Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 94 del 20 febbraio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, dellaprof.ssa Licia Califano e della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti edel dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 19 novembre 2013 nei confronti di Banca PopolareFriuladria S.p.A., con cui Stefania Martinelli, rappresentata e difesa dagliavv.ti David D'Agostini e Diego D'Agostini, in qualità di erede del padredefunto, nel lamentare l'incompletezza del riscontro ricevuto, ha reiterato leistanze già in precedenza avanzate ai sensi degli artt. 7 e 9 del Codice inmateria di protezione dei dati personali, d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (diseguito "Codice")ed ha chiesto di ottenere la comunicazione dei datipersonali del de cuius relativi a tutti i rapporti intrattenuti dal medesimocon l'istituto di credito resistente "anche se archiviati",manifestando peraltro la disponibilità "ad accedere ai dati richiestiattraverso l'esibizione o la consegna di copia di atti e documenti contenenti idati personali richiesti () con l'intento di agevolare il riscontro deltitolare"; la ricorrente ha chiesto altresì la liquidazione in propriofavore delle spese sostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 28 novembre 2013 con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, hainvitato la resistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessata,nonché la nota del 10 gennaio 2014 con cui è stata disposta la proroga deltermine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 16 dicembre 2013, con cui la banca resistente, nell'eccepire diessere stata destinataria di una duplice tipologia di richieste ad operadell'interessata che, oltre ad esercitare i diritti di cui all'art. 7 delCodice, ha presentato istanza di accesso ai medesimi dati anche ai sensidell'art. 119 del d.lg. 385/1993 (cd. Testo Unico bancario), ha rappresentatodi aver già fornito riscontro alle istanze della ricorrente comunicando, inesito all'interpello preventivo, "tutti i dati personali relativi al decuius, gli estremi di tutti i rapporti intrattenuti con la Banca () e latipologia di rapporto, numero identificativo del rapporto, nominativo degliintestatari, consistenza alla data del decesso" del medesimo e rendendocontestualmente disponibile, ai sensi della normativa in materia bancaria,"tutta la documentazione richiesta (), ritirabile dietro il pagamentodelle spese"; la resistente, pur ponendo in dubbio il corretto utilizzodegli strumenti previsti dal Codice da parte dell'interessata in quanto apparsiin realtà finalizzati ad "esercitare le prerogative proprie dell'art. 119TUB", ha comunque dichiarato, ribadendo "la diligenza e lacorrettezza" del proprio operato, di aver "impartito l'ordine diconsegnare () la documentazione afferente la richiesta senza l'addebito –in via del tutto eccezionale e straordinaria – delle legittime e dovutespese";

VISTAla nota, datata 18 dicembre 2013, con cui la ricorrente, nel contestare leaffermazioni di controparte, ha rilevato che "l'invio di due distintecomunicazioni non lascia trasparire" alcuna volontà di "esercitare leprerogative proprie dell'art. 119 T.U.B. utilizzando il veicolo dei"diritti dell'interessato" riconosciuti dagli artt. 7 e ss. deld.lgs. 196/2003", bensì dimostra "la volontà di esercitare distintidiritti con contenuti e prerogative diversi" ragione per cui il diritto diaccesso ai dati, ai sensi della normativa in materia di protezione dei datipersonali, non può risultare pregiudicato in virtù del contemporaneo eserciziodelle facoltà riconosciute agli interessati dalla normativa in materiabancaria; l'interessata ha comunque confermato di aver ricevuto "unvoluminoso plico () contenente gli estratti dei rapporti bancari intrattenutidal de cuius", eccependo tuttavia l'incompletezza dei dati trasmessi conindicazione analitica dei documenti che risulterebbero carenti e rilevandoaltresì che "il titolare del trattamento nulla dice circa ladocumentazione in suo possesso relativa ai rapporti bancari anteriori al 2003,né alle modalità di archiviazione o di distruzione di tali dati";

VISTAla nota, datata 28 gennaio 2014, con cui l'istituto resistente, rappresentato e difeso dall'avv. Emilio Tosi, nel richiamare il riscontro giàfornito, ha provveduto ad integrarlo mediante la trasmissione di ulterioredocumentazione nel frattempo rinvenuta,  rappresentando altresì ledifficoltà dovute alla complessità della medesima in quanto "relativa nonsolo a conti operativi, ma anche a numerosi conti tecnici interni"; BancaPopolare FriulAdria S.p.A., nel ribadire di aver "prestato la massimacollaborazione" nella vicenda, ha altresì dichiarato di aver fornito tuttala documentazione bancaria "richiesta, disponibile e rinvenuta dallaBanca";

VISTAla nota, datata 2 febbraio 2014, con cui la ricorrente, nel rilevare di nonaver ancora ricevuto la documentazione indicata dal titolare del trattamentonell'ultima nota inviata dal medesimo, ha comunque rilevato, "sulla basedel solo allegato denominato "Inventario documentazione bancaria inerente ilsig. Giovanni Battista Martinelli rinvenuta al 28.01.2014", l'esistenza diincongruenze tra la documentazione già consegnata dalla banca e quella indicatanel predetto inventario, ribadendo pertanto la richiesta di ottenere"l'esibizione e/o il rilascio" degli atti mancanti;

VISTAla e.mail datata 3 febbraio 2014 con cui Banca Popolare FriulAdria S.p.A. haconfermato, producendo copia delle relative ricevute di spedizione, di avertrasmesso ai legali della ricorrente "il corposo plico documentale di cuiall'inventario" già peraltro anticipato alla parte a mezzo pec;

VISTAla nota, datata 7 febbraio 2014, con cui la ricorrente, nel rappresentare diaver ricevuto i documenti indicati dalla banca, ne ha nuovamente rilevatol'incompletezza indicando compiutamente quelli non ancora trasmessi dei qualiha, infatti, chiesto la consegna al fine di ritenere cessata la materia delcontendere;

VISTAla comunicazione, trasmessa via e.mail in data 11 febbraio 2014, con cuil'istituto resistente ha precisato, in ordine alle eccezioni sollevate dallacontroparte, che "all'esito delle ulteriori ricerche effettuate ()dall'Ufficio preposto" è stata reperita ulteriore documentazione, inviatacon raccomandata alla ricorrente nella medesima data, dichiarando altresì, riguardoai restanti punti specificamente indicati dall'interessata, di aver fornitotutta la documentazione che è stato possibile recuperare; il titolare deltrattamento ha comunque rappresentato di aver formulato, in ordine ad alcunidepositi intestati al de cuius, specifica richiesta alla "Capogruppo inmerito al reperimento negli archivi della residua documentazione"impegnandosi a comunicare prontamente l'esito di eventuali nuove informazioniricevute dalla stessa Capogruppo;

VISTAla nota, datata 11 febbraio 2014, con cui l'interessata, nel contestare lacondotta "intermittente" tenuta dalla banca, ha ribadito la richiestadi ottenere la residua documentazione, già analiticamente indicata, rilevandoche la dichiarazione effettuata dalla medesima, relativamente all'affermata "apertura di un ticket" presso la Capogruppofinalizzata al rinvenimento di eventuale, ulteriore documentazione, non puòritenersi "in alcun modo utile ai fini dell'evasione della richiesta"avanzata dalla medesima;

VISTAla nota, trasmessa via e.mail l'11 febbraio 2014, con cui la banca resistente,"ad integrazione e parziale rettifica della precedente" nota inviatain pari data, ha comunicato di aver rinvenuto ulteriore documentazione e"precisamente gli estratti conto dei depositi titoli aventi ad oggettoGestioni Patrimoniali" espressamente indicate nella "letteradell'Avv. D'Agostini del 7/2/2014", confermando altresì di non disporre diulteriori atti "salvo nuove comunicazioni della Capogruppo () di cui verràdato pronto avviso";

RILEVATOche occorre, preliminarmente, ribadire la distinzione, delineata dall'Autorità(vedi art. 5.2 delle "Linee guida per trattamenti dati relativi a rapportobanca-clientela" del 25 ottobre 2007 pubblicato su G.U. n. 273 del 23novembre 2007) tra la richiesta di accesso a documenti contenenti dati bancari,che possono riguardare anche soggetti diversi dall'interessato, effettuata aisensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario e le richieste, avanzate ai sensidegli artt. 7 e 9 del Codice, volte ad ottenere la comunicazione in formaintelligibile dei soli dati personali riferiti all'interessato contenuti neimedesimi documenti; con riferimento a quest'ultimo tipo di richieste l'art. 10del Codice prevede, in particolare, che i dati siano estratti a cura delresponsabile o degli incaricati e comunicati, a titolo gratuito,all'interessato anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumentielettronici, o, se vi è specifica richiesta, comunicati mediante trasposizionedei medesimi su supporto cartaceo o informatico, in ogni caso previooscuramento di eventuali dati relativi a terzi; rilevato inoltre che laprevisione di cui all'art. 10, comma 4, del Codice, che attribuisce al titolaredel trattamento, qualora l'estrazione dei dati risulti particolarmentedifficoltosa, la facoltà di fornire riscontro "attraverso l'esibizione ola consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personalirichiesti", è diretta ad agevolare il riscontro da parte del titolare,senza per questo trasformare l'istanza di accesso ai dati personali inun'istanza di accesso a documenti;

RILEVATOche, nel caso di specie, risulta applicabile la disciplina in materia diprotezione dei dati personali avendo l'interessata formulato, anteriormentealla proposizione del ricorso, previo interpello finalizzato all'eserciziodegli specifici diritti previsti dalla normativa in materia di protezione deidati personali, pur essendosi contestualmente avvalsa anche delle prerogativedi cui all'art. 119 del TUB in esito alle quali l'istituto di creditoresistente aveva comunicato la propria disponibilità a consegnare la documentazionerichiesta previa corresponsione delle relative spese; rilevato altresì che, afronte della gratuità del diritto di accesso ai dati personali, non sussiste l'obbligo,in capo al titolare del trattamento, di evadere la richiesta mediante consegnadella documentazione contenente i dati richiesti, ma solo la relativa facoltàqualora si tratti di riscontro particolarmente complesso, come si è peraltroverificato nel caso di specie; 

RILEVATOche il riscontro fornito dall'istituto di credito resistente,  avvenuto inpiù riprese e spesso in risposta alle puntuali osservazioni dell'interessata,pur tenuto conto della complessità della vicenda, non risulta completo inquanto, per espressa dichiarazione del titolare del trattamento, alcuni datibancari indicati dalla ricorrente non sono stati ancora rinvenuti e sono statifatti oggetto di interlocuzione alla Capogruppo che, ad oggi, non ha ancorafornito comunicazioni in merito;

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover accogliere parzialmente il ricorsoe, per l'effetto, ordinare a Banca Popolare FriulAdria S.p.A. di comunicareall'interessata, secondo le modalità di cui all'art. 10 del Codice e previooscuramento dei dati eventualmente riferiti a terzi, i dati bancari residuieventualmente rinvenuti a seguito delle ulteriori attività di verifica avviatedall'istituto di credito, entro sessanta giorni dalla ricezione del presenteprovvedimento;

RITENUTOdi dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149, secondo comma, del Codice, nonluogo a provvedere sul ricorso in ordine ai dati bancari già comunicati, siapure a più riprese e solo dopo la presentazione del ricorso;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura forfettaria di euro 500 considerati gli adempimenti connessi, inparticolare, alla presentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico diBanca Popolare FriulAdria S.p.A. nella misura di euro 250, previa compensazionedella residua parte per giusti motivi;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a)accoglie parzialmente il ricorso e, per l'effetto, ordina a Banca PopolateFriulAdria S.p.A. di comunicare alla ricorrente, entro sessanta giorni dallaricezione del presente provvedimento, i dati bancari non ancora rinvenutirelativi ai rapporti bancari intestati al de cuius, secondo le modalità di cuiall'art. 10 del Codice e previo oscuramento dei dati riferiti a terzi;

b)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine ai dati già comunicati;

c)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento che vengono posti, nella misura di 250 euro, a caricodi Banca Popolare FriulAdria S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente afavore della ricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

IlGarante, nel prescrivere a Banca Popolare FriulAdria S.p.A., ai sensi dell'art.157 del Codice, di comunicare quali iniziative siano state intraprese al finedi dare attuazione al presente provvedimento entro ottanta giorni dallaricezione dello stesso, ricorda che l'inosservanza di provvedimenti del Garanteadottata in sede di decisione dei ricorsi è punita ai sensi dell'art. 170 delCodice per la protezione dei dati personali. Si ricorda che il mancatoriscontro alla richiesta ex art. 157 è punito con la sanzione amministrativa dicui all'art. 164 del Codice.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 20 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia