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PA:GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO E DATI SULLA SALUTE

L'amministrazione non può comunicaredati sulla salute dei dipendenti a terzi non legittimati

 

Violale norme sulla protezione dei dati personali la Pubblica amministrazione checomunica indebitamente informazioni sullo stato di salute di un propriodipendente a terzi.

Loha affermato il Garante privacy il quale, intervenuto a seguito della segnalazionedi una professoressa universitaria, ha ritenuto illecita la comunicazione adaltri docenti di un decreto rettorale contenente informazioni sensibili che lariguardavano e ha prescritto all'amministrazione di conformare la gestione deltrattamento dei dati personali alla disciplina del Codice privacy.

Inparticolare, la segnalante lamentava il fatto che copia integrale del decretorettorale che la collocava in "interdizione dal lavoro" e quindi in "congedoper maternità" fosse stata inviata a un docente in servizio presso un'altraFacoltà, diffondendo informazioni molto delicate sulla sua salute.

Taledocumento, inoltre, era stato allegato dalla segreteria amministrativa almodulo di richiesta di affidamento dell'insegnamento che si sarebbe resovacante, rendendo note le condizioni di salute della professoressa anche atutti i docenti membri del Consiglio di Facoltà tenuti a deliberare sull'assegnazionedella cattedra.

Neldichiarare illecito il trattamento, il Garante ha rilevato la presenza di datisensibili nel decreto rettorale, poiché le informazioni relative alla "interdizionedal lavoro" ai sensi della legge 151/2001, espressamente richiamata neldecreto, fanno riferimento a "gravi complicanze della gravidanza o a persistentiforme morbose che si presume possano essere aggravate dalla gravidanza", inbase alle quali la Direzione provinciale del Lavoro e la Asl dispongono l'interdizione.

IlGarante ha ribadito inoltre che, nel caso di specie, gli stessi dati sensibilipotevano essere trattati soltanto dagli organismi espressamente indicati nelregolamento di Ateneo per le finalità di gestione del rapporto di lavoro,mentre non dovevano essere comunicati a terzi.

L'inclusionedi dati sensibili nel decreto, infine, è avvenuta anche in violazione del principiodi necessità, poiché non era indispensabile, ai fini dell'assegnazione dell'incaricoresosi vacante, mettere a conoscenza i docenti dei motivi dell'assenza dellaprofessoressa.