Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 6 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 113 del 6 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 28 novembre 2013 nei confronti del Comune diSavona-Comando di Polizia municipale, con cui XY, in qualità di dipendente delmedesimo ente, attualmente in regime di sospensione cautelare per effetto di unprocedimento penale, tuttora pendente, nel quale è imputato, ha chiesto,ribadendo le istanze già avanzate ai sensi dell'art. 7 del Codice in materia diprotezione dei dati personali, d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito"Codice"), di accedere "a tutti i dati personali a sé riferiti ea ogni informazione di carattere personale a questi riconducibile", nonché,"al fine di arginare ulteriori e ricorrenti pregiudizi a danno delriferente, il blocco di tutti i dati trattati e l'immediata sospensione di ognioperazione dei trattamenti a sé riferiti"; il ricorrente ha, inparticolare, rappresentato che l'Amministrazione resistente, in qualità didelegata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Savona disvolgere, per suo conto, indagini relative ai fatti per i quali l'interessato èoggi imputato, avrebbe, a fronte di un'istanza ritualmente presentata dalmedesimo, opposto diniego alla richiesta di accesso agli atti relativi allepredette indagini; l'interessato ha altresì contestato la legittimità dellaperdurante conservazione di tali atti, contenenti peraltro dati sensibili egiudiziari dell'interessato, da parte del datore di lavoro che li avrebbeoriginariamente acquisiti nella veste di organo di Polizia Giudiziaria delegatoalle indagini; il ricorrente ha chiesto infine la liquidazione in propriofavore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 10 dicembre 2013con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitatol'Amministrazione resistente a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 24 gennaio 2014 con cui è stata dispostala proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 30 dicembre 2013, con cui il Comune di Savona ha dichiarato dinon aderire alle richieste dell'interessato, riservandosi di svolgere leproprie difese in modo più puntuale con una memoria successiva "dapresentare entro al data del 7/1/2014"; vista la nota, datata 3 gennaio2014, con cui il medesimo Comune, nel ripercorrere brevemente la vicendarelativa alla richiesta di accesso di cui il ricorrente ha lamentato ildiniego, ha chiarito che, in realtà, in esecuzione della predetta istanza,nonché del conforme parere reso dalla Commissione per l'accesso successivamenteadita dal ricorrente, "in data 05/08/2013, il signor XY visionava ilproprio fascicolo personale, formato e detenuto dalla Polizia Municipale delComune di Savona in qualità di datore di lavoro, composto da n. 2 faldonirelativi alle annualità dal 1987 al 1998 e dal 1999 sino ad oggi e rilevava"l'assenza totale di atti attinenti le indagini di natura penale espletateda questo Comando nell'anno 2005, comprensivi di tutti i documentiacquisiti" e dichiarava di "non ritenere assolto il diritto di accessoagli atti del proprio fascicolo personale, stante la mancata esibizione in dataodierna di tutta la documentazione riguardante lo stesso", con ciòriferendosi non al "fascicolo personale del signor XY formato e detenutodal Corpo Polizia Municipale ai fini del rapporto di lavoro, ma () alladocumentazione inerente le indagini penali effettuate dalla Polizia Municipalenell'anno 2005 e che sono sfociate nel procedimento penale, tutt'oggi pendenteinnanzi al Tribunale di Savona"; la resistente, nel rilevare l'avvenutaproposizione da parte dell'interessato di un ricorso giurisdizionale avverso ilpredetto diniego, "tutt'oggi pendente innanzi il Tar Liguria",notificato alla medesima  anteriormente all'avvio dell'analoga procedurainnanzi al Garante, ha, in primo luogo, eccepito l'inammissibilità diquest'ultima, sollevando l'eccezione di litispendenza di cui all'art. 145, comma2, del Codice, e rappresentandone, in subordine, l'infondatezza in quantoriguardante comunque atti di indagine espletati "da parte della Polizia Municipalein qualità di soggetto delegato da parte dell'Autorità Giudiziaria",relativi ad un procedimento penale in corso, detenuti, proprio in ragione ditale pendenza, "in ambito separato rispetto al fascicolo deldipendente" e rispetto ai quali "debbono essere osservate le regoledettate dal codice di procedura penale e, in particolare, dall'art. 116";

VISTAla nota, datata 21 gennaio 2014, con cui il ricorrente, nel ribadire le proprieistanze, ha eccepito l'inconferenza delle motivazioni addotte dal Comuneresistente a fondamento del diniego opposto alla richiesta di accesso ai datipersonali avanzata dal medesimo, rilevando il diverso ambito di applicazione,rispetto ai diritti previsti dal Codice, della normativa in materia di accessoagli atti amministrativi di cui alla legge n. 241/1990 e s.m.i., nonché delledisposizioni contenute nel codice di procedura penale parimenti citate daltitolare del trattamento; l'interessato ha altresì contestato la compatibilità,in capo al medesimo soggetto, del ruolo di datore di lavoro, nonché di organodelegato alle indagini penali riguardo a fatti relativi a propri dipendenti,rappresentando profili di illegittimità nel trattamento dei dati giudiziari chelo riguardano sia sotto il profilo della perdurante conservazione degli stessianche oltre il termine di scadenza delle indagini, in violazione del principiodi necessità, sia affermando che gli stessi sarebbero stati indebitamentecomunicati a soggetti privi di titolo, riferendosi, nello specifico, ad unacorrispondenza intercorsa tra il Comune di Savona e l'omonima Prefettura;

VISTAla nota, datata 6 febbraio 2014 con cui l'Amministrazione resistente, nel ribadirequanto già esposto nella precedente memoria, ha confermato, in particolare, laritenuta improcedibilità del ricorso in quanto, in ordine alla richiesta diaccesso ai dati personali contenuti nel fascicolo personale del dipendente,"il ricorrente ha avuto integrale, completo, satisfattivo accesso ai datie alle informazioni richiesti" in occasione dell'accesso agli attiavvenuto in data 5 agosto 2013, come risultante peraltro dal verbale allegato,ribadendo, riguardo alle informazioni relative alle indagini penali condottenel 2005 dal Comune medesimo, che quest'ultimo, a garanzia della correttezzadei trattamenti effettuati, "conserva separatamente i fascicoli e leinformazioni relative alle indagini penali di cui al giudizio pendente al n.R.G. () ed i fascicoli personali del signor XY, dipendente della PoliziaMunicipale del Comune di Savona", aggiungendo che tali atti sarebberosottratti all'accesso in virtù del disposto dell'art. 47 del d.lgs. 196/2003trattandosi di dati riferiti ad indagini condotte su delega dell'AutoritàGiudiziaria, alla quale peraltro, nell'ambito del procedimento di accesso agli atti,è stata chiesta apposita autorizzazione all'ostensione; il titolare deltrattamento ha inoltre rilevato, in merito alle illegittimità, affermate dalricorrente, di alcune operazioni di trattamento effettuate dal Comune diSavona, ha chiarito, con particolare riguardo alle comunicazioni inviateall'omonoma Prefettura, di aver semplicemente corrisposto a delle richiesteavanzate da quest'ultima riferendo "circostanze relative allo stato diservizio del signor XY";

VISTAla nota, datata 18 febbraio 2014, con cui il ricorrente, nel ribadire leproprie perplessità in ordine alla compatibilità, con il ruolo di datore dilavoro contemporaneamente svolto, della funzione assolta dall'Amministrazione resistente in ordine alle indagini penali effettuate nei confronti delmedesimo, ha rinnovato le richieste avanzate con il ricorso non reputandosoddisfacente il riscontro ottenuto;

RILEVATOche occorre, preliminarmente, ribadire la distinzione, delineata in piùoccasioni dall'Autorità, tra la richiesta di accesso a documenti contenentidati personali, come tale soggetta alle norme di cui alla legge n. 241/1990 es.m.i., e le istanze avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice, volte adottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati personali riferiti all'interessatocontenuti nei medesimi documenti; con riferimento a quest'ultimo tipo dirichieste l'art. 10 del Codice prevede, in particolare, che i dati sianoestratti a cura del responsabile o degli incaricati e comunicati, a titologratuito, all'interessato anche oralmente, ovvero offerti in visione mediantestrumenti elettronici, o, se vi è specifica richiesta, comunicati mediantetrasposizione dei medesimi su supporto cartaceo o informatico, in ogni casoprevio oscuramento di eventuali dati relativi a terzi; rilevato, inoltre, chela previsione di cui all'art. 10, comma 4, del Codice, che attribuisce altitolare del trattamento, qualora l'estrazione dei dati risulti particolarmentedifficoltosa, la facoltà di fornire riscontro "attraverso l'esibizione ola consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personalirichiesti", è diretta ad agevolare il riscontro da parte del titolare,senza per questo trasformare l'istanza di accesso ai dati personali inun'istanza di accesso a documenti; rilevato altresì che, alla luce dellapredetta distinzione, nel caso di specie non può invocarsi, come inveceeccepito dal Comune resistente, la litispendenza, di cui all'art. 145, secondocomma, del Codice, tra il procedimento pendente presso il Tar Liguria, avente adoggetto il parziale diniego all'accesso agli atti detenutidall'Amministrazione, ed il contemporaneo procedimento pendente innanzi alGarante, avente ad oggetto l'accesso ai dati personali contenuti nei medesimiatti, non essendovi  perfetta coincidenza dell'oggetto dei dueprocedimenti;

RILEVATOche, riguardo ai dati personali contenuti nel fascicolo personale deldipendente trattati dal Comune di Savona in qualità di datore di lavoro, questiultimi risultano essere già stati comunicati al ricorrente in occasionedell'accesso agli atti svoltosi in data 5 agosto 2008, come risulta da appositoverbale, sottoscritto anche dall'interessato, in cui è chiaramente precisatoche "l'accesso ai propri atti e documenti avviene anche nelle previsionidi cui al Decreto Legislativo 196/2003 e successive modifiche";

RILEVATOinvece, che, riguardo ai dati contenuti negli atti relativi alle indaginipenali condotte nel 2005 dal Comune di Savona su delega della Procura dellaRepubblica presso il Tribunale penale di Savona, questi ultimi sono statiacquisiti, e sono attualmente detenuti, dall'Amministrazione resistente infunzione del ruolo dalla medesima svolto in qualità di organo di poliziagiudiziaria delegata alle indagini dall'Autorità giudiziaria, alla quale infattirisulta assimilabile ai fini dell'applicazione dell'art. 8, comma 2, lett.g),del Codice che esclude espressamente, in materia di esercizio dei diritti dicui all'art. 7, nonché del successivo, eventuale, procedimento su ricorso, itrattamenti effettuati a fini di giustizia, intendendosi come tali, ai sensidell'art. 47, secondo comma, del Codice, "i trattamenti di dati personalidirettamente correlati alla trattazione giudiziaria di affari e dicontroversie"; ciò ferma restando la sussistenza, in capo all'interessato,della facoltà di avvalersi, al fine di ottenere le informazioni richieste, dellespecifiche disposizioni dettate in materia dal codice di procedura penale,tenuto anche conto della sua qualità di parte processuale nel procedimentopenale tuttora in corso; rilevato altresì di non poter esaminare in questa sedela richiesta, contenuta nel ricorso, di blocco dei trattamenti posti in esseredalla resistente, trattandosi di istanza, peraltro esposta in maniera generica,avanzata per la prima volta con l'atto introduttivo del procedimento;

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149,secondo comma, del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso in ordine allarichiesta di accesso ai dati personali del ricorrente contenuti nel fascicolopersonale del medesimo detenuto dal Comune di Savona in qualità di datore dilavoro, avendo quest'ultimo già fornito riscontro in epoca anteriore allapresentazione del ricorso, come dimostrato dal verbale allegato nel corso delprocedimento;

RITENUTO,invece, di dover dichiarare il ricorso inammissibile in ordine ai restantiprofili;

RITENUTOaltresì che sussistono giusti motivi per compensare le spese del procedimentofra  le parti;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alla richiesta di accessoai dati personali del ricorrente contenuti nel fascicolo personale del medesimodetenuto dal Comune di Savona in qualità di datore di lavoro;

b)dichiara il ricorso inammissibile in ordine ai restanti profili;

c)dichiara compensate le spese del procedimento fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia