Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 23 GENNAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 34 del 23 gennaio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, regolarizzato in data 21 ottobre 2013, presentato nei confronti delMinistero della Giustizia – Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria,del personale e dei servizi, con il quale XY, dipendente della predettaamministrazione fino all'agosto 2006 quando è stata posta in  quiescenza,rappresentata e difesa dall'avv. Andrea Piredda, ribadendo le istanze giàavanzate ai sensi dell'art. 7 del d.lg. n. 196/2003 (di seguito denominato"Codice"),  ha chiesto di ottenere la rettifica e/o lacancellazione dei dati personali che la riguardano contenuti in due relazionidatate 21.10.1996 e 22.5.1997, acquisite al proprio fascicolo personale eredatte dal Presidente del Tribunale per i minorenni presso il quale la stessaprestava servizio; la ricorrente ha, in particolare, lamentato che alcuni deidati contenuti nelle predette relazioni, riferiti alle sue condizioni di salutee non pertinenti alla sua capacità lavorativa, sarebbero stati trattati inviolazione dei principi di correttezza e di non eccedenza di cui all'art. 11del Codice; ciò in quanto le citate relazioni "erano state richieste dalMinistero della Giustizia al fine di conoscere i carichi di lavoro delladipendente allo scopo di valutare la fondatezza della sua domanda di cambiomansioni e non certo per esprimere giudizi personali nei confronti della stessa()" e i dati sulla salute in esse contenuti sarebbero stati ancheillecitamente trasmessi a soggetti terzi non autorizzati; le predette relazioniinfatti, "entrate a far parte del fascicolo personale dell'interessata, sonostate prodotte nel corso delle cause dalla stessa promosse dinanzi al Tribunaledi Cagliari contro l'Inail e contro il Ministero ()";

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 25 ottobre 2013 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitatol'amministrazione resistente a fornire riscontro alle richiestedell'interessata, nonché la nota del 18 dicembre 2013 con la quale è statadisposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla nota datata 11 novembre 2013 con la quale il titolare del trattamento hacontestato le affermazioni dell'interessata rappresentando che: a)"l'acquisizione, da parte dell'amministrazione, dei documenti contenentile valutazioni operate dal Capo dell'Ufficio presso cui la ricorrente prestavaservizio e la loro successiva conservazione all'interno del fascicolo personalerisultano consequenziali a specifiche richieste dell'interessata volte adottenere il mutamento di mansioni per inidoneità psico-fisica, nonché ilriconoscimento della dipendenza da causa di servizio di alcune  infermità";b) il trattamento dei dati sensibili dell'interessata – scaturente dallepredette richieste – "deve ritenersi pienamente legittimo alla lucedelle previsioni di cui all'allegato 5 del d.m. 306 del 2006, adottato daquesta amministrazione ai sensi degli artt. 20 e 21 del Codice, ove èespressamente previsto che i dati sensibili trattati dall'ufficio per lefinalità previste nell'ambito delle procedure medesime, possono riguardareanche lo stato di salute dell'interessato. Tali dati possono essere comunicatia soggetti terzi, specificamente individuati, nonché conservati all'interno delfascicolo personale"; c) infine, per quanto riguarda l'asserita indebitadiffusione dei dati sensibili dell'interessata in occasione delle varie causedalla stessa promosse, "il trattamento dei dati sensibili attinenti lostato di salute è consentito nell'ipotesi di contenziosi instaurati innanzi algiudice del lavoro ed al T.A.R. come previsto dall'allegato n. 13 al d.m. n.306/2006";

CONSIDERATOche il trattamento dei dati sensibili dei lavoratori alle dipendenze di datoridi lavoro pubblici deve aver luogo nel rispetto dei princìpi generali di cuiagli artt. 20 e 22 del Codice e che alla luce di quanto previsto con decretodel Ministro della giustizia 12 dicembre 2006, n. 306 ("Regolamentorecante disciplina del trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte delMinistero della Giustizia, adottato ai sensi degli articoli 20 e 21 del decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196") - che prevede il trattamento dei daticoncernenti lo stato di salute per le finalità di gestione del personale civile- il ministero resistente può trattare lecitamente tali tipi di dati,limitatamente alle operazioni strettamente indispensabili per svolgere lepertinenti funzioni istituzionali (artt. 22, comma 9, e 112 del Codice);

CONSIDERATOche nel trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute deilavoratori "l'amministrazione deve rispettare anzitutto i princìpi dinecessità e di indispensabilità, valutando specificamente il rapporto tra idati sensibili e gli adempimenti derivanti da compiti e obblighi di volta involta previsti dalla legge" e che "le comunicazioni a terzi diinformazioni di carattere sensibile dei dipendenti devono ritenersi in lineagenerale lecite, quando esse siano realmente indispensabili per perseguire lefinalità di rilevante interesse pubblico connesse all'instaurazione e allagestione di rapporti di lavoro da parte dei soggetti pubblici di cui all'art.112 del Codice ()" (punti 8.1 e 5.1 delle "Linee guida in materia ditrattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione delrapporto di lavoro in ambito pubblico" – provvedimento del Garantedel 14 giugno 2007);

RILEVATOche nel corso dell'istruttoria sono emersi elementi sufficienti a ritenere cheil trattamento dei dati relativi allo stato di salute dell'interessata eranecessario al perseguimento di una finalità di rilevante interesse pubblicoconnessa alla gestione del rapporto di lavoro (art. 112 del Codice); ritenutoquindi che il predetto trattamento non risulta avvenuto in violazione di leggee che le richieste di rettifica e/o di cancellazione dei dati personaliattinenti allo stato di salute contenuti nelle relazioni oggetto del presentericorso devono essere dichiarate infondate;

VISTAla documentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

dichiarail ricorso infondato.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 23 gennaio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia