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INTERNET E MINORI: CONSIGLIO DĠEUROPA, OK AI FILTRI, MA PIô IMPEGNO DA PARTE DEGLI STATI

 

La sicurezza dei minori che utilizzano Internet deve essere garantita in primo luogo da chi produce i contenuti di Internet. Occorre tuttavia anche una decisa opera di sensibilizzazione e di controllo da parte di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti.

 

LĠAssemblea Parlamentare del Consiglio dĠEuropa, a Strasburgo, ha approvato recentemente una Raccomandazione rivolta agli Stati membri del Consiglio dĠEuropa ed ai Parlamenti nazionali, per richiamare lĠattenzione sulla necessitˆ e lĠopportunitˆ di fare di pi per  garantire la navigazione sicura dei minori su Internet (http://assembly.coe.int/...). Il mutamento provocato da Internet e dalle nuove tecnologie nelle abitudini di vita e nellĠapprendimento dei minori  enorme, come ormai pi volte sottolineato, e comporta una vera e propria rivoluzione del concetto di privacy e vita personale. I minori vivono sempre pi su Internet (metaforicamente e in senso reale) e compiono il proprio percorso di crescita  attraverso mondi virtuali spesso senza regole chiare o precise. DĠaltro canto, sta riducendosi lĠimpatto dei media tradizionali (giornali, radio, televisione) quali veicoli di sensibilizzazione e modelli di comportamento.

 

Questo vale anche per la tutela della privacy e della vita privata, messe a rischio – come ricorda il Consiglio – dallĠassenza di regole definite e dalle pratiche spesso aggressive di profilazione e marketing online mirate ai minori senza che questi siano in grado di difendersi adeguatamente.

 

Per tali motivi il Consiglio ha delineato una strategia articolata. In primo luogo,  opportuno creare Òspazi sicuriÓ per i minori mediante lĠutilizzazione della tecnologia per aumentare la sicurezza dei minori (filtri, dispositivi di limitazione degli accessi) coinvolgendo il mondo industriale e delle imprese. In secondo luogo,  necessario promuovere attivitˆ di sensibilizzazione attraverso lĠazione congiunta delle aziende che operano su Internet e dei governi nazionali. Il Consiglio chiede poi ai produttori di contenuti online e allĠindustria dei media di mettere a punto ed applicare codici di condotta per la tutela della privacy, la promozione di attivitˆ commerciali appropriate per i minori e la sensibilizzazione sui contenuti nocivi e dannosi, anche attraverso centri di ascolto e linee telefoniche dedicate.

 

Il Consiglio invita infine tutti i Paesi membri a ratificare la convenzione sul cybercrime, adottata nel 2001 ma non ancora in vigore in molti Stati europei (in Italia  stata ratificata con legge 48/2008) e segnala lĠopportunitˆ di valutare un inasprimento delle norme sulla responsabilitˆ degli Internet provider per i contenuti illeciti o dannosi.