Garante per la protezione
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SI ALL'AMMINISTRAZIONEAPERTA, MA SENZA DIFFONDERE DATI SULLA SALUTE

 

IlGarante per la privacy ha richiamato alcune amministrazioni sanitarie allacorretta applicazione delle novità normative introdotte dalla legge diconversione (n.134 del 7/8/2012) del cosiddetto "Decreto Sviluppo 2012", vietandola diffusione online dei dati sulla salute dei pazienti.

Leaziende sanitarie chiedevano in particolare se l'articolo 18 della legge, cheintroduce nuove disposizioni in tema di agenda digitale e trasparenza nellaPubblica Amministrazione, le obbligasse a pubblicare su internet anche i datidei pazienti che hanno ad esempio ricevuto indennizzi per danni irreversibili(come il contagio da epatite o Hiv) causati da vaccinazioni o dallasomministrazione di emoderivati, rimborsi per cure di altissima specializzazione,interventi assistenziali o altri contributi legati a patologie medichecertificate.

L'Autoritàha chiarito che, per quanto riguarda le persone fisiche, l'articolo citatoprevede la pubblicazione online solo dei dati di chi riceve "corrispettivi ocompensi" dalla Pubblica Amministrazione e che deve in ogni caso essereinterpretato alla luce dei principi fondamentali in materia di protezione deidati personali, cristallizzati in disposizioni comunitarie che vincolano ilnostro legislatore.

IlGarante ha ribadito che è il Codice della privacy vieta ai soggetti pubblici ladiffusione di dati idonei a rivelare lo stato della salute di una persona e chele informazioni citate non possono essere pubblicate sul sito web delle Ausl odi altri enti.

Haricordato infine che tutte le pubbliche amministrazioni, nel predisporre ilproprio sito Internet, devono sempre rispettare le apposite cautele indicatenelle "Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anchein atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalitàdi pubblicazione e diffusione sul web", approvate dal Garante nel 2011.