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AGENZIE PER IL LAVORO: SENZANORME, NO ALLE COPIE DEI DOCUMENTI DI IDENTITà

 

Leagenzie per il lavoro, in occasione di colloqui conoscitivi, possono acquisiree conservare copia dei documenti di identità, utilizzati per identificare lepersone, solo se previsto da specifiche norme.

Lo ha precisato il Garante, a seguito della segnalazione di unuomo che lamentava una violazione dei principi di pertinenza e non eccedenzaposti a tutela dei suoi dati personali. In occasione di un colloquioconoscitivo, infatti, l'agenzia per il lavoro presso cui si era presentatoaveva acquisito copia del suo documento di identità.

L'Autorità, dopo aver valutato le attività della società, haosservato che, mentre è lecito per l'agenzia procedere alla correttaidentificazione degli aspiranti lavoratori chiedendo l'esibizione di undocumento di identità ed eventualmente annotandone gli estremi, deve inveceritenersi eccedente acquisire copia del documento stesso.

Le copie dei documenti di identità contengono dati personali, comele fotografie dell'interessato, le caratteristiche fisiche e lo stato civile,non pertinenti alle finalità per le quali venivano raccolti (presentazione delcurriculum e colloquio conoscitivo).

L'Autorità, ha peraltro, richiamato l'attenzione sui rischi che l'acquisizionee la conservazione di copie di questi documenti in termini di duplicazione,perfino di furto di identità.

Il Garante ha perciò vietato alla società di conservare le copiedei documenti di identità dei candidati e ha prescritto che l'identificazionedegli aspiranti avvenga con la semplice annotazione dei dati essenziali, senzaalcuna conservazione di documenti identificativi.