Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 6 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 116 del 6 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso presentato in data 29 novembre 2013 nei confronti di Progetto AcquaFirenze s.r.l. e Fiditalia S.p.A., con il quale XY (rappresentato e difesodagli avvocati Gianluca Di Ascenzo e Pietro Bassotti), ha sostenuto di aversottoscritto in data 10 gennaio 2013 con Progetto Acqua Firenze s.r.l. unaproposta di acquisto di un purificatore di acqua mediante finanziamento erogatoda Fiditalia S.p.A. nella cui domanda afferma di aver però deliberatamenteomesso di indicare l'IBAN completo per l'addebito in conto corrente delle ratedi rimborso, avendo concordato con l'incaricata della società venditrice chetali informazioni bancarie sarebbero state fornite nei giorni successivi,"anche al fine di verificare il contenuto del contratto, e che, fin quandotali dati non fossero stati forniti, il contratto non avrebbe avutoefficacia", circostanza che sarebbe confermata peraltro dalla e.mail del19 gennaio 2013 con la quale la stessa incaricata gli sollecitava lacomunicazione dell'IBAN; rilevato che, nonostante tali intese, sia la proposta diadesione che la richiesta di finanziamento venivano comunque formalizzateattraverso il loro deposito da parte dell'incaricata tanto che in data 6febbraio 2013 il ricorrente aveva ricevuto una comunicazione da FiditaliaS.p.A. nella quale gli veniva comunicato lo storno della domiciliazionebancaria per il rimborso delle rate per l'erroneità dell'IBAN ivi indicato cheil ricorrente aveva riscontrato essere assolutamente non corrispondente alproprio; in seguito, il ricorrente, senza aver ricevuto dalla societàvenditrice l'accettazione della proposta di adesione né il prodotto ordinato,ha comunque, con lettera del 15 febbraio 2013 indirizzata ad entrambe le società,esercitato il recesso dal contratto con Progetto Acqua Firenze s.r.l.sostenendo anche che il finanziamento non gli sarebbe stato ancora erogato,recesso che veniva comunque ritenuto da Progetto Acqua Firenze s.r.l.esercitato fuori termine e pertanto illegittimo; nonostante le contestazioni inatto, Fiditalia S.p.A., senza aver mai consegnato, a detta del ricorrente,l'informativa ai sensi dell'art. 5 del codice di deontologia e buona condottaper i sistemi di informazioni creditizie (s.i.c.) gestiti da privati, avevaprovveduto a segnalare l'inadempimento del ricorrente nel pagamento delle ratedi rimborso ai sistemi di informazioni creditizie di riferimento; rilevato cheil ricorrente ha chiesto con istanza ex art. 7 del Codice in materia diprotezione dei dati perosnali , d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito"Codice") e con il successivo ricorso ex art. 145 del Codice aProgetto Acqua Firenze s.r.l. e a Fiditalia S.p.A. la cancellazione dellesegnalazioni negative censite a suo nome presso i s.i.c. perché ritenuteillecite sostenendo che le due citate società avrebbero tentato, senza il suoconsenso, di ottenere l'addebito diretto sul conto corrente bancario delle ratedel finanziamento comunicando un IBAN errato; rilevato che il ricorrente haanche chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota dell'11 dicembre 2013con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato lasocietà resistenti a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonchéla nota del 27 gennaio 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine perla decisione sul ricorso;

VISTAla nota inviata in data 9 gennaio 2014 con la quale Fiditalia S.p.A. hasostenuto di aver ricevuto da Progetto Acqua Firenze s.r.l. una domanda difinanziamento completa in ogni sua parte , ivi compreso l'IBAN perl'attivazione della domiciliazione R.I.D. (di cui ha fornito copia) tanto chel'erogazione del finanziamento ha avuto seguito con il pagamento a ProgettoAcqua Firenze s.r.l. della somma prevista e la successiva attivazione (anzitentativo di attivazione) della domiciliazione bancaria, modalità di pagamentoche risulta peraltro essere stata scelta per il rimborso delle rate dallostesso ricorrente come evidenzia la sottoscrizione dello stesso apposta nellarelativa sezione della domanda di finanziamento in questione; tra l'altro,anche prima di informare, in data 6 febbraio 2013, il ricorrente circa lostorno della domiciliazione bancaria, Fiditalia S.p.A. aveva confermato alricorrente stesso, con lettera datata 22.1.2013, l'erogazione del finanziamentodi cui riepilogava le condizioni indicando anche l'IBAN che il ricorrente ha inseguito disconosciuto; inoltre, Fiditalia S.p.A. ha dichiarato che ilricorrente avrebbe ricevuto l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice equella prevista dall'art. 5 del codice deontologico sui s.i.c., rilasciando ilconsenso al trattamento e alla comunicazione dei dati ai s.i.c., come risultadalla sottoscrizione della relativa clausola contrattuale; Fiditalia S.p.A. hasostenuto che, non avendo il ricorrente provveduto, nonostante i solleciti, adonorare le rate di rimborso del finanziamento, anche con modalità diverse dalladomiciliazione bancaria, aveva lecitamente comunicato l'inadempimento delricorrente ai s.i.c. gestiti da Crif S.p.A. e CTC-Consorzio per la tutela delcredito; la società finanziaria ha dichiarato inoltre di essere terza rispettoal rapporto contrattuale tra il ricorrente e la società venditrice la qualecontinua a ritenere valido il contratto di vendita in questione (posto che asuo dire il ricorrente non avrebbe tempestivamente esercitato il diritto direcesso impedendo altresì costantemente al fornitore di installare ilpurificatore d'acqua acquistato) e non è pertanto disponibile a restituire aFiditalia S.p.A. la somma ricevuta;

VISTAla memoria inviata in data 9 gennaio 2014 con la quale Progetto Acqua Firenzes.r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Marco Antonio Vallini, ha dichiaratoche il contratto stipulato tra Progetto Acqua Firenze s.r.l. e il ricorrente èun contratto per la fornitura di beni e servizi stipulato con un consumatore aldi fuori dei locali commerciali, che non richiede l'accettazione del venditorema dal quale il consumatore può recedere inviando al venditore una letteraraccomandata a/r entro dieci giorni lavorativi dalla data di sottoscrizione delcontratto (come indicato chiaramente nelle condizioni generali di contratto),diritto di recesso che il ricorrente non ha invece tempestivamente esercitatoavendo inviato la relativa lettera solo in data 15 febbraio 2013, quindi dopooltre un mese dalla sottoscrizione del contratto avvenuta invece in data 10gennaio 2013; inoltre, tale società ha anche aggiunto che dalla lettura delcontratto di finanziamento fornito in copia da Fiditalia S.p.A. emerge che nelcontratto è stato indicato un IBAN, risultato in seguito errato, ed è statadata dal ricorrente l'autorizzazione all'addebito diretto sul conto correntedelle rate di rimborso del finanziamento;

VISTAla memoria inviata in data 9 gennaio 2014 con la quale il ricorrenterichiamando le considerazioni precedentemente formulate ha ribadito lerichieste avanzate con l'atto di ricorso;

RITENUTOche restano impregiudicati i profili attinenti alla validità ed alla efficaciadel contratto intercorso fra lo stesso e Progetto Acqua Firenze s.r.l. anche inrelazione al corretto e tempestivo esercizio del diritto di recesso chepotranno, se del caso, essere sollevati dal ricorrente dinanzi all'autoritàgiudiziaria ordinaria;

RILEVATOtuttavia che dalla documentazione in atti emerge che quest'ultimo hasottoscritto sia la proposta di adesione che la richiesta di finanziamentorilasciando il consenso al trattamento dei dati da parte della societàfornitrice del bene e della società finanziaria dopo aver ricevuto dalle citatesocietà l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice; in particolare, perquanto concerne Fiditalia S.p.A. risulta che quest'ultima abbia reso alricorrente anche l'informativa ai sensi dell'art. 5 del codice di deontologia ebuona condotta sui s.i.c. con l'indicazione delle società cui i dati delricorrente sarebbero stati comunicati in caso di inadempimento;

RILEVATOinoltre che la richiesta di cancellazione delle informazioni di tipopregiudizievole censite nei sistemi di informazioni creditizie deve essereritenuta inammissibile nei confronti di Progetto Acqua Firenze s.r.l. posto chetale società non aderisce a tali sistemi ai quali non risulta abbia comunicatoalcun dato del ricorrente;

RILEVATOinvece che la richiesta di cancellazione delle informazioni pregiudizievolirelative al ricorrente attualmente censite nei s.i.c. deve essere ritenutainfondata nei confronti di Fiditalia S.p.A. essendo stato dimostrato nel corsodel procedimento che il ricorrente non ha provveduto a corrispondere allasocietà finanziaria le rate di rimborso del finanziamento regolarmente erogatoalle quali, indipendentemente dalle problematiche legate alla mancataattivazione della domiciliazione bancaria, avrebbe dovuto provvedere con altremodalità di pagamento, come peraltro sollecitato dalla stessa società;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese delprocedimento;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara il ricorso inammissibile nei confronti di Progetto Acqua Firenzes.r.l.;

2)dichiara il ricorso infondato nei confronti di Fiditalia S.p.A.;

3)dichiara compensate fra le parti le spese del procedimento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia