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CALL CENTEREXTRA UE PIU' TRASPARENTI

Il Garante avvia una ricognizione delleattività di customer care e telemarketing fuori Ue

 

Cresceil fenomeno dei call center delocalizzati in Paesi al di fuori dell'Unioneeuropea e il Garante privacy interviene a tutela dei cittadini italiani. Con unprovvedimento a carattere generale, adottato al termine di una articolataistruttoria, il Garante ha ribadito le regole alle quali devono attenersisocietà e enti pubblici, che si avvalgono per le loro attività di customer careo di telemarketing di call center situati in Paesi dove non sono assicurate legaranzie previste dalla normativa comunitaria. L'Autorità, inoltre, sulla basedelle recenti modifiche normative apportate dal legislatore italiano nelsettore, ha chiesto maggiori informazioni per gli utenti, possibilità discegliere un operatore collocato sul territorio nazionale, più trasparenza neitrattamenti di dati personali. L'Autorità ha avviato anche una ricognizionedei soggetti che si avvalgono dei call center stabiliti fuori dall'Ue,verificando i tipi di operazioni effettuate e le modalità di trasferimentoadottate.

Ilnuovo provvedimento ricorda le regole generali da rispettare per itrasferimenti di dati: autorizzazione del Garante, adozione di regole dicondotta infragruppo (le cosiddette "binding corporate rules", Bcr),sottoscrizione tra le parti delle clausole contrattuali tipo stabilite dallaCommissione europea o quelle già indicate in specifici ambiti di attività(ad.es. per il telemarketing). Ma soprattutto introduce importanti novità. Ititolari del trattamento (società e enti pubblici) che utilizzano tali callcenter dovranno infatti integrare l'informativa resa al momento del contattocon l'utente specificando anche la nazione dalla quale chiamano o rispondono.Per le chiamate in entrata, in analogia a quanto previsto dalla normativa invigore, i call center dovranno adottare apposite procedure per dare all'utentela possibilità di scegliere un operatore collocato sul territorio nazionale (ades. deviando la telefonata o disponendo un successivo contatto da parte di unoperatore italiano). D'ora in poi, inoltre, i titolari dal trattamento cheintendono trasferire (o affidare) il trattamento di dati personali a un callcenter situato in Paesi extra Ue dovranno prima darne comunicazione alGarante, utilizzando un modello che sarà messo a disposizione sul sito dell'Autorità(www.garanteprivacy.it). I call center che già operano in Pesi extra Uedovranno invece informare il Garante entro 30 giorni dalla pubblicazione delprovvedimento nella Gazzetta ufficiale. Ciò consentirà di acquisire elementiutili a comprendere l'ampiezza di un fenomeno in continua espansione epermetterà all'Autorità di valutare la portata del trasferimento dei datipersonali al di fuori dall'Unione europea per i trattamenti operati dai callcenter, anche al fine di intervenire con tempestività ed efficacia in caso diviolazioni del Codice privacy.