Garante per la protezione
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Informazionescorretta al tempo di Facebook

 

I giornalisti che utilizzano notizie,fotografie e dati personali tratti dai social network devono sempre verificarele informazioni raccolte per esercitare con correttezza il diritto di cronaca.

 

Ú quanto ha ribadito il Garanteintervenendo su segnalazione di due cittadini, i quali avevano visto pubblicatada alcuni quotidiani  la propria immagine presa da  Facebookerroneamente associata a persone omonime decedute. In un caso si trattava di unincidente stradale, nell'altro di una vittima del terremoto avvenuto inAbruzzo.

 

I nomi pubblicati nei servizi di cronacaerano corretti, ma le fotografie ad essi associate erano state trovate facendouna semplice ricerca su Internet e scaricando l'immagine presente nei profiliche i due segnalanti avevano aperto nel famoso  social network. Igiornalisti non avevano, dunque, verificato l'ipotesi che si potesse trattaredi semplici casi di omonimia e hanno dato per decedute le persone sbagliate.Nel caso della vittima del terremoto, la fotografia errata, pubblicata da unquotidiano, era stata riproposta anche da due testate televisive nazionali.

 

Queste immagini - ha stabilito ilGarante, con due provvedimenti [doc. web nn. 1615317 e 1615339] di cui Ć stato relatore MauroPaissan - non dovranno essere piŁ pubblicate, diffuse nÄ ripropostenell'archivio on-line delle testate coinvolte.

 

Associando l'immagine di una personaall'identitł di un'altra, sono stati diffusi dati errati, mettendo in atto intal modo un illecito trattamento dei dati personali.

 

Il Garante ha,pertanto, vietato alle testate, due locali e tre nazionali, di diffondereulteriormente le fotografie dei segnalanti. L'Autoritł ha imposto lacancellazione delle immagini anche dal sito web e dall'archivio storico on-linedi uno dei quotidiani interessati che - dopo aver informato seppur tardivamentei lettori dello sbaglio commesso – continuava a rendere comunqueaccessibile da Internet la fotografia pubblicata per errore.