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AGENZIE MATRIMONIALI E USO DEI DATI SENSIBILI

 

Le agenzie matrimoniali non possono comunicare dati sensibili della clientela, specie se riguardanti le convinzioni religiose, alle societą di recupero crediti.

Il principio Ź stato stabilito dal Garante privacy che ha vietato ad una agenzia matrimoniale di trasmettere, in caso di mancato pagamento, questo tipo di informazioni a soggetti che non hanno alcuna necessitą di conoscerle e usarle.

Il caso era stato segnalato al Garante dall'Ufficio del giudice di pace di Roma che, nel corso di un procedimento per ingiunzione, aveva riscontrato la trasmissione di copia integrale di un contratto, contenente dati sensibili, ad una societą di recupero crediti.

L'Autoritą (relatore Giuseppe Chiaravalloti) ha ritenuto "sicuramente sproporzionata" la comunicazione di informazioni cosď delicate.

Se infatti il trattamento di dati relativi alle convinzioni religiose dei clienti risulta indispensabile rispetto alle finalitą di mediazione matrimoniale, vista l'indubbia rilevanza che assume il profilo religioso per coloro che aspirano ad instaurare un vincolo matrimoniale, non trova invece alcuna giustificazione la trasmissione di questi dati ad una societą che svolge attivitą non compatibili con il loro trattamento.

Nel disporre il divieto il Garante ha prescritto alla societą di riformulare il contratto di mediazione prevedendo una apposita sezione per i dati sensibili da non trasmettere a soggetti non legittimati a trattarli.

Da modificare anche l'informativa resa alla clientela che dovrą indicare in modo chiaro i tipi di trattamenti effettuati, le finalitą perseguite, l'obbligatorietą o meno del rilascio dei dati.