Garante per la protezione
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VIeTATO DIFFONDeRe I DATI DeI MALATI DI SLA SUL SITO WeBDeL COMUNe

Le legittime esigenzedi trasparenza on line nella Pa devono rispettare la dignità delle persone. Sulsito del Comune non possono essere pubblicati atti e documenti contenenti datisullo stato di salute dei cittadini né altri dati eccedenti.

Il Garante privacy hafatto oscurare dal sito web di un Comune siciliano i dati personali contenutiin una determinazione dirigenziale riferita al "Sostegno economico ai soggettiaffetti da Sclerosi laterale amiotrofica" (Sla) contenente dati personali anchesensibili.

Il provvedimento dell'Autoritàha preso il via dalla segnalazione di un'associazione.

Nell'atto del Comunesi faceva riferimento alla patologia sofferta dal soggetto beneficiario delsostegno economico con indicazione in chiaro dei relativi dati anagrafici(nominativo, luogo e data di nascita). Inoltre venivano riportati in chiaroaltri dettagli eccessivi quali i dati anagrafici del familiare referente delmalato (nominativo, luogo e data di nascita) con i relativi dati di residenza,il codice fiscale e il codice Iban su cui accreditare le somme, con la seguentecausale "Sostegno economico al familiare di persona affetta da Sclerosilaterale amiotroficaŠ".

Il trattamento dei dati effettuato dal Comune črisultato illecito: come ha ricordato l'Autorità, le disposizioni del Codicedella privacy, richiamate anche dalle Linee guida sulla trasparenza on linedella Pa emanate dallo stesso  Garante nel 2011, vietano espressamente ladiffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute delle persone. I dati,per giunta, oltre ad essere visibili e liberamente consultabili sui sitoistituzionale del Comune, erano facilmente reperibili anche sui più usatimotori di ricerca, come Google: bastava digitare il nome e cognome dellepersone.

Nel disporre il divieto di ulteriore diffusione deidati del malato e del familiare referente, presenti nella determinazione, daqualsiasi area del sito, l'Autorità per la privacy ha prescritto all'amministrazionecomunale di attivarsi presso i responsabili dei principali motori di ricercaper fare in modo che vengano rimosse le copie web del documento dagli indici edalla cache.

Con separatoprovvedimento il Garante avvierà la procedura per applicare la sanzione amministrativa.