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EURO FALSI: SI DEL GARANTE ALDECRETO SUL SIRFE

Nel Sistema dati su banconote e monete ritirate e inominativi delle persone che le hanno presentate

 

Via libera del Garante privacy ad uno schemadi decreto del Mef che individua criteri e modalità di trasmissione per viatelematica dei dati e delle informazioni relativi al ritiro dalla circolazionedi euro sospetti di falsità.

Banche, Poste italiane, istituti di monetaelettronica, cambiavalute, individuati dal decreto quali "gestori del contante",devono trasmettere al Mef attraverso il Sistema informatizzato rilevazionefalsi euro (Sirfe) una serie di informazioni acquisite all'atto del ritirodegli euro sospetti di falsità (dati delle banconote o delle monete ritirate,nominativo della persona che ha presentato gli euro, dati del gestore delcontante ecc.).

Ai gestori del contante spetta anche ilcompito di informare le persone che presentano banconote e monete "sospette"che i loro dati saranno trasmessi al Ministero e inseriti nel Sirfe. Permigliorarne la funzionalità, nell'archivio informatizzato possono essereinseriti anche altri dati o informazioni tecniche, con esclusione però diulteriori dati personali.

Il Garante ha espresso parere favorevole su untesto che già recepiva indicazioni suggerite dall'Ufficio nel corso di contattiinformali.

Indicazioni che hanno riguardato inparticolare l'adozione da parte dei "gestori del contante" di specifiche regoledi gestione delle credenziali di autenticazione al proprio sistema informativo,l'introduzione di termini di scadenza e l'innalzamento dei livelli di sicurezzadelle chiavi di accesso.

Ed inoltre, l'adozione di autorizzazionispecifiche per l'utilizzo del Sirfe nel caso di accesso con login "silente"(ossia, un accesso diretto senza superare più livelli di autenticazione), conpossibilità di individuare il singolo l'utente interno che abbia inserito idati o consultato il Sistema.