Garante per la protezione
    dei dati personali


IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI


SEGNALAZIONE AL PARLAMENTOE AL GOVERNO SULLA VIDEOSORVEGLIANZA NEI CONDOMINI

(art. 154, comma1, lett. f), d.lg. 30 giugno 2003, n. 196)

1. La presente segnalazione individua leragioni per le quali il Garante ritiene opportuno un intervento normativo voltoa disciplinare alcuni profili relativi alla videosorveglianza all'interno diedifici condominiali e nelle relative pertinenze, tematica che forma oggetto direcenti quesiti e segnalazioni indirizzate all'Autoritł. PiŁ specificamente,oggetto della presente segnalazione Ć il caso in cui non i singoli condomini,ma l'intera compagine condominiale intenda effettuare tali trattamenti (previainstallazione di sistemi di videosorveglianza per il tramite della relativaamministrazione condominiale, anche presso amministrazioni di residence o di multiproprietł) in aree comuni (quali portonid'ingresso, androni, cortili, scale, aree di accesso a parcheggi o dedicate aservizi comuni).

2. Da tempo, il tema piŁ generale dellavideosorveglianza specie in luoghi pubblici o aperti al pubblico Ćall'attenzione del Garante e ha formato oggetto, oltre che di numerosedecisioni in singoli casi, di due provvedimenti di carattere generale: ilprimo, del 29 novembre 2000 , nel quale siimpartivano prime prescrizioni "nell'attesa di una specificalegislazione", il secondo, piŁdettagliato perchÄ volto a tener conto di variegate sollecitazioni provenientida prassi applicative, del 29 aprile 2004.

Con tali interventi, il Garante non si Ćsoffermato specificamente sulle condizioni di liceitł per il trattamento didati personali all'interno dei condomôni: non sono stati di conseguenzaidentificati nÄ i soggetti la cui manifestazione di volontł Ć necessaria nelcontesto condominiale per svolgere tali trattamenti (i proprietari e i titolaridi diritti reali parziari o anche soggetti diversi, primi fra tutti iconduttori), nÄ le eventuali maggioranze da rispettare.

3. In tempi piŁ recenti, si sonomoltiplicati i quesiti e le segnalazioni relativi allo specifico profilo dellecondizioni di impiego della videosorveglianza da parte di compaginicondominiali all'interno di aree comuni.

Dal loro esame emerge l'esistenza di duenon convergenti approcci alla tematica, da parte dei contrappostiinteressi  potenzialmente coinvolti dal funzionamento di questi sistemi divideosorveglianza: da un lato, l'esigenza volta a preservare la sicurezza dipersone e la tutela di beni comuni (ad esempio, rispettivamente, contro aggressionie danneggiamenti o furti); dall'altro, la preoccupazione che i trattamentieffettuati, nel rendere piŁ agevolmente conoscibili a terzi informazionirelative alla vita privata di chi vive in edifici condominiali, come pureabitudini e stili di vita individuali e familiari, siano idonei a incideresulla libertł degli interessati di muoversi, non controllati, nel propriodomicilio e all'interno delle aree comuni.

4. Il profilo in esame non Ć regolato dauna puntuale disciplina. Esso non trova (nÄ avrebbe potuto trovare) espressaregolamentazione nel Codice civile del 1942; nÄ, Ć chiaro, pur applicando iprincôpi generali, se l'installazione di sistemi di videosorveglianza possaessere effettuata in base alla sola volontł dei (com)proprietari (comunque, ilquadro normativo esistente e l'interpretazione giurisprudenziale non consentonodi comprendere con quale maggioranza) o se rilevi anche la volontł di coloroche rivestono la qualitł di conduttori.

Deve essere anche tenuto inconsiderazione che l'art. 615 bis del codice penale sanziona "chiunquemediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procuraindebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi neiluoghi indicati nell'articolo 614", vale a dire nel domicilio (nozione che, secondo la giurisprudenza, Ćsuscettibile di comprendere anche le aree comuni (1)): ciś comporterebbe, nel contestocondominiale, la necessaria acquisizione preventiva del consenso di un numeroassai ampio di soggetti, non sempre peraltro di agevole identificazione, sô darendere arduo il legittimo impiego dei sistemi di videosorveglianza nelpeculiare contesto qui tenuto in considerazione.

PiŁ in generale, gli orientamenti giurisprudenzialisull'uso delle aree comuni non appaiono utili a dissolvere i dubbi relativi aiprofili in esame.

5. Per tali ragioni il Garante auspicache gli aspetti segnalati del tema qui rappresentato, suscettibile diinteressare larga parte della popolazione, possano trovare una piŁ specificaregolamentazione, con l'individuazione di una disciplina che assicuri un equocontemperamento tra i diritti fondamentali delle persone coinvolte e lelegittime esigenze di difesa e protezione di persone e cose.

Ciś, peraltro, potrebbe avvenire anchenell'ambito di piŁ generali iniziative normative relative all'amministrazionedei condomini, gił oggetto di diversi disegni di legge sottoposti all'esame dientrambi i rami del Parlamento. (2) 

PER QUESTE RAGIONI

il Garante segnala al Parlamento e alGoverno l'opportunitł che sia valutata anche l'eventuale adozione di unapossibile regolamentazione dell'utilizzo di sistemi di videosorveglianza dellearee comuni identificando le condizioni per assumere idonee determinazioni, conparticolare riferimento all'individuazione:

a.     dei partecipanti al processodecisionale (i soli condomini, ovvero anche i conduttori);

b.     del numero di voti necessari perl'approvazione della deliberazione (l'unanimitł o una determinata maggioranza).

Roma, 13 maggio 2008

 

 

1) Cfr. Cass. Pen., sez. V, 20 ottobre1998, n. 12751; Cass., 15 maggio 1987; v. pure Cass. pen. 27 marzo 2006, n.10444.

2)A questo proposito puś evidenziarsi che nel corso della XV Legislatura(ripercorrendo testi ampiamente discussi e condivisi nel corso della XIV) sonostati presentati i seguenti disegni di legge: C. 1199 On. Cosimo GiuseppeSgobio, Modifiche al codice civile in materia di condominio negli edifici,presentato il 26 giugno 2006; S. 647 Sen. Giovanni Legnini e altri, Modifichealla disciplina del condominio negli edifici, presentato il 14 giugno 2006; S.310 Sen. Franco Mugnai e altri, Modifiche alla disciplina del condominio negliedifici, presentato il 10 maggio 2006; S. 6 Sen. Andrea Pastore e altri,Modifiche alla normativa in materia di condominio negli edifici, presentato il28 aprile.