Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 13 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 126 del 13 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso pervenuto al Garante il 17 gennaio 2014, presentato nei confronti diGenerali Italia S.p.A., con il quale XY, rappresentato e difeso dagli avv.tiGiovanni Molin e Andrea Andrich, non avendo ottenuto idoneo riscontro allarichiesta previamente formulata ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), haribadito la propria istanza volta ad ottenere la comunicazione in formaintelligibile di tutti i dati personali che lo riguardano, contenuti nellaperizia medico-legale redatta dal medico fiduciario incaricato dalla compagniaassicuratrice, "e per conto di questa trattati () da G.B.S. –Generali Business Solutions Sc.p.A.", "afferenti la storia clinica edi dati anamnestici" del medesimo, nonché le "correlative conclusionimedico-legali (che presentano carattere di oggettività)"; il ricorrente hachiesto altresì la liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per ilprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 28 gennaio 2014,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste del ricorrente;

VISTAla nota, datata 21 febbraio 2014, con cui il titolare del trattamento, nelfornire riscontro anche per conto di "Società Generali Business Solutions() appartenente al Gruppo Generali, che opera in nome e per conto di GeneraliItalia, in qualità di responsabile privacy esterno del titolare", haprovveduto a trasmettere alla controparte copia integrale della periziamedico-legale dal medesimo detenuta, precisando che ciò si è reso possibile pereffetto del venir meno delle "circostanze – pendenza delletrattative per la definizione transattiva del contenzioso in essere - cheavevano in precedenza comportato un riscontro negativo";

VISTAla nota, datata 26 febbraio 2014, con cui l'interessato ha confermato di averricevuto "in data 25 febbraio 2014 () copia della documentazione (periziamedico-legale) di cui è stata, in un primo tempo, negata la comunicazione",ribadendo altresì la richiesta di liquidazione delle spese sostenute per ilprocedimento;

RILEVATO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149,secondo comma, del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso, avendo iltitolare del trattamento fornito un riscontro ritenuto sufficiente, sia puresolo dopo la presentazione del ricorso;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, e ritenuto di porli a carico di Generali Italia S.p.A.,nella misura di euro 250, in ragione del mancato, tempestivo riscontro allerichieste del ricorrente, compensando la residua parte per giusti motivi;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg.30 giugno 2003, n. 196);

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREil dott. Antonello Soro;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di euro 250 a caricodi Generali Italia S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 13 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Soro

Il segretario generale
Busia