Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 30 GENNAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 49 del 30 gennaio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato il 22 ottobre 2013, proposto nei confronti di GruppoEditoriale L'Espresso S.p.A., con il quale XY, in relazione alla pubblicazionenell'archivio  storico on line del quotidiano "La Repubblica"-consultabile anche attraverso i comuni motori di ricerca esterni al sito - diuna serie di articoli pubblicati tra il 2010 e il 2011 concernenti le vicendegiudiziarie che lo hanno visto coinvolto quale presidente di una societàassicurativa maltese, ha chiesto (non avendo ottenuto dall'editore un idoneoriscontro) la "rimozione" di tali articoli e in ogni casol'integrazione e l'aggiornamento delle notizie riferite negli articoli medesimiper rendere immediatamente percepibili agli utenti della banca dati quali sianostati gli sviluppi successivi delle vicende narrate; ciò lamentando, inparticolare, il pregiudizio causato alla propria immagine, personale eprofessionale, dalla presenza in rete di notizie riferite ad un'indagine penaleconclusasi con l'archiviazione del procedimento da parte del Tribunale diNapoli; visto che il ricorrente ha poi chiesto di ordinare al titolare deltrattamento l'adozione delle misure tecnologicamente necessarie al fine direndere effettivamente inaccessibili tutti gli articoli in questione dai motoridi ricerca esterni dal momento che, nonostante le rassicurazioni, al momentodella proposizione del ricorso gli stessi risultavano ancora rintracciabiliattraverso tale modalità di ricerca;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 29 ottobre 2013 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice in materia diprotezione dei dati personali, d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito"Codice"), ha invitato il titolare del trattamento a fornireriscontro alle richieste dell'interessato, nonché la nota del 19 dicembre 2013con cui è stata disposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota pervenuta via e-mail il 21 novembre 2013, con cui l'editore resistente,nel sostenere la liceità del trattamento posto in essere sia "ab origine,in quanto espressione del diritto di cronaca", che attualmente, in quantoeffettuato "a fini documentaristici nell'ambito di un archivio () che perassolvere alla sua funzione deve contenere tutti gli articoli pubblicati sututte le edizioni", ha espresso il proprio diniego riguardo alle richiestevolte ad ottenere la "rimozione" e l'aggiornamento dei dati contenutinegli articoli in questione, tenuto conto che ciò imporrebbe, in generale,"l'obbligo di effettuare una attenta attività di verifica in ordine allaveridicità e completezza delle affermazioni oggetto di aggiornamento";l'editore resistente ha altresì dichiarato di aver provveduto a"disabilitare l'accesso agli articoli richiesti dal ricorrente medianteinterrogazione dei comuni motori di ricerca attraverso la compilazione del file"robots.txt" previsto dal "Robots ExclusionProtocol"", precisando di aver associato a tale strumento anche l'usodei "Robots Meta Tag prevedendo una operatività combinata dei duestrumenti";

VISTEle note pervenuta in data 9 dicembre e 23 dicembre 2013, con cui il ricorrente,nel prendere atto dell'avvenuta deindicizzazione degli articoli oggetto diricorso, ha ribadito la richiesta di aggiornamento/integrazione delle notiziein essi riportate alla luce dei successivi sviluppi processuali della vicendache lo ha coinvolto, sottolineando come il mancato aggiornamento arrechi"un grave danno alla propria immagine personale e professionale";nella medesima nota il ricorrente ha inoltre contestato le argomentazioniespresse dalla controparte in ordine alla "veridicità e completezza delleaffermazioni oggetto di aggiornamento", affermando di "avere giàfornito, in sede di ricorso, copia dei provvedimenti giudiziari, ivi compresi ilink alle notizie date da altri giornali sulla conclusione delprocedimento"; il ricorrente ha quindi chiesto che le spese delprocedimento siano poste a carico dell'editore resistente;

VISTAla nota pervenuta via e-mail il 23 gennaio 2014, con la quale l'editoreresistente, nel ribadire quanto già rappresentato nella nota precedente, haaffermato di non poter accogliere "spontaneamente la richiesta delricorrente dal momento che la sentenza offerta in comunicazione appare privadel passaggio in giudicato", aggiungendo altresì che l'eventualeaggiornamento "imporrebbe alla società l'obbligo di effettuare un'attentaattività di verifica in ordine alla veridicità e completezza delle affermazionioggetto di aggiornamento, attività che esula dalle competenze ed in alcuni casidalla stessa possibilità ()";

RILEVATOche, al fine di contemperare i diritti della persona (in particolare il dirittoalla riservatezza) con la libertà di manifestazione del pensiero – e conessa anche l'esercizio della libera ricerca storica e del diritto allo studio eall'informazione –  la disciplina in materia di protezione dei datipersonali prevede specifiche garanzie e cautele nel caso di trattamentieffettuati per tali finalità, confermando la loro liceità, anche laddove essisi svolgano senza il consenso degli interessati, purché avvengano nel rispettodei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone allequali si riferiscono i dati trattati (cfr. artt. 136 e s. e art. 102, comma 2,lett. a), del Codice, nonché artt. 1, comma 1, e 3, comma 1, codice dideontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopistorici, pubblicato in G. U. 5 aprile 2001, n. 80);

RILEVATOche il trattamento dei dati personali del ricorrente cui fa riferimentol'odierno ricorso, a suo tempo effettuato in modo lecito per finalitàgiornalistiche, nel rispetto del principio dell'essenzialità dell'informazioneriguardo a fatti di interesse pubblico, rientra ora, attraverso lariproposizione dei medesimi dati nell'articolo pubblicato quale parteintegrante dell'archivio storico del quotidiano reso disponibile on-line sulsito Internet dell'editore resistente, tra i trattamenti effettuati al fine diconcretizzare e favorire la libera manifestazione del pensiero e, inparticolare, la libertà di ricerca, cronaca e critica anche storica; rilevatoche, alla luce di ciò, l'attuale trattamento può essere effettuato senza ilconsenso degli interessati (cfr. art. 136 e s. del Codice), è compatibile con idiversi scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti o trattati epuò essere effettuato in termini generali anche oltre il periodo di temponecessario per conseguire tali diversi scopi (cfr. art. 99 del Codice);

RILEVATOche, a seguito del ricorso, l'editore resistente ha provveduto ad adottare lemisure tecniche necessarie ad interdire l'indicizzazione degli articoli oggettodel medesimo dai motori di ricerca esterni al sito internet del quotidiano,profilo questo in ordine al quale può pertanto essere dichiarato non luogo aprovvedere sul ricorso;

RILEVATOche deve essere separatamente valutata la diversa questione concernente lerichieste dell'interessato volte ad ottenere l'aggiornamento/integrazione dellenotizie pubblicate negli articoli oggetto del ricorso; visto che a questoriguardo, come indispensabile corollario della riconosciuta liceità dellaconservazione degli articoli di cronaca a suo tempo pubblicati nella sezionedel sito internet dell'editore resistente denominato archivio storico, vagarantito il diritto (pienamente compreso fra le posizioni giuridiche azionabiliai sensi dell'art. 7 del Codice) dell'interessato ad ottenerel'aggiornamento/integrazione dei dati personali che lo riguardano quando eventie sviluppi successivi abbiano modificato le situazioni oggetto di cronacagiornalistica (seppure a suo tempo corretta) incidendo significativamente sulprofilo e l'immagine dell'interessato che da tali rappresentazioni puòemergere;

RITENUTOche in questa prospettiva debbono essere richiamate le conclusioni cui èpervenuta recentemente la Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 5525/2012)che, giudicando su analoga fattispecie, ha statuito che "a salvaguardiadell'attuale identità sociale del soggetto (occorra) garantire al medesimo lacontestualizzazione e l'aggiornamento della notizia già di cronaca che loriguarda, e cioè il collegamento della notizia ad altre informazionisuccessivamente pubblicate, concernenti l'evoluzione della vicenda, che possanocompletare o financo radicalmente mutare il quadro evincentesi dalla notiziaoriginaria, a fortiori se trattasi di fatti oggetto di vicenda giudiziaria, checostituisce anzi emblematico e paradigmatico esempio al riguardo". Se,pertanto, una vicenda ha registrato una successiva evoluzione,"dall'informazione in ordine a quest'ultima non può invero prescindersi,giacché altrimenti la notizia, originariamente completa e vera, diviene nonaggiornata, risultando quindi parziale e non esatta, e pertanto sostanzialmentenon vera";

RITENUTO,pertanto, che, visti i significativi sviluppi indicati specificamente dalricorrente nell'interpello e nel successivo ricorso e riportati nelle premessedell'odierno provvedimento, le predette richieste di integrazione/aggiornamentoformulate dal ricorrente debbano essere accolte e che pertanto l'editoreresistente debba provvedere a predisporre un idoneo sistema nell'ambito delcitato archivio storico, idoneo a segnalare l'esistenza del seguito o dellosviluppo della notizia (nel caso di specie l'intervenuta archiviazione delprocedimento penale) in modo da assicurare all'interessato il rispetto dellapropria (attuale) identità personale, quale risultato della completa visione diuna serie di fatti che lo hanno visto protagonista (anche se solo in parteoggetto di cronaca giornalistica), e ad ogni lettore di ottenereun'informazione attendibile e completa; visto che l'editore resistente dovràattuare tali misure, tenuto conto della novità del profilo, entroquarantacinque giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, dandocomunicazione entro la stessa data all'interessato e questa Autoritàdell'avvenuto adempimento;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, inparticolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico diGruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. nella misura di euro 400, previacompensazione della residua parte per giusti motivi;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

a)accoglie parzialmente il ricorso e, per l'effetto, ordina a Gruppo EditorialeL'Espresso S.p.A. di predisporre, nell'ambito dell'archivio storico on line delquotidiano "La Repubblica", un sistema idoneo a segnalare l'esistenzadegli sviluppi delle notizie relative al ricorrente in ordine all'intervenutaarchiviazione del procedimento penale, entro quarantacinque giorni dallaricezione del presente provvedimento, dando notizia entro la medesima data aquesta Autorità, e all'interessato dell'avvenuto adempimento;

b)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alla richiesta diinterdizione degli articoli menzionati nel ricorso dai motori di ricercaesterni al sito web dell'editore resistente;

c)determina nella misura forfettaria di euro 500, l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento posti in misura pari a 400 euro, previa compensazioneper giusti motivi della residua parte, a carico di Gruppo Editoriale L'EspressoS.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

IlGarante, nel prescrivere a Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., ai sensi dell'art.157 del Codice, di dare conferma al ricorrente e a questa Autoritàdell'avvenuto adempimento del provvedimento entro quarantacinque giorni dallaricezione dello stesso, ricorda che l'inosservanza dei provvedimenti delGarante adottati in sede di decisione dei ricorsi è punita ai sensi dell'art.170 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Si ricorda che ilmancato riscontro alla richiesta ex art. 157 è punito con la sanzioneamministrativa di cui all'art. 164 del Codice.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 30 gennaio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia