Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 13 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 127 del 13 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato al Garante il 3 dicembre 2013 nei confronti diConfapi-Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria (d'ora innanzi,Confapi) con il quale XY, KW di Confapi, rappresentato e difeso dall' avv.Simone Pietro Emiliani, ribadendo le istanze già avanzate ex art. 7 del Codice,d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito "Codice"), ha chiesto lacomunicazione in forma intelligibile dei dati personali che lo riguardano edella loro origine, trattati dalla citata Confapi in relazione: a) allacontestazione disciplinare del 5 luglio 2013 con la quale gli erano stateascritte una serie di pretese mancanze agli obblighi previsti dalla propriacarica, risalenti al periodo novembre 2012-giugno 2013; b) al successivolicenziamento per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c. e, nell'ipotesi dimancato riconoscimento della giusta causa, per pretese ragioni organizzative aisensi dell'art. 2118 c.c., in conseguenza dell'asserito avvio di un piano diriduzione del numero dei dirigenti e della pretesa impossibilità economica efinanziaria di sostenere il costo del rapporto di lavoro con il ricorrente; c)alla delibera del Consiglio Direttivo del 5 luglio 2013 avente ad oggetto larevoca del ricorrente dalla carica di KW, nonché alla delibera della Giunta diPresidenza del 15 luglio 2013 relativa al menzionato piano di riduzione delnumero dei dirigenti; rilevato che il ricorrente ha anche dichiarato nelricorso di avere impugnato in via stragiudiziale il suo licenziamento conlettera raccomandata del 6 settembre 2013, riservandosi di proporre ogni azionea tutela dei propri diritti nelle sedi opportune, e di aver anche propostoricorso per decreto ingiuntivo presso il Tribunale di Roma volto ad ottenere ilpagamento da parte di Confapi delle retribuzioni che la società a partire damaggio 2013 avrebbe cessato di corrispondergli; rilevato che il ricorrente haanche chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 13 dicembre 2013,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 27 gennaio 2014 con la quale, ai sensidell'art. 149 comma 7, è stata disposta la proroga dei termini delprocedimento;

VISTAla nota datata 8 gennaio 2014 con la quale Confapi, nel premettere di avertrattato i dati anagrafici e amministrativo-contabili che riguardano il ricorrentein relazione al rapporto consulenziale prima, e dirigenziale poi, che ha legatoil ricorrente a Confapi sino al licenziamento di quest'ultimo, ha sostenuto chenelle citate riunioni di Giunta e del Direttivo confederale sarebbero statitrattati esclusivamente documenti di matrice confederale relativi ad attivitàsvolta dal ricorrente in qualità di KW di Confapi di cui quest'ultimo, dato ilruolo ricoperto, non può non essere a conoscenza; rilevato che, in ogni caso,essendo le informazioni oggetto di ricorso contenute in documenti che verrannoprodotti a difesa di Confapi nei procedimenti già instaurati e instaurandi dalricorrente a seguito del suo licenziamento (procedimenti espressamente citatinel ricorso medesimo), la resistente ritiene di non poter comunicare nessunaulteriore informazione al ricorrente oltre quelle già rese, posto che sussiste,a proprio parere, "un rischio di pregiudizio effettivo e concreto alladifesa delle ragioni datoriali nella successiva sede giudiziaria" chegiustifica il differimento dell'esibizione di tali dati;

VISTAla memoria inviata in data 13 gennaio 2014 con la quale il ricorrente haribadito la natura di dato personale delle informazioni oggetto di ricorso; ciò,sia con riferimento alle informazioni riguardanti suoi pretesi inadempimenti aidoveri di KW trattati dalla resistente nell'ambito del procedimentodisciplinare che ha condotto al licenziamento per giusta causa del medesimo,sia con riferimento a tutte le informazioni riguardanti l'esistenza del pretesopiano di riduzione dei dirigenti "sulla scorta del quale sarebbe statocomunque necessario provvedere al licenziamento del Ricorrente per ritenuteragioni organizzative"; rilevato, infine, che, quanto al c.d. diritto didifferimento previsto dall'art. 8 comma 2 lett. e) del Codice, il ricorrente hasostenuto che Confapi non avrebbe fornito alcun riscontro fattuale e probatoriodella sussistenza del rischio del pregiudizio effettivo e concreto a difesadelle ragioni datoriali nella successiva sede giudiziaria né della temporaneitàdel medesimo;

VISTOil verbale dell'audizione tenutasi presso gli uffici del Garante in data 16gennaio 2014 nella quale il ricorrente, sempre in merito all'applicabilità delcitato art. 8 comma 2 lett. e) del Codice, ha sostenuto che"nell'eventuale giudizio di impugnazione del licenziamento", nessunadelle informazioni oggetto di ricorso "potrebbe essere taciuta dall'exdatore di lavoro, stante il disposto dell'art. 5 della legge 604/66 e dellagiurisprudenza relativa. Pertanto, dalla comunicazione in questa sede, l'exdatore di lavoro non potrebbe subire alcun pregiudizio che non sia quello dianticipare temporalmente la comunicazione di tali informazioni rispetto almomento temporale della costituzione in giudizio"; rilevato che, in sededi audizione, Confapi, invocando il disposto del citato art. 8, ha ribaditoche, avendo il ricorrente espressamente dichiarato di voler impugnare illicenziamento in via giudiziale, la stessa intende differire l'esibizione deidati in questione successivamente all'esercizio delle proprie ragioni nelrelativo procedimento giudiziario ed ha anche sostenuto come, a proprio parere,"il ricorso costituisca solo un mezzo per ottenere anticipatamente della documentazioneda utilizzare in giudizio", circostanza che, stante la distribuzionedell'onere della prova nel processo del lavoro, finirebbe per avvantaggiare ilricorrente "ad evidente danno delle chanches difensive dellaConfapi";

RILEVATOche, ai sensi dell'art. 8 comma 2 lett. e), del Codice, i diritti di cuiall'articolo 7 non possono essere esercitati con richiesta al titolare o alresponsabile o con ricorso ai sensi dell'articolo 145, se i trattamenti di datipersonali sono effettuati per far valere o difendere un diritto in sedegiudiziaria, limitatamente al periodo durante il quale potrebbe derivarne unpregiudizio effettivo e concreto per l'esercizio del diritto in sedegiudiziaria; rilevato che la valutazione dell'esistenza del pregiudizioeffettivo deve essere effettuata caso per caso, anche in relazione ai dirittispecificamente esercitati e sulla base di concreti elementi forniti dal titolaredel trattamento o comunque risultanti dagli atti;

RITENUTOche la società resistente – che risulta aver raccolto e trattato i datipersonali dell'interessato per far valere e difendere il proprio diritto direcedere dal rapporto di lavoro con l'interessato ex art. 2119 cod. civ. e, insubordine, ex art. 2118 c.c.– ha fornito, nel caso di specie, elementisufficienti a supporto della propria richiesta di differimento, rappresentandol'esistenza di una situazione contenziosa testimoniata dal procedimentomonitorio in corso presso il Tribunale di Roma volto ad ottenere il pagamentodi retribuzioni non pagate da Confapi e precontenziosa, alla luce del possibileinstaurando procedimento giudiziario dinanzi al giudice del lavoro per lacontestazione del licenziamento; ritenuto che la resistente ha infattiprecisato che la messa a disposizione al ricorrente dei dati oggettodell'istanza comprometterebbe le proprie possibilità difensive nell'eventuale,ma dichiarata, impugnazione giudiziale del licenziamento; ritenuto quindi che,in relazione alle specifiche circostanze rappresentate e sulla base delladocumentazione in atti, risulta allo stato legittimo il differimentodell'esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del Codice ai sensi del citatoart. 8 comma 2 lett. e) del medesimo Codice e che pertanto il ricorso deveessere dichiarato infondato;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara infondato il ricorso;

b)dichiara compensate le spese tra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 13 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia