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ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE ON LINE:

Sí, MA SOLO CON DATI ESSENZIALI

 

Se un sito internet pubblica unĠordinanza di custodia cautelare in carcere a corredo di una notizia, deve per˜ oscurare dal provvedimento on line tutti i dati non essenziali.

Lo ha stabilito il Garante privacy vietando ad una associazione la diffusione on line dei numeri di telefono, degli indirizzi dei luoghi di residenza e domicilio e dei codici fiscali di un architetto raggiunto da un provvedimento giudiziario di custodia in carcere e delle altre persone citate nellĠordinanza.

LĠAutoritˆ (con un provvedimento di cui  stato relatore Giuseppe Fortunato) ha cos“ accolto le richieste del destinatario della misura restrittiva che si era rivolto al Garante lamentando unĠillecita diffusione di dati Òdi natura riservata e personaleÓ dovuta alla pubblicazione integrale dellĠordinanza.

Pur riconoscendo infatti il diritto alla manifestazione del pensiero da parte della onlus, che pu˜ esercitarsi anche mediante la pubblicazione di atti giudiziari non pi coperti da segreto, il Garante ha ritenuto che la diffusione di alcuni dati del segnalante e delle altre persone citate nel provvedimento (quali ad esempio numeri di telefono, residenza, codici fiscali ecc.) va al di lˆ della finalitˆ informativa e viola il principio dellĠessenzialitˆ dellĠinformazione.

La pubblicazione integrale del provvedimento, inoltre,  ingiustificata anche alla luce del principio di pertinenza e non eccedenza nel trattamento dei dati, trattandosi di informazioni, strettamente personali, sicuramente sovrabbondanti e non indispensabili per rappresentare la vicenda giudiziaria.

Entro trenta giorni lĠassociazione dovrˆ rimuovere le informazioni eccedenti dai due siti dove ha pubblicato lĠordinanza e darne comunicazione allĠAutoritˆ.