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NECESSARIMAGGIORI CONTROLLI SULLA "PUBBLICITÀ COMPORTAMENTALE"


Il codice diautoregolamentazione non supera l'esame dei Garanti europei

Per i Garanti europeidella privacy il codice di autoregolamentazione sulla cosiddetta"pubblicità comportamentale", elaborato dalle associazioniinternazionali che raccolgono le imprese di pubblicità interattiva, non protegge a sufficienza i dati personali  dei consumatori on-line.  Ledue associazioni di settore che hanno messo a punto il testo - Iab (InteractiveAdvertising Bureau) e Easa (The European Advertising Standards Alliance) –propongono che siano gli utenti a poter inibire ex-post (opt-out) le tecnologieche consentono il monitoraggio del comportamento delle attività svolte suinternet  effettuato per inviare pubblicità mirata sulla base dei gusti,interessi e comportamenti.  I Garanti europei , nel parere adottato neigiorni scorsi, esprimono al contrario varie perplessità sul codice diautoregolamentazione e segnalano che, in realtà, i benefici economici ricavatidalle imprese grazie alla pubblicità comportamentale rischiano di essererealizzati a scapito dei diritti fondamentali alla riservatezza e allaprotezione dei dati.  I Garanti evidenziano innanzitutto che le soluzioniproposte dall'industria sono contrarie alle norme sul consenso preventivointrodotte con la recente proposta di Direttiva europea e-Privacy.  Inbase alle nuove norme, infatti, il consenso per l'installazione di cookies e dialtri strumenti per fini di monitoraggio a scopo pubblicitario deve essererichiesto prima dell'inizio del trattamento, tramite un meccanismo di opt-in, enon dando all'utente la possibilità opporsi e ritirare il consenso aposteriori. I Garanti, inoltre, ricordano che è necessario informare conchiarezza chi naviga in Internet  sulle modalità di funzionamento dellapubblicità comportamentale e sulle relative tecniche di profilazione, così dapermettere all'utente di decidere liberamente se consentire tale trattamento didati.  Su questo aspetto in particolare, i  Garanti segnalano che,diversamente da quanto indicato dall'industria pubblicitaria, esistono numerosetecnologie facilmente applicabili che consentirebbero al consumatore, ancheintervenendo sugli attuali software di navigazione, di esprimere o negare ilproprio assenso alla pubblicità comportamentale. Ciò richiede naturalmente unacollaborazione fattiva da parte degli operatori del settore che potrebberoavvalersi delle indicazioni fornite nel parere. Il Gruppo articolo 29 rimarca,infine,  che deve anche essere garantita una protezione rafforzata per bambini e utenti minorenni e che i dati raccolti devono essere conservati perun periodo di tempo limitato.  Il parere delle Autorità di protezione deidati europee riunite nel Gruppo di lavoro articolo 29 può essere consultato alseguente indirizzo:  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2011/wp188_en.pdf