Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 9 GENNAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 9 del 9 gennaio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTOil ricorso, presentato il 1 ottobre 2013, proposto nei confronti di RCSMediagroup S.p.A., con il quale XY, rappresentato e difeso dagli avv.ti CarloIsnardi e Marco Sgroi, in relazione alla pubblicazione nell'archivio storico online del quotidiano "Corriere della sera" (peraltro consultabileanche attraverso i motori di ricerca esterni al sito), di una serie di articolipubblicati fra il 1993 e il 2001 concernenti le diverse vicende giudiziarie chelo hanno visto coinvolto, ha chiesto - non avendo ottenuto dall'editore unriscontro ritenuto idoneo – l'integrazione e l'aggiornamento dellenotizie riferite per rendere immediatamente percepibili agli utenti della bancadati quali siano stati gli sviluppi successivi delle vicende narrate; rilevatoche con riferimento ad alcuni articoli l'editore resistente aveva giàprovveduto, a seguito di richiesta dell'interessato, al predetto aggiornamentodelle notizie con una modalità (apposizione, in calce agli articoli stessi, diuna postilla richiamata da un asterisco posto accanto al titolo) che ilricorrente ha tuttavia ritenuto non adeguata per il fatto che "nonconsente la visualizzazione di un'informazione aggiornata fin dallapreview" né offre una "chiara ed immediata conoscenza dei successivisviluppi della notizia al lettore che non scorra la pagina web sino allafine"; visto che il ricorrente ha poi chiesto l'adozione delle misuretecnologicamente necessarie al fine di rendere effettivamente inaccessibilitutti gli articoli in questione dai motori di ricerca esterni dal momento che, nonostantele rassicurazioni, alcuni di essi al momento della proposizione del ricorsorisultavano tuttora rintracciabili attraverso tale modalità di ricerca;

RILEVATOche il ricorrente ha fatto specifico riferimento agli articoli: a)"XX" e "YY" datati ZZ, già oggetto di aggiornamento daparte dell'editore resistente che, in calce all'articolo, ha inserito lapostilla - richiamata da un asterisco posto alla fine del titolo – cherende conto dell'avvenuta assoluzione; b) "HH e "JJ", anch'essiaggiornati - con la medesima modalità, postilla richiamata da un asteriscoposto alla fine del titolo - alla sentenza del WW con cui il Tribunale diMilano ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione inrelazione al reato di abuso d'ufficio (e non, come sembrerebbedall'aggiornamento effettuato dalla resistente, in relazione al reato diistigazione ad un omicidio); con riferimento ai predetti articoli il ricorrenteha peraltro evidenziato come gli stessi "siano comunque liberamentedisponibili sul web";  c) "QQ"  e QW" rispetto ai quali non si è in alcun modo dato conto dello sviluppo dellavicenda giudiziaria risoltasi positivamente dinanzi alla magistratura elveticache ha peraltro riconosciuto al ricorrente il risarcimento del danno peringiusta detenzione (con sentenza del QY); visto che il ricorrente ha infinechiesto di porre le spese del procedimento a carico di controparte;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 4 ottobre 2013 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché l'ulteriore nota del 28 novembre 2013 con cui, ai sensi dell'art. 149,comma 7, del Codice, è stato prorogato il termine per la decisione sul ricorso;

VISTAla memoria pervenuta via e-mail il 30 ottobre 2013 con la quale l'editoreresistente, nel rappresentare di essersi già impegnato - con atto transattivodel 30 giugno 2009 - ad impedire l'indicizzazione degli articoli in questionetramite i comuni motori di ricerca, ha affermato di avere ulteriormenteprovveduto, a seguito delle nuove richieste dell'interessato di integrazione eaggiornamento dell'archivio storico, all'aggiornamento degli articoli medesimi"inserendo in calce a ciascuno le frasi concordate con l'interessatoovvero indicando le assoluzioni e i relativi motivi"; inoltre, conspecifico riferimento agli articoli HH e JJ, la resistente ha dichiarato lapropria disponibilità ad integrare le notizie riportate "a fronte della ricezionedella sentenza del WW" citata dall'interessato, aggiungendo di essersi giàattivata per la richiesta deindicizzazione; infine, per quanto riguarda ilterzo gruppo di articoli l'editore resistente ha dichiarato che, "essendogià stata pubblicata la rettifica intitolata "QK" () con la quale sidescrive esattamente l'esito della vicenda, si ritiene che l'aggiornamento siagià presente in rete"; nella medesima nota la resistente ha inoltreaffermato di non poter prendere in considerazione le domande volte ad ottenerel'aggiornamento delle preview giacchè le stesse "non riguardanotecnicamente RCS ma dovrebbero essere indirizzate a chi ne ha la disponibilità";

VISTOil verbale dell'audizione tenutasi il 31 ottobre 2013 nel corso della quale illegale del ricorrente, nel ribadire le richieste formulate con il ricorso, haevidenziato l'incongruenza dell'affermazione della controparte secondo cui"la gestione dell'aggiornamento delle preview dell'archivio storico del"Corriere della sera" non riguarderebbe "tecnicamente RCS";sul punto infatti il ricorrente, oltre a contestare l'asserita incompetenzatecnica della controparte (trattandosi di informazioni rinvenibili all'internodell'archivio storico del quotidiano "Corriere della sera") ha richiamatole considerazioni esposte nell'atto introduttivo del ricorso in ordineall'inadeguatezza delle misure adottate dall'editore al fine di rendereimmediatamente percepibile all'utente della banca dati - "Archiviostorico" -  quale sia stato lo sviluppo successivo della vicendanarrata; in particolare, "la modalità di inserimento delle postilleadottata dall'editore, ovvero in calce agli articoli, oltre a non consentire lavisualizzazione di un'informazione aggiornata fin dalla preview, nemmeno èidonea ad offrire al lettore degli articoli una chiara ed immediata conoscenzadei successivi sviluppi della notizia, in quanto le note dell'editore compaionosolo nel caso in cui il lettore scorra la pagina web sino alla fine. Ciòdipende dal formato rettangolare degli schermi del computer che non consenteuna lettura in verticale (). L'effetto sarebbe diverso qualora fosse possibilevisualizzare sul computer la pagina web in formato A4 perché in questo caso lenote sarebbero immediatamente visibili"; il ricorrente ha quindi sottolineatola necessità che le modalità di integrazione e aggiornamento delle notizieincidano direttamente "a livello del titolo", mediante "una notainserita all'inizio della pagina, piuttosto che alla fine", giacchè"solo l'inserimento di una modifica nel titolo garantisce la modificadella preview (che è costituita dal titolo dell'articolo e da un estratto diesso contenente le parole cercate) dei risultati di ricerca nell'archiviointerno";

VISTAla nota pervenuta via e-mail il 30 dicembre 2013 con la quale l'editoreresistente, nel ribadire che le richieste di deindicizzazione sono statepresentate con riferimento a tutti gli articoli che formano oggetto delpresente ricorso, ha rinnovato la propria disponibilità "a modificarel'aggiornamento relativo agli articoli intitolati "HH" nonché"JJ" ove venga fornita idonea documentazione a supporto di quantoaffermato dai difensori del ricorrente"; nella medesima nota la resistenteha altresì dichiarato di voler aderire alla richiesta volta ad ottenere che"l'aggiornamento compaia fin dalle preview visualizzate a seguito di unaricerca nell'archivio storico, ove tecnicamente possibile" e si èimpegnata ad "inserire gli aggiornamenti relativi ai vari articoli sotto ititoli, in modo che siano immediatamente visibili";

RILEVATOche, al fine di contemperare i diritti della persona (in particolare il dirittoalla riservatezza) con la libertà di manifestazione del pensiero –e conessa anche l'esercizio della libera ricerca storica e del diritto allo studio eall'informazione –, la disciplina in materia di protezione dei datipersonali prevede specifiche garanzie e cautele nel caso di trattamentieffettuati per tali finalità, confermando la loro liceità, anche laddove essisi svolgano senza il consenso degli interessati, purché avvengano nel rispettodei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone allequali si riferiscono i dati trattati (cfr. artt. 136 e s. e art. 102, comma 2,lett. a), del Codice, nonché artt. 1, comma 1, e 3, comma 1, codice dideontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopistorici, pubblicato in G. U. 5 aprile 2001, n. 80);

RILEVATOche il trattamento dei dati personali del ricorrente cui fa riferimentol'odierno ricorso, a suo tempo effettuato in modo lecito per finalitàgiornalistiche, nel rispetto del principio dell'essenzialità dell'informazioneriguardo a fatti di interesse pubblico, rientra ora, attraverso lariproposizione dei medesimi dati negli articoli pubblicati quale parteintegrante dell'archivio storico del quotidiano reso disponibile on-line sulsito Internet dell'editore resistente, tra i trattamenti effettuati al fine diconcretizzare e favorire la libera manifestazione del pensiero e, inparticolare, la libertà di ricerca, cronaca e critica anche storica; rilevatoche, alla luce di ciò, l'attuale trattamento può essere effettuato senza ilconsenso degli interessati (cfr. art. 136 e s. del Codice), è compatibile con idiversi scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti o trattati epuò essere effettuato in termini generali anche oltre il periodo di temponecessario per conseguire tali diversi scopi (cfr. art. 99 del Codice);

RILEVATOche, a seguito del ricorso, l'editore resistente ha provveduto ad adottare lemisure tecniche necessarie ad interdire l'indicizzazione degli articoli inquestione dai motori di ricerca esterni al sito internet del quotidiano,profilo questo in ordine al quale può pertanto essere dichiarato, ai sensidell'art. 149, comma 2 del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso;

RILEVATOche il titolare del trattamento, con riferimento ad alcuni degli articoli inquestione (articoli sub a)), già prima della presentazione del ricorso, adeguandosiall'orientamento recentemente espresso dall'Autorità tenuto conto anche dellaposizione assunta in merito dalla Suprema Corte di Cassazione (sentenza n.5525/2012), aveva provveduto ad aggiornare ed integrare le notizie in essicontenute alla luce dei successivi sviluppi delle vicende giudiziarie ivirappresentate, garantendo in tal modo la salvaguardia del diritto delricorrente a veder rappresentata correttamente la propria (attuale) identitàpersonale; rilevato altresì che con riferimento agli articoli sub b) (HH: eJJ),l'editore resistente ha dichiarato la propria disponibilità ad integrare lenotizie in essi riportate non appena il ricorrente provvederà a trasmettere lasentenza del WW;

RILEVATOche il ricorrente ha tuttavia lamentato l'inadeguatezza del sistema diaggiornamento degli articoli in questione adottato dall'editore resistentenell'ambito dell'archivio storico on-line del quotidiano "Corriere dellaSera", ritenendo che l'inserimento di una nota in calce agli articolimedesimi (segnalata da una postilla posta al fianco del titolo) nonconsentirebbe agli utenti della banca dati una chiara ed immediata conoscenzadei successivi sviluppi delle notizie e non sarebbe idoneo a segnalarel'esistenza degli sviluppi medesimi sin dalle preview risultanti a seguito diuna ricerca effettuata all'interno dell'archivio;

RILEVATOche, alla luce delle risultanze istruttorie, al fine di garantire l'effettiva epiena rispondenza degli interventi di aggiornamento e integrazione dellenotizie riportate negli articoli oggetto del presente ricorso rinvenibilinell'archivio storico del quotidiano in questione ai principi più volteaffermati dall'Autorità e autorevolmente sostenuti dalla Suprema Corte diCassazione (sentenza n. 5525/2012), l'editore resistente dovrà provvedereall'inserimento delle note di  aggiornamento/integrazione delle notizie inmodo tale che le stesse risultino chiaramente e immediatamente visibili sia neltitolo sia nei contenuti delle preview (anche attraverso l'apposizione di unasterisco accompagnato da un'indicazione sintetica - quale ad esempio:"notizia aggiornata", "dati rettificati" - capace di darepronta evidenza degli aggiornamenti, poi eventualmente sviluppati in altrasede); ritenuto quindi di dover, per questo aspetto, accogliere il ricorso e didover, per l'effetto, ordinare a RCS Mediagroup S.p.A., ai sensi dell'art. 150,comma 2, di predisporre, nell'ambito dell'archivio storico on line delquotidiano "Corriere della Sera", anche in eventuale contraddittoriocon questa Autorità ai sensi dell'art. 150, comma 5, del Codice, entro e nonoltre novanta giorni dalla ricezione del presente provvedimento, un sistema diaggiornamento/integrazione degli articoli oggetto del presente ricorso idoneo afornire ai lettori utenti della banca dati l'immediata visibilità deglisviluppi delle notizie in essi riportati (ad esempio mediante inserimento diuna nota accanto o sotto al titolo) e in modo tale che gli sviluppi medesimiemergano già nell'anteprima dell'articolo (abstract) presente tra i risultatidel motore di ricerca dell'archivio storico;

VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; valutatocongruo determinare, su questa base, l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, e ritenuto di porli a carico di RCS MediagroupS.p.A., nella misura di 300 euro, compensandone la residua parte per giustimotivi in ragione della novità e della specificità della vicenda esaminata;

VISTIgli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg.30 giugno 2003, n. 196);

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano          

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

a)accoglie parzialmente il ricorso e, per l'effetto, ordina a RCS Mediagroup S.p.A.di predisporre, nell'ambito dell'archivio storico on line del quotidiano"Corriere della Sera", entro e non oltre il termine di novanta giornidalla ricezione del presente provvedimento, un sistema diaggiornamento/integrazione degli articoli oggetto del presente ricorso idoneo afornire ai lettori utenti della banca dati l'immediata visibilità deglisviluppi delle notizie in essi riportati (ad esempio mediante inserimento diuna nota accanto o sotto al titolo) e in modo tale che gli sviluppi medesimiemergano già nell'anteprima dell'articolo (abstract) presente tra i risultatidel motore di ricerca dell'archivio storico;

b)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alle richieste diinterdizione degli articoli oggetto di ricorso dai motori di ricerca esterni alsito web dell'editore resistente;

c)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, che vengono posti, nella misura di 300 euro, a caricodi RCS Mediagroup S.p.A. la quale dovrà liquidarli direttamente a favore delricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

IlGarante, nel prescrivere a RCS Mediagroup S.p.A., ai sensi dell'art. 157 delCodice, di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dareattuazione al presente provvedimento entro trenta giorni dalla ricezione dellostesso, ricorda che l'inosservanza di provvedimenti del Garante adottata in sededi decisione dei ricorsi è punita ai sensi dell'art. 170 del Codice per laprotezione dei dati personali. Si ricorda che il mancato riscontro allarichiesta ex art. 157 è punito con la sanzione amministrativa di cui all'art.164 del Codice.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 9 gennaio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia