Garante per la protezione
    dei dati personali

Newsletter

VIGILANZA PI˘ "VIGILATA" NEGLI AEROPORTI

Accessi alle aree riservate con impronte digitali


Il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato una societł, che svolge attivitł di vigilanza e sicurezza aeroportuale, a trattare i dati biometrici dei dipendenti che accedono alle aree riservate ed esposte a rischio sicurezza degli aeroporti di Milano "Linate" e "Malpensa", Roma "Fiumicino", Venezia e Pisa. L'azienda aveva sottoposto alla verifica preliminare del Garante un progetto che prevedeva la possibilitł di rilevare con il sistema biometrico la presenza dei lavoratori. Il progetto escludeva comunque il controllo sull'orario di lavoro.

 

L'esigenza della societł era quella di scongiurare accessi indebiti nelle cosiddette "aree sterili" (security restricted area) degli aeroporti, ovvero nelle zone preposte ai controlli pre-volo dei passeggeri, dei bagagli a mano e da stiva, delle merci e degli operatori aeroportuali di staff. Per tali aree il "Programma Nazionale di Sicurezza" prevede non solo limitazioni di accesso, ma anche particolari misure di sicurezza necessarie per prevenire, ad esempio, l'introduzione a bordo degli aeromobili di armi, ordigni esplosivi e qualsiasi altro oggetto pericoloso.

 

Il sistema biometrico contenuto nel progetto si basa sul confronto tra le impronte digitali rilevate e il template (la rappresentazione in codice numerico), memorizzato e cifrato su una smart card nell'esclusiva disponibilitł del lavoratore, che ha prestato preventivamente il proprio specifico consenso al trattamento dei dati.

 

L'Autoritł (con un provvedimento di cui Ć stato relatore Mauro Paissan) ha ritenuto proporzionati la raccolta e l'uso delle impronte digitali dei dipendenti in relazione agli accessi alle sole "aree sterili". Ha tuttavia prescritto alla societł di prevedere modalitł alternative di accesso e identificazione e di fornire ai dipendenti un'apposita informativa che indichi la natura facoltativa del consenso al trattamento dei dati biometrici. I dati relativi agli accessi alle "aree sterili" potranno essere conservati per un tempo massimo di sette giorni.