, oltre a non avere ancora fornito alcun riscontro, continua adinviare con cadenza quotidiana e-mail pubblicitarie al proprio indirizzo diposta elettronica, ha ribadito integralmente le richieste formulate con ilricorso;

VISTAla nota pervenuta via e-mail il 5 marzo 2014 con la quale il titolare del trattamento,nel precisare che l'interpello preventivo è stato erroneamente inviato ad unindirizzo pec utilizzato per soli fini amministrativi/istituzionali e chequesto ha determinato il ritardo con il quale fornisce riscontro alle istanzedell'interessato, ha affermato che "sta provvedendo a cancellare l'emailindicata nel ricorso dalle liste di email marketing";  nella medesimanota la società resistente, nel chiarire che "al ricorrente sonoriconducibili due servizi Tiscali, uno intestato a lui come persona fisica edun altro intestato al suo studio professionale", ha altresì affermato che"il perdurare dell'invio delle mail pubblicitarie tiscali verso la casellaXX@tiscali.it è dipeso dal fatto che il ricorrente () ha opposto il suodiniego sulla schermata del My Tiscali di un altro servizio, quello intestatoal suo studio professionale e associato ad un diverso indirizzo di postaelettronica";

RITENUTOdi dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149,comma 2, del Codice, avendo la società resistente fornito un adeguato riscontroalle richieste dell'interessato, seppure solo nel corso del procedimento;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, inparticolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico diTiscali S.p.A., nella misura di euro 200, previa compensazione della residuaparte;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 200 euro, a caricodi Tiscali S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 27marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia