Garante per la protezione
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CONTENZIOSOBANCARIO: NO A DATI ECCENDENTI NELLE MEMORIE DIFENSIVE

 

Perdifendersi in giudizio la banca non può inserire nelle memorie difensiveconsiderazioni relative al procuratore della controparte che esulano dal meritodel contenzioso e risultano eccendenti il concreto diritto di difesa.

E'il principio stabilito dal Garante per la privacy in un provvedimento con ilquale ha dichiarato illecito il trattamento di dati svolto da una banca neiconfronti di un procuratore che rappresentava in giudizio alcuni clienti dellabanca stessa.

L'interessatoaveva lamentato, con una segnalazione al Garante, l'uso improprio - nell'ambitodi memorie difensive presentate dall'istituto bancario davanti all'Arbitrobancario e finanziario competente - di suoi dati personali riferiti ad unpregresso rapporto di lavoro con il medesimo istituto bancario.

Labanca aveva chiesto, infatti, al Collegio arbitrario di considerareincompatibile l'attività di rappresentanza svolta dal procuratore perchéquesti, già dipendente dall'istituto, era stato licenziato per giusta causa e lavertenza instaurata era ancora pendente.

Nelsuo provvedimento, il Garante ha ricordato i principi stabiliti dal Codiceprivacy e quanto contenuto in particolare nelle Linee guida in materia dirapporti tra banche e clienti e cioè che i dati prodotti in giudizio devonoessere solo quelli pertinenti a far valere o difendere un diritto in sedegiudiziaria, evitando la comunicazione di informazioni non rilevanti per lecitate finalità di difesa.

Nelcaso specifico, invece, il trattamento dei dati personali del segnalante inoccasione dei procedimenti celebrati dinanzi all'Arbitro bancario è risultatoeccedente rispetto alle concrete esigenze difensive della banca perché volto,non tanto a dimostrare la eventuale scarsa attendibilità delle affermazionirese dai clienti che avevano fatto ricorso contro la banca, quanto a rendere unimmagine negativa, per fatti extraprocessuali, e comunque estranei alla materiadel contendere, del loro procuratore.

Iltrattamento di dati operato dalla banca è risultato dunque illecito.

Diconseguenza, i dati eccedenti riferiti al procuratore non potranno essere piùutilizzati dalla banca.