Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 13 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti n. 77 del 13 febbraio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato in data 7 novembre 2013 nei confronti di FinegilEditoriale S.p.A., con cui XY, rappresentata e difesa dagli avv. FedericoCarnelutti e Marco Marocco, con riguardo alla pubblicazione nell'archivio online del quotidiano "Messaggero Veneto" (di cui la citata societàeditrice) di un articolo pubblicato in data KK (dal titolo "XX"), nelquale è stata data notizia della sentenza penale di condanna per detenzione afini di spaccio emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale diUdine nei confronti della ricorrente (e di un altro coimputato), ha ribadito leistanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 9 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (d.lgl. 30 giugno 2003, n. 196; di seguito"Codice"), chiedendo in via principale la rimozione dell'articolodall'archivio on-line del quotidiano ovvero la cancellazione o latrasformazione in forma anonima dei dati pubblicati in violazione di legge e,in subordine, la "deindicizzazione" dell'articolo dai principalimotori di ricerca Internet "garantendo altresì la contestualizzazione el'aggiornamento della notizia mediante l'inserimento degli sviluppi successividella vicenda narrata ed in particolare dell'interposizione dell'appello";la ricorrente ha, in particolare, lamentato l'indebita diffusione di datipersonali che la riguardano (tra cui generalità, età e luogo di residenza), inquanto avvenuta in asserita violazione del principio di essenzialità riguardo afatti di interesse pubblico, contemplato in generale dal Codice e piùspecificamente dal codice deontologico relativo al trattamento dei datipersonali nell'esercizio dell'attività giornalistica; rilevato che laricorrente ha chiesto altresì la liquidazione in proprio favore delle spesesostenute per il procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 13 novembre 2013con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato laresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessata, nonché la notadel 20 dicembre 2013 con cui è stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTAla nota, datata 5 dicembre 2013, con cui la società editrice, nel rappresentarela legittimità del trattamento effettuato sia ab origine, in quanto "difonte giornalistica e relativo ad un fatto di cronaca per il quale eraravvisabile senz'altro, al momento del fatto, un interesse pubblico allaconoscenza della notizia", sia attualmente, in quanto posto in essere"a fini documentaristici, nell'ambito di un archivio reso liberamenteconsultabile con lo strumento più rapido ed agevole, la rete Internet", hacomunque dichiarato, in parziale adesione alle richieste avanzatedall'interessata e al fine di contemperare "i diritti della persona (inparticolare il diritto alla riservatezza) con la libertà di manifestazione delpensiero", di aver "provveduto a disabilitare l'accesso a talearticolo mediante interrogazione dei comuni motori di ricerca attraverso lacompilazione del file "robots txt" previsto dal "RobotsExclusion Protocol", associando a tale misura, al fine di potenziarnel'efficacia, l'utilizzo dei "Robots Meta Tag"; rilevato, inoltre, chela società editrice resistente ha ritenuto di non accogliere la richiesta diaggiornamento e/o attualizzazione dell'articolo in questione posto che taleadempimento imporrebbe all'editore "l'obbligo di effettuare una attentaattività di verifica in ordine alla veridicità e completezza delle affermazionioggetto di aggiornamento (), attività "che esula dalle competenze ed inalcuni casi dalla stessa possibilità della scrivente Società" ma che"appare quanto mai necessaria ed ineludibile () al fine di garantire ilcorretto svolgimento dell'attività informativa";

VISTAla nota, datata 13 gennaio 2014, con cui l'interessata, pur prendendo attodella procedura di deindicizzazione posta in essere dal titolare deltrattamento, ha sostenuto che attraverso l'inserimento sul motore di ricerca"Google" del nome e cognome della ricorrente e della sua città diresidenza, ancora comparirebbe un riferimento all'articolo in questione sulsito JJ ("HH "), anche se "entrando nel sito JJ non si trovanoperò altri riferimenti alla notizia"; rilevato inoltre che la ricorrenteha ribadito la richiesta di cancellazione, se non del nome e cognome quantomeno dell'età e della città di residenza la cui indicazione sarebbe dovuta, aproprio parere, ad un "mero clamore mediatico"; rilevato infine chela ricorrente ha poi insistito per l'aggiornamento/integrazione della notiziatrattandosi di una vicenda giudiziaria sub judice avendo la stessa propostoappello contro la sentenza penale di condanna,

RILEVATOche, al fine di contemperare i diritti della persona (in particolare il dirittoalla riservatezza) con la libertà di manifestazione del pensiero – e conessa anche l'esercizio della libera ricerca storica e del diritto allo studio eall'informazione – la disciplina in materia di protezione dei datipersonali prevede specifiche garanzie e cautele nel caso di trattamentieffettuati per tali finalità, confermando la loro liceità, anche laddove essisi svolgano senza il consenso degli interessati, purché avvengano nel rispettodei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone allequali si riferiscono i dati trattati (cfr. artt. 136 e s. e art. 102, comma 2,lett. a), del Codice, nonché artt. 1, comma 1, e 3, comma 1, codice dideontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopistorici, pubblicato in G. U. 5 aprile 2001, n. 80),

RILEVATOche, con riferimento ai dati personali riportati nell'articolo il trattamentocomplessivamente posto in essere non risulta porsi in contrasto con ledisposizioni di cui all'art. 137, comma 3 del Codice e all'art. 6, comma 1, delcodice deontologico dell'attività giornalistica, tenuto conto che ladivulgazione del nome e cognome ma anche dell'età e della sola città diresidenza (e non dell'indirizzo preciso) della ricorrente risultavagiustificata dalla necessità di fornire una ricostruzione sufficientementeprecisa di una vicenda di cronaca che aveva portato alla denuncia e successivacondanna di una giovane incensurata oltre che di un altro coimputato;

RILEVATO,inoltre, che il trattamento dei dati personali della ricorrente cui fariferimento l'odierno ricorso, rientra ora, attraverso la riproposizione deimedesimi dati nell'articolo pubblicato quale parte integrante dell'archiviostorico del quotidiano reso disponibile on-line sul sito Internet dell'editoreresistente, tra i trattamenti effettuati al fine di concretizzare e favorire lalibera manifestazione del pensiero e, in particolare, la libertà di ricerca,cronaca e critica anche storica; rilevato che, alla luce di ciò, l'attualetrattamento può essere effettuato senza il consenso degli interessati (cfr.art. 136 e s. del Codice), è compatibile con i diversi scopi per i quali i datisono stati in precedenza raccolti o trattati e può essere effettuato in terminigenerali anche oltre il periodo di tempo necessario per conseguire tali diversiscopi (cfr. art. 99 del Codice);

RITENUTO,pertanto, alla luce delle citate disposizioni, di dover dichiarare infondata larichiesta volta ad ottenere la cancellazione o la trasformazione in formaanonima dei dati personali relativi alla ricorrente contenuti nell'articoloconservato nell'archivio on-line del quotidiano, non risultando, allo stato,illecito il trattamento che appare essere stato effettuato nel rispetto deicanoni di pertinenza e continenza nella rappresentazione di una notizia diinteresse pubblico (per quanto di dimensione locale);

RITENUTOdi dover altresì dichiarare infondata la richiesta diaggiornamento/integrazione della notizia attraverso l'inserimento dei successivisviluppi giudiziari della vicenda; ciò, tenuto conto che tale diritto,pienamente compreso fra le posizioni giuridiche azionabili ai sensi dell'art. 7del Codice, può essere esercitato quando eventi e sviluppi successivi abbianomodificato le situazioni oggetto di cronaca giornalistica (seppure a suo tempocorretta) incidendo significativamente sul profilo e l'immaginedell'interessato che da tali rappresentazioni può emergere; nel caso di specie,tuttavia, la sola interposizione dell'appello nei confronti della sentenzapenale di primo grado senza che tale giudizio di impugnazione sia addivenuto adun esito favorevole alla ricorrente in contrasto con la pronuncia del Tribunalenon rientra tra le informazioni rilevanti e significative che meritano diessere riportate ad aggiornamento/integrazione della notizia originaria nonapportando in realtà alcuna significativa novità rispetto alla vicenda inquestione;

RITENUTOinfine di dover dichiarare non luogo a provvedere sulla richiesta volta adottenere l'adozione delle misure idonee ad escludere l'indicizzazionedell'articolo tramite i motori di ricerca esterni al sito del quotidiano(articolo che, allo stato, non compare più neanche sul sito JJ, per altroriferibile ad altro titolare del trattamento), avendo l'editore provveduto afornire riscontro alla richiesta mediante compilazione del file robots.txtprevisto dal "Robots Exclusion Protocol", unitamente all'utilizzo dei"Robots Meta Tag";

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese fra le parti in ragionedella parziale infondatezza delle istanze proposte dalla ricorrente;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1) dichiarainfondata la richiesta di cancellazione o trasformazione in forma anonima deidati personali della ricorrente citati nell'articolo oggetto di ricorso;

2)dichiara infondata la richiesta di aggiornamento/integrazione delle notiziepubblicate nell'articolo in questione;

3)dichiara non luogo a provvedere in ordine alla restante richiesta;

4)dichiara compensate le spese fra le parti.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 13 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia