Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 13 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 133 del 13 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso pervenuto il 6 dicembre 2013, presentato da XY (rappresentato edifeso dall'avv. Manuela Miglietta) nei confronti di Telecom Italia S.p.A., concui il ricorrente, non avendo ottenuto riscontro all'istanza previamenteavanzata ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice in materia di protezione deidati personali, d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito "Codice"),ha ribadito le proprie richieste volte ad avere conferma dell'esistenza di datipersonali che lo riguardano e ad ottenere la loro comunicazione in forma intellegibile,nonché di conoscere l'origine dei dati, le finalità, le modalità e la logicadel loro trattamento, gli estremi identificativi del titolare e delresponsabile eventualmente designato e i soggetti o categorie di soggetti cui idati possono essere comunicati; rilevato che il ricorrente si è opposto altrattamento dei dati per fini pubblicitari; rilevato infine che il ricorrenteha chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 dicembre 2013con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la nota del 22 gennaio 2014 con la quale questa Autorità ha disposto laproroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma7, del Codice;

VISTEle note pervenute via e-mail l'8 e il 15 gennaio 2014 con le quali il titolaredel trattamento, nel fornire riscontro alle diverse istanze formulate dal ricorrente,ha precisato che l'interpello preventivo è stato dallo stesso erroneamenteinviato alla sede legale anziché al Servizio clienti "indicato qualeresponsabile del trattamento nel testo di informativa fornito all'interessatoin sede di attivazione dell'utenza telefonica prepagata";

VISTEle memorie datate 10 e 17 gennaio 2014 con le quali il ricorrente,nell'affermare di non condividere le motivazioni addotte dalla resistente agiustificazione del ritardo con il quale ha fornito riscontro alle proprierichieste, ha ribadito la richiesta di liquidazione in proprio favore dellespese del procedimento;

RITENUTOdi dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149,comma 2, del Codice, avendo il titolare del trattamento fornito un adeguatoriscontro alle richieste del ricorrente, seppure solo nel corso delprocedimento;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo,su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerentiall'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro 150 perdiritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare,alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico di Telecom ItaliaS.p.A., nella misura di euro 150, previa compensazione della residua parte;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 150 euro, a caricodi Telecom Italia S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 13 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia