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PRIVACY E COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

I Garanti Uechiedono piĚ sicurezza per cittadini e consumatori

 

Peri Garanti europei, il futuro quadro normativo in materia di privacy ecomunicazioni elettroniche, sul quale stanno lavorando le istituzionicomunitarie, dovrą garantire piĚ efficacemente la sicurezza delle reti efacilitare l’esercizio dei diritti degli utenti.

IlGruppo Articolo 29, che riunisce le Autoritą europee per la protezione deidati, ha elaborato un parere sulle proposte di modifica della direttiva detta“e-Privacy” (2002/58) in materia di comunicazioni elettroniche (link: http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2008/wp150_en.pdf ).

Vasottolineato che il pacchetto di proposte della Commissione comprende anche una“proposta di Regolamento” concernente l’istituzione di un’Autoritą europea diregolazione del mercato delle comunicazioni, fra i cui compiti rientra ladefinizione di standard di sicurezza paneuropei.

Ilparere dei Garanti europei, che risale alla fine di maggio, condivide alcunedelle osservazioni contenute nel documento pubblicato sullo stesso tema dalGarante europeo per la protezione dei dati (10 aprile 2008).

IGaranti concordano sull’opportunitą di guardare alle reti in una prospettivapiĚ ampia, data la loro natura sempre piĚ spesso “mista” (pubblica/privata), su alcuni emendamenti proposti dalla Commissione: in particolare,l’applicabilitą delle disposizioni della direttiva a tecnologie quali lecosiddette “etichette elettroniche” Rfid (in quanto utilizzano “reti dicomunicazione elettronica disponibili al pubblico” per veicolare i segnali ditrasmissione), e l’attribuzione del diritto di intraprendere azioni legali incaso di violazioni della normativa nazionale (ad esempio, in materia di spam)anche a soggetti non direttamente colpiti, ma comunque direttamenteinteressati, quali i provider di servizi Internet.

Atutto questo si aggiunge la proposta di estendere l’obbligo per i provider diservizi di comunicazione di notificare violazioni e/o rischi per la sicurezzadelle reti a tutti gli “utenti” dei servizi di comunicazione elettronica(anziché ai soli “abbonati” a tali servizi); ciė dovrą avvenire secondo unapproccio equilibrato che tenga conto dei costi e dell’impatto che talinotifiche possono esplicare sull’attivitą dei provider (ad esempio, in terminidi danno di immagine).

Inoltre,il Gruppo ha segnalato l’opportunitą di ampliare la definizione di “sistemi dichiamata” contenuta nella direttiva 2002/58 (art. 13) includendovi i sistemi di“comunicazione” (per tenere conto degli sviluppi tecnologici legati, adesempio, alla tecnologia Bluetooth, il cui funzionamento Ź difficilmenteassimilabile ad una “chiamata” sul terminale dell’utente); ciė consentirebbe digarantire una protezione piĚ efficace nei confronti delle comunicazioniindesiderate.

Perlo stesso motivo, l’estensione del “diritto di intraprendere azioni legali”dovrebbe comprendere anche le violazioni dell’articolo 5.3 della direttiva,ossia l’uso e l’installazione, per esempio, di spyware.