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STOP ALLE CARTE FEDELT╦ SE SPIANO NEL CARRELLO DELLASPESA

Il Garante applica una sanzione di 54mila euro

 

La Gs non potrł utilizzare i dati gił raccolti con lefidelity card offerte ai clienti, scrutare il contenuto dei carrelli dellaspesa, "profilare" consumatori inconsapevoli e sulla base dei lorogusti, scelte e volumi di spesa inviare, senza consenso,  pubblicitł perposta, e-mail o sms.

L'alt Ć arrivato dal Garante privacy cheha sanzionato la Gs con una multa da 54 mila euro per non aver  informato correttamentela clientela dell'uso che avrebbe fatto dei dati forniti al momentodell'adesione a un programma di fidelizzazione,  e ha comunicato allasocietł di conformare, entro il 31 maggio, i trattamenti di dati alledisposizioni del provvedimento generale sulle fidelity card adottato a suotempo dall'Autoritł.

Dagli accertamenti avviati fin dal 2005sull'uso di queste tesserine magnetiche, che permettono di raccogliere punti ericevere piccoli premi o usufruire di sconti al supermercato, sono emerse numeroseirregolaritł che a tutt'oggi non risultano  ancora sanate. Sotto la lentedel Garante in particolare, il modello sottoposto ai clienti per ottenere lecarte fedeltł e nel quale non veniva specificato che i loro dati personalisarebbero stati utilizzati anche a fini di analisi delle abitudini, scelte diconsumo e strategie di marketing. La societł raccoglieva e elaborava, invece,all'insaputa dei clienti, oltre a nome, cognome e volumi di spesa, anche professione,  indirizzo mail, numero di cellulare, numero degli scontriniemessi, dettagli dei prodotti e l'esercizio dove erano stati acquistati. Questamassa di informazioni  permetteva alla Gs di costruire un"profilo" dei clienti in quanto consumatori,  valutarne il gradodi "fidelizzazione", classificarli in base ad un punteggio e diverificare anche il loro posizionamento geografico presso i singoli puntivendita del territorio nazionale. Per poi programmare campagne promozionali oinviare comunicazioni commerciali mirate.

Nel corso del procedimentola Gs aveva modificato il modello per la raccolta dei dati, che era risultatoperś ancora irregolare. Pur essendo indicate, infatti, le finalitł di"profilazione" e di marketing, il modello non consentiva  alcliente di esprimere liberamente un consenso separato per i diversi usi deidati, condizionandoli all'apposizione di un'unica firma. E questo Ć incontrasto con le disposizioni del Codice privacy che riconoscono al cliente ildiritto di avere la fidelity card senza essere obbligato a dare il consensoanche per altri trattamenti e di poter liberamente autorizzare ogni singolo usodei propri dati.