Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 20 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 145 del 20 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano,componente e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTOil ricorso presentato in data 13 dicembre 2013 dall'avv. XY nei confronti dellaMarcante s.n.c. di Sandra Marcante & C., in qualità di amministratore delCondominio di Via S. Antonio 14 – Milano e dell'avv. Stefano Pieri, inqualità di legale del citato Condominio, con il quale, lamentando di averricevuto da parte del Condominio avvisi di pagamento contenenti importi nondovuti o comunque illegittimamente ripartiti con riferimento alle spesecondominiali ordinarie relative agli esercizi 2011-2012 e 2012-2013 e residuespese straordinarie ed inoltre che le due diffide di pagamento, datate 18dicembre 2012 e 19 febbraio 2013 inviate dall'avv. Stefano Pieri, su incaricodel citato Condominio, sarebbero state indebitamente trasmesse per conoscenzaal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano al quale il ricorrente èiscritto, si è opposto al trattamento dei dati personali che lo riguardano; ilricorrente ha inoltre avanzato richiesta di cancellazione e di blocco,sostenendo la illiceità e inesattezza dei dati trattati, non avendo i citatititolari fornito alcuna giustificazione delle somme pretese, comunque ritenuteinesatte, opponendosi altresì alla comunicazione, ritenuta illecita, delleinformazioni riguardanti una sua presunta morosità al Consiglio dell'Ordinedegli Avvocati di Milano; rilevato che il ricorrente ha chiesto altresì laliquidazione in proprio favore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 9 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice in materia diprotezione dei dati personali, d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito"Codice"), ha invitato i resistenti a fornire riscontro allerichieste dell'interessato, nonché la nota del 10 febbraio 2014 con cui è statadisposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTEle note inviate in data 27 gennaio 2014 dal Condominio resistente e dall'avv.Stefano Pieri con le quali, richiamandosi alla risposta all'interpellopreventivo fornita dall'avv. Pieri con nota del 16 maggio 2013, indirizzataanche al Condominio per conoscenza, hanno sostenuto la liceità del trattamentodei dati riferiti alla morosità del ricorrente; i titolari del trattamentohanno comunque rilevato che il trattamento oggetto del presente ricorso, avendoil ricorrente sanato la morosità pregressa sia a seguito delle diffide inquestione che della notifica da parte del Condominio del decreto ingiuntivo edel pedissequo precetto, può dirsi allo stato cessato, fatto salvo, ovviamente,quanto necessario in relazione agli aspetti legati al giudizio di opposizione adecreto ingiuntivo che il ricorrente, dopo aver pagato, ha comunque promosso;rilevato, inoltre, che i resistenti hanno sostenuto anche la liceità dellacontestata trasmissione per conoscenza al Consiglio dell'Ordine degli Avvocatidi Milano delle due diffide del 18 dicembre 2012 e del 19 febbraio 2013, postoche "la segnalazione al menzionato Ordine, da parte di un Avvocato e/o diun cittadino, di un comportamento (asseritamente) inadempiente di altroAvvocato, onde ottenere dall'Ordine stesso (chiamato, ovviamente, ad esperiretutti gli opportuni accertamenti) gli interventi ed i provvedimenti del caso(ivi compresa l'applicazione di eventuali sanzioni) , ben lungi dal dar luogoad un atto lesivo della privacy ovvero ad un indebito trattamento di datipersonali, costituisce l'esercizio di uno specifico diritto espressamenteprevisto" dagli artt. 5 e 59 del Codice Deontologico Forense (artt. 9 e 64nell'attuale testo in vigore a seguito della delibera del Consiglio NazionaleForense del 31/01/2014): tali norme deontologiche sanciscono infatti il doveredi probità, dignità e decoro dell'Avvocato, anche al di fuori dell'attivitàprofessionale, a salvaguardia della propria reputazione e dell'immagine dellaprofessione forense e prevedono che l'inadempimento dell'Avvocato adobbligazioni estranee all'esercizio della professione assume carattere diillecito disciplinare quando, per modalità o gravità, sia tale da comprometterela dignità della professione e la fiducia dei terzi; rilevato che, inparticolare l'avv. Pieri ha anche allegato diverse pronunce del ConsiglioNazionale Forense "che hanno ritenuto censurabile e lesivo del decoro, nonsolo del professionista, ma, più, in generale, dell'Avvocatura, ilcomportamento dell'Avvocato che non adempia regolarmente le proprieobbligazioni", anche estranee all'esercizio della professione, nonché ilparere del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano reso in data 24gennaio 2014 proprio in relazione alla presente vicenda; rilevato, infine, chel'avv. Pieri ha dichiarato di aver trasmesso, come da richiesta del ricorrente,al menzionato Consiglio dell'Ordine la copia del ricorso al Garante e dellanota di risposta del 27 gennaio 2014 per ogni opportuno provvedimento;

VISTAla nota inviata in data 3 marzo 2014 con la quale il ricorrente, nel contestarela liceità della trasmissione per conoscenza delle diffide in questione alConsiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano, ha sostenuto, invece, che taleinvio avrebbe avuto l'unico scopo "di mortificare ed intimidire" ilricorrente al fine di ottenere il pagamento di importi non dovuti, comesostenuto nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo, e comunque nonsupportati da idonea documentazione; rilevato, infine, che i resistenti hannocomunque omesso di informare il menzionato Consiglio dell'Ordine "deglisviluppi e della verità dei fatti, compresa l'opposizione al Decreto Ingiuntivoe delle relative motivazioni";

VISTEle note inviate in data 6 marzo 2014 con le quali i resistenti hanno nuovamentesostenuto la liceità del trattamento dei dati del ricorrente sia da parte delCondominio resistente "che si è limitato ad agire per il recupero delcredito () nei confronti di un condòmino moroso" sia da parte dell'avv. Pieriche ha agito su incarico del Condominio ed hanno ribadito "che sussiste ilpreciso diritto di informare l'Ordine professionale di comportamentiillegittimi e non consoni da parte di un Avvocato, affinché l'Ordine assuma –sedel caso – i provvedimenti più opportuni, in applicazione del CodiceDeontologico Forense"; rilevato, infine, che le questioni riguardanti lafondatezza delle ragioni creditorie del Condominio non rientrano nellacompetenza del Garante e devono essere vagliate dal Tribunale ove pende ilgiudizio civile fra le parti;

RILEVATOche la vicenda in esame trae origine dalle contestazioni insorte fra ilricorrente ed il Condominio resistente in ordine al pagamento di spesecondominiali, tuttora oggetto di giudizio civile fra le parti talché ogniconclusiva valutazione sulle rispettive ragioni in termini sostanziali èovviamente rimessa all'autorità giudiziaria ordinaria adita;

RILEVATO,nel merito, che dalla documentazione acquisita nel corso dell'istruttoria nonemergono elementi che facciano ritenere illecito il trattamento in questione;ciò, in quanto, sia il Condominio resistente che l'avv. Stefano Pieri,incaricato dal Condominio, hanno trattato i dati riferiti alla morosità delricorrente a tutela delle ragioni creditorie del Condominio nei confronti di uncondòmino ritenuto moroso sulla base di documentazione contabile comunquefornita al ricorrente, anche a seguito di espressa richiesta di quest'ultimo;rilevato, inoltre, che anche la trasmissione per conoscenza delle due diffidein questione al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano non risultaessere stata effettuata in violazione di legge, costituendo, come ampiamentededotto dai resistenti, l'esercizio di un diritto esplicitamente previsto daspecifiche norme del Codice Deontologico Forense, anche nell'attuale testo invigore, aggiornato al 31 gennaio 2014; ritenuto quindi, alla luce delleconsiderazioni sopra esposte, di dover dichiarare infondato il ricorso;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento, in ragione della specificità della vicenda esaminata;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara infondato il ricorso;

2)dichiara compensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 20 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia