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REGIONI:DIRITTO DI ACCESSO DEI CONSIGLIERI NEL RISPETTO DELLA PRIVACY

 

Iconsiglieri regionali possono accedere ad atti e documenti contenenti datipersonali dei cittadini solo per finalità legate al loro mandato.

Loha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali nel parerefavorevole reso sulla versione aggiornata dello schema tipo di regolamento,predisposto dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delleregioni e delle province autonome, sul trattamento di dati personali sensibilie giudiziari presso i consigli, rispetto al quale ha tuttavia chiesto alcuneintegrazioni.

L'Autoritàha chiesto, in particolare, di specificare che le richieste di accesso aidocumenti, da parte dei consiglieri, possono essere accolte solo sericonducibili alle "esclusive" finalità di rilevante interesse pubblico "direttamenteconnesse all'espletamento di un mandato elettivo".

Nelrendere il suo parere, il Garante ha chiesto, inoltre, ai consigli di adottaremodalità tali da assicurare che l'accesso dei consiglieri comporti il minorpregiudizio possibile alla vita privata delle persone cui si riferiscono i datioggetto dell'istanza di accesso.

Specialicautele sono state definite anche per le informazioni sulla vita sessuale deireclusi, che potrebbero essere trattate dai Garanti regionali per i diritti deidetenuti.

Larichiesta di parere da parte della Conferenza sul nuovo schema tipo si è resanecessaria a causa del mutato quadro normativo che regola le attivitàistituzionali dei consigli.

Varicordato a tale proposito che il Codice privacy prevede, infatti, che perpoter raccogliere, utilizzare, elaborare, conservare, comunicare dati sensibilie giudiziari indispensabili allo svolgimento delle loro attività istituzionali,le regioni e le province autonome, come altri soggetti pubblici, debbanoadottare specifici regolamenti.

Questiregolamenti individuano e rendono noti ai cittadini quali dati vengono usati eper quali fini.