Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 91 del 20 febbraio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, dellaprof.ssa Licia Califano e della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti edel dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTOil ricorso pervenuto al Garante il 13 novembre 2013, presentato nei confronti diQBE Insurance Europe Ltd c/o Schwegler Associated, con il quale XY,rappresentato e difeso dall'avv. Andrea D'Amico, (che nel 2010 aveva avanzatoun'istanza risarcitoria all'Università Cattolica del Sacro Cuore per i dannisubìti in conseguenza delle cure alle quali era stato sottoposto presso ilPoliclinico "Gemelli" di Roma), non avendo ottenuto idoneo riscontroalla richiesta previamente formulata ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice inmateria di protezione dei dati personali (d.lg. n. 196/2003), ha ribadito lapropria istanza volta ad accedere ai dati personali che lo riguardano contenutinella perizia medico-legale redatta dal medico fiduciario della compagniaassicuratrice, "comprese le valutazioni effettuate dal predetto medico etutti gli elementi di giudizio contenuti nello stesso elaborato";

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 22 novembre 2013,con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste del ricorrente,nonché l'ulteriore nota del 9 gennaio 2014 con cui è stata disposta la prorogadel termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota anticipata via e-mail il 9 dicembre 2013 con la quale la compagniaresistente, nell'inviare al ricorrente "l'elaborato peritale del medicofiduciario degli assicuratori, nella parte contenente i dati sensibiliafferenti il paziente" ha ribadito  quanto già rappresentatoall'interessato con nota del 17 dicembre 2012 dichiarando il proprio diniego aconsentire l'accesso alle "considerazioni di natura contrattuale e distrategia difensiva comunicate dal medico legale fiduciario degliassicuratori"; ciò in quanto, trattandosi di una valutazione medico legalesulla cui base è stata respinta la richiesta risarcitoria formulata dalricorrente, "allo stato persiste una condizione di conflittualità epertanto risponde a precise istanze difensive il diritto della societàresistente di differire l'accesso alle considerazioni di natura contrattuale edi strategia difensiva comunicate dal medico fiduciario";

VISTAla nota pervenuta via e-mail il 13 dicembre 2013 e il verbale dell'audizionetenutasi presso questa Autorità il 16 dicembre 2013 nei quali il ricorrente,nell'evidenziare "l'assenza di azioni giudiziarie in corso tra leparti", ha ribadito la richiesta di avere accesso a tutti i dati personalicontenuti nella perizia medico legale in questione, (ivi comprese "levalutazioni relative al riconoscimento dell'invalidità permanente e/otemporanea attinente al medesimo"), escludendo l'applicabilità al caso dispecie del temporaneo differimento di cui all'art. 8, comma 2, lett. e) delCodice;

VISTEle note pervenute via e-mail il 20 dicembre 2013 e il 2 gennaio 2014, con lequali la società resistente, nell'evidenziare che lo svolgimento dei fattiattesta l'esistenza di "una situazione pre-contenziosa suscettibile disfociare in una controversia giudiziaria", ha sottolineato l'esigenza ditutelare il proprio diritto di difesa ribadendo così il proprio diniego aconsentire all'interessato l'accesso alla parte valutativa della perizia medicolegale, anche alla luce dell'avvenuta formulazione di "una formalerichiesta risarcitoria nei confronti dell'Università";

RILEVATOpreliminarmente che, con specifico riferimento ai dati di tipo valutativo chesono contenuti nelle perizie medico-legali redatte in ambito assicurativo,l'esercizio del diritto di accesso di cui al citato art. 7 del Codice puòriguardare, in termini generali, le sole informazioni di carattere personale enon anche, secondo quanto disposto dall'art. 8, comma 4, del medesimo Codice,l'indicazione di condotte da tenersi o di decisioni in via di assunzione daparte del titolare del trattamento, o possibili considerazioni a caratteredifensivo o di strategia contrattuale o processuale eventualmente espresse insede di consulenza;

CONSIDERATOche, nel caso in esame, la resistente ha invocato la disposizione di cuiall'art. 8, comma 2, lettera e), del Codice, che prevede il temporaneodifferimento dell'esercizio dei diritti previsti dall'art. 7 del medesimoCodice, solo nel caso e per il periodo da cui potrebbe derivarne pregiudizioper lo svolgimento di cd. "indagini difensive" o, comunque, per farvalere un diritto in sede giudiziaria e che la valutazione dell'esistenza di uneffettivo pregiudizio ai sensi della citata disposizione deve essere effettuatadal Garante caso per caso e sulla base di concreti elementi forniti daltitolare del trattamento o comunque risultanti dagli atti;

RITENUTOche, alla luce degli elementi di valutazione forniti dalle parti, risultanosufficientemente motivate le ragioni prospettate dalla società resistente voltea non pregiudicare l'esercizio del proprio diritto di difesa nell'attuale faseprecontenziosa che, in ragione delle iniziative già intrapresedall'interessato, risulta allo stato preludere all'instaurazione di unacontroversia giudiziaria;

RITENUTOquindi che, allo stato, appare legittimamente invocato il differimentotemporaneo del diritto di accesso e che pertanto il ricorso deve esseredichiarato infondato per quanto attiene alla richiesta di conoscereintegralmente le valutazioni del perito fiduciario dell'assicurazione;

RILEVATOche va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso in relazione alle partidell'elaborato peritale già messo a disposizione dell'interessato;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine ai dati personalidell'interessato messi a disposizione dello stesso nel corso dell'istruttoria;

b)dichiara infondato il ricorso in ordine alla richiesta di accedere alleinformazioni per le quali, ai sensi dell'art. 8, comma 2, lett. e), è statoinvocato il differimento del diritto di accesso.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 20 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia